venerdì 10 luglio 2009
Gods Of Metal
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giovedì 9 luglio 2009
La leggenda del Thistlegorm
Dedichiamo le ultime due immersioni della nostra vacanza al più famoso relitto del Mar Rosso: il Thistlegorm. Il Thistlegorm è una nave mercantile britannica che fu varata dai cantieri Joseph Thompson and Son a Sunderland, in Inghilterra, il 9 Aprile 1940.
Di proprietà della Albyn Line come altri bastimenti della classe Thistle, la nave, il cui nome in gaelico significa cardo blu, fu utilizzata all'inizio della Seconda Guerra Mondiale per trasportare materiale bellico alle truppe alleate di stanza in Africa Settentrionale. Durante uno di questi viaggi, dopo aver circumnavigato tutto il continente africano, il Thistlegorm, che era alla fonda nello stretto di Gubal vicino al reef di Sha'ab Ali, fu affondato dalle bombe sganciate da due Henkel He-111 tedeschi, decollati da Creta.
Era la notte del 6 Ottobre 1941. Il relitto del Thistlegorm fu scoperto da Jacques Costeau nel 1955, ma dopo un sensazionale servizio sulla rivista National Geographic nel Febbraio del 1956, tornò nell'oblio delle profondità marine. Fu riscoperto nel 1992 e da allora è diventato una delle mete più gettonate della subacquea ricreativa. Facciamo un salto in avanti nel tempo fino al 19 Giugno 2009. La nostra sveglia suona presto e al diving è già arrivato il nostro furgoncino, siamo io, Mara, Enrico e Abdu.
Arrivati al porto commerciale di Sharm, facciamo la dogana e ci imbarchiamo sulla speed-boat, oggi non ci sono famiglie, bambini e snorkelisti, solo sub! Ci sono un paio di gruppi di inglesi, polacchi, ungheresi e un altro gruppo di italiani. Facciamo colazione sulla barca e in un paio d'ore arriviamo sul punto d'immersione, nel frattempo Abdu ci ha istruito a puntino con uno dei suoi briefing svizzeri! Sono presenti diverse barche, ma essendo quelle delle crociere, vediamo che i loro sub stanno risalendo dopo aver terminato la prima immersione. Bene!
Continuiamo la visita fluttuando per la murata di destra, Mara si distrae e tira una capocciata contro una struttura della nave, che dolore! Entriamo nella cabina del comandante, la visibilità è ottima, ma siamo comunque muniti di torce elettriche. Sono ancora presenti la vasca da bagno e il lavandino. Andiamo verso la parte prodiera, sorvolando le aperture della seconda e della prima stiva e passando attraverso i tender portacarbone e i vagoni cisterna, di cui uno è collassato all'interno della prima stiva.
Entriamo in un altro ambiente chiuso e usciamo dal tetto, trovandoci davanti all'argano salpa-ancore e alla maestosa prua del Thistlegorm. Mi sdraio proprio sulla punta della prua e mi affaccio vedendo la catena di una delle due ancore che esce dalla cubia e si perde nel blu. Emozionante! Iniziamo la risalita e terminiamo la prima immersione. Ci scaldiamo con un buon tè e dopo una pausa di un'oretta siamo pronti per la seconda immersione, che ha come obiettivo l'esplorazione delle stive all'interno del Thistlegorm.
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martedì 7 luglio 2009
Mondi Sommersi
Siamo da poco tornati da una settimana di fantastiche immersioni a Sharm el-Sheikh, dove ci siamo appoggiati al piccolo ma efficiente Albatros Top Diving. E'stata un'esperienza fantastica e unica e dobbiamo ringraziare la nostra guida, l'esperto Abdu, e il nostro compagno d'immersione Enrico per le foto e i video.
Le nostre prime due immersioni le facciamo nel house reef del nostro villaggio, il Coral Beach Montazah a Ras Nasrani, per riprendere confidenza con l'elemento liquido e le nostre attrezzature, dato che non ci immergiamo da circa un anno.
Purtroppo il reef dei locali punti di immersione è rovinato e sebbene ci siano moltissimi pesci di barriera, la presenza di coralli è scarsa. L'esito delle due immersioni è comunque positivo, nessun problema di compensazione, attrezzature perfettamente funzionanti, consumi sotto controllo e assetto eccellente. Terminate le immersioni, la barca si sposta all'entrata di South Laguna, dove pranziamo guardando l'isola di Tiran.
Il giorno seguente ci imbarchiamo per il nostro primo full-day in mare. Partiamo con la Empress Theresa in direzione degli stretti di Tiran, dove ci sono quattro punti d'immersione di notevole interesse, creati da secche e reef affioranti. La prima immersione la facciamo su Jackson Reef, un vero e proprio giardino di coralli, gorgonie e alcionarie. Notevole la presenza di pesce pelagico con carangidi, azzannatori e dei grossi tonni.
Il secondo tuffo invece lo facciamo sulla parete est di Woodhouse Reef, dove una leggera corrente ci sospinge placidamente e davanti ai nostri occhi si apre un paesaggio da favola: un profondo canyon risale dal fondo fino a trasformarsi in un plateau sabbioso con coralli molli e gorgonie grandi come antenne satellitari.
Al Parco nazionale di Ras Mohammed dedichiamo un altro full-day in barca. Questa volta partiamo dal porto di Sharm el-Sheikh e dopo un'oretta di navigazione ci prepariamo per la nostra prima immersione della giornata.
Abdu praticamente ci fa effettuare un'immersione con un leggero drift, partendo da Eel Garden e arrivando fino alla punta di Shark Observatory. Eel Garden è costituito da una caduta sabbiosa popolata da centinaia di anguille giardiniere. Che creature buffe! Le anguille restano verticali e appena percepiscono la nostra presenza di nascondono nella sabbia. Andando verso Shark Observatory la parete scende a picco e non si riesce a scorgere il fondo. Anche qui è un tripudio di coralli molli e troviamo delle gorgonie ancora più grandi rispetto a quelle di Tiran.
Risaliamo sulla barca e dopo una breve pausa e buon tè caldo, ci prepariamo per quella che viene considerata una delle più belle immersione del Mar Rosso: Shark e Yolanda Reef. Dopo aver effettuato uno scrupoloso briefing, ci tuffiamo sopra Anemone City. Lungo le sue pareti ci sono decine di anemoni, popolati dagli immancabili e simpatici pesci pagliaccio.
Spinti da una corrente sostenuta, facciamo un'emozionante passaggio nel blu fino ad accostarci alla parete di Shark Reef. E' un tripudio di colori e di vita! Branchi di carangidi, azzannatori, pesci unicorno, fucilieri, coralli di ogni tipo, che meraviglia!
Tutto scorre davanti a noi come una pellicola cinematografica, sembra di essere all'interno di un documentario. Distratti da un branco di eleganti platax e spinti dalla corrente che diventa più impetuosa, veniamo spinti fuori dal reef verso il blu. Con un piccolo sforzo guadagnamo la sella sabbiosa tra Shark e Yolanda Reef, ma le correnti sono davvero forti. Usciamo sulla parete esterna di Yolanda e procediamo fino ai resti della nave mercantile da cui il reef prende il nome. Il pianoro esterno di Yolanda è disseminato con il curioso carico del mercantile, costuito da sanitari e water! Dopo un piccolo passaggio in un grottino, terminiamo questa bellissima ma impegnativa immersione.
Giovedì niente barca! Partiamo con un furgoncino alla volta di Dahab, località egiziana sul golfo di Aqaba, siamo io, Mara, Enrico e Abdu. Attraversiamo la parte meridionale del deserto roccioso del Sinai, guardando incantati i suggestivi paesaggi che ci circondano. Dopo circa un'ora, arriviamo nella piccola cittadina di Dahab e ci prepariamo subito per la prima immersione a El Bells e Blue Hole.
Entriamo in acqua attraversando un passaggio nel reef e poi giù per il lungo e stretto camino che da il nome all'immersione. Scendiamo per più di venti metri, capovolta a testa in giù prima dell'arco e uscita nel blu. Andiamo verso ovest tenendo la paretona, coperta in alcuni punti da gigantesche concrezioni di corallo orecchio di elefante, alla nostra destra.Mara fa colpo su di un pesce flauto che innamoratosi all'istante, la insegue per un breve tratto. Arriviamo su di una sella ricoperta di coralli ed entriamo nell'inquietante Blue Hole, uno dei punti d'immersione più pericolosi al mondo. Il Blue Hole è una depressione sottomarina di forma circolare, profonda circa centodieci metri. La sua caratteristica principale è un lungo tunnel, che alla profondità di oltre cinquanta metri, collega il Blue Hole e il mare aperto. Ed è proprio nel tentativo di attraversare questo tunnel che avvengono diversi incidenti mortali.
Noi chiaramente ci limitiamo a profondità ben diverse e nel rispetto delle regole di sicurezza. All'interno del Blue Hole ci asoetta una piccola sorpresa, siamo accolti da un branco di piccoli barracuda.
La seconda immersione di Dahab è dedicata alla visita del famoso Canyon, una lunga e stretta gola sottomarina che tra passaggi in grotta e spaccatture del reef, scende da quindici a più di cinquanta metri.
Noi entriamo nel Canyon alla profondità di ventidue metri e scendiamo fino al fondo della gola. C'è da restare incantati nell'osservare i giochi di luce, mentre quando usciamo dal Canyon vediamo le nostre bolle emergere dalla spaccatura.
Dedichiamo il resto dell'immersione a esplorare il plateau intorno al Canyon e la sua entrata superiore, custodita da dei grossi esemplari di Lion fish. A presto per un post sulle restanti immersioni nel Mar Rosso!
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La seconda immersione di Dahab è dedicata alla visita del famoso Canyon, una lunga e stretta gola sottomarina che tra passaggi in grotta e spaccatture del reef, scende da quindici a più di cinquanta metri.
Noi entriamo nel Canyon alla profondità di ventidue metri e scendiamo fino al fondo della gola. C'è da restare incantati nell'osservare i giochi di luce, mentre quando usciamo dal Canyon vediamo le nostre bolle emergere dalla spaccatura.
Dedichiamo il resto dell'immersione a esplorare il plateau intorno al Canyon e la sua entrata superiore, custodita da dei grossi esemplari di Lion fish. A presto per un post sulle restanti immersioni nel Mar Rosso!
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