mercoledì 7 maggio 2008

Alba, la capitale delle Langhe

Il week-end degli esami per il brevetto, andando a Noli ci siamo detti: perché non fermarsi strada facendo da qualche parte, lungo il tragitto, per fare una sosta con relativo pranzetto? Le località prescelte erano due: Alba e Acqui Terme. Alla fine abbiamo scelto Alba, Acqui Terme la visiteremo la prossima volta che andremo in Liguria per gli esami Advanced. Siamo arrivati ad Alba giusto per l’ora di pranzo, abbiamo parcheggiato ai piedi del centro storico, che purtroppo abbiamo scoperto essere accessibile alle auto e utilizzato ampiamente come parcheggio. Alba, nel cuore delle Langhe Piemontesi, ci è subito sembrata una bella cittadina, pulita e ordinata, con un bel centro storico, fatto di viuzze lastricate di porfido, chiese, piazzette e palazzine ben restaurate.

La città è circondata da verdi colline e dai vigneti, non per niente le Langhe sono una regione nota per i vini pregiati: Barolo, Dolcetto, Nebbiolo e Barbera. Vicino ad Alba poi si svolge ogni anno l’asta mondiale del tartufo nel castello di Grinzane. Purtroppo la cattedrale non era visitabile in quanto in ristrutturazione.Abbiamo allora deciso di passeggiare per le vie del centro, dove si aprono piazzette con caffè e tavolini all’aperto. Abbiamo poi pranzato in una bella osteria: penne ai formaggi e un bounet, un tipico budino piemontese al cioccolato, per Mario.

Dopo pranzo abbiamo passeggiato nella centrale Vittorio Emanuele, ricca di negozi e locali, che arriva fino ad una grande piazza, chiusa però a causa dei lavori in corso per il rifacimento della pavimentazione. Un paio d’ore sono più che sufficienti per visitare Alba, l’ideale sarebbe fare un bel week-end in moto e girare tutti i paesi nei dintorni di Alba che fanno parte delle Langhe. A la prochaine!

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martedì 6 maggio 2008

Il lago di Como e i suoi scorci

Sabato scorso siamo stati a Como per vedere la mostra di pittura “L’abbraccio di Vienna” in svolgimento a Villa Olmo, approfittando poi della bella giornata abbiamo deciso di inforcare il Barone Rosso e di andare anche a Bellagio a fare un salutino a Dario. Con questo ennesimo giro sul Lario in moto posso dire che il Lago di Como è stato esplorato in tutti i suoi angoli, scorci e valli. Siamo partiti da Monza con calma, per l’ora di pranzo. Prima tappa la mostra. Per fortunata non abbiamo trovato troppa confusione e nessuna fila da fare alle casse. La mostra espone opere di diversi periodi dell’arte mitteleuropea: Barocco, Biedermaier, Belle Epoque, Secessionismo, Espressionismo viennese. I massimi esponenti della mostra sono Klimt e Schiele; tuttavia sono presenti pochissimi loro quadri, la mostra è dedicata ad artisti minori o comunque sconosciuti al grande pubblico.

Dopo la mostra, interessante tutto sommato, ci siamo premiati con una bella pizza sulla passeggiata di Villa Geno, direttamente vista lago. Verso le tre di pomeriggio ci siamo diretti a Bellagio, risalendo la bella strada del lago che da Como porta alla rinomata località turistica. L’appuntamento con Dario è per le quattro e puntuali abbiamo parcheggiato il Barone direttamente nella bella piazza del paese.Lo scopo della visita è quello di poter visitare il Grand Hotel Villa Serbelloni, dove Dario lavora come maître al ristorante dell’albergo: il Mistral. Ovviamente siamo rimasti estasiati dal luogo: il lusso vero e proprio. Al ritorno abbiamo deciso di fare una strada diversa e ci siamo inoltrati nel cosiddetto triangolo lariano.

Si può idealmente scomporre il bacino del lago di Como in tre zone: il ricco e florido ramo di Como, il brullo e selvaggio ramo di Lecco e il triangolo lariano. In moto lo abbiamo praticamente girato tutto negli anni passati, quasi sempre con la moto, scoprendo borghi che si affacciano sul lago e valli che si aprono tra le sue montagne. Sul ramo di Como, oltre alla splendida e omonima città, è doveroso ricordare località incantevoli come Cernobbio, Laglio, Argegno, Lenno e la tremezzina, Menaggio, Domaso e Dongo. Si tratta di bellissimi borghi ed eleganti paesini che si affacciano sul lago, circondati da suntuose ville e imbarcaderi, dove si può passeggiare tra le viuzze acciottolate e le splendide piazzette e degustare la cucina del luogo in trattorie e ristoranti. Come dimenticare poi la misteriosa isola Comacina, che però non abbiamo ancora visitato!

Sul ramo di Lecco, oltre all’operosa e sobria elegante cittadina con il suo bellissimo lungo lago, bisogna sicuramente ricordare Varenna, Bellano con l’Orrido e Colico. Il triangolo lariano è ricco di luoghi particolari, soprattutto quelli che si affacciano sul ramo di Como. Tra questi si annoverano Torno, Blevio, Lezzeno, la montana Civenna, ma soprattutto la famosa e internazionale Bellagio con il borgo di San Giovanni. Bisogna poi ricordare le valli del Lario: la Valsassina, la Val d’Intelvi che si collega con il lago di Lugano, il Pian del Tivano e la Vallassina, famosa per la salita del Ghisallo e il suo santuario dedicato alla Madonna dei ciclisti, ma anche per le sorgenti del fiume Lambro. Chiuderei ricordando la sagra dei Crotti a Stazzona, che si svolge ogni anno nel mese di Agosto.

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domenica 4 maggio 2008

Brevettati 2: Underwater Pictures

Ecco qualche foto della nostra immersione d'esame finale. In quella che vedete sopra, in stile squadra di incursori subacquei, siamo quasi pronti, le attrezzature sono state controllate, il briefing si è concluso, dobbiamo solo imbarcarci sul gommone che ci porterà sulla secca delle Stelle.

Mara mostra orgogliosa il brevetto appena consegnato dal nostro istruttore, direttamente sul fondo degli abissi!

Mario è sospeso nel blu, mantenendo una perfetta galleggiabilità.

Passerella finale dopo aver raggiunto l'agognato e sudato obiettivo. Alla prossima!

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mercoledì 30 aprile 2008

Il Parco delle Gole del Breggia

Approfittando del pallido sole invernale di una domenica pomeriggio di qualche tempo fa, abbiamo deciso di fare quattro passi nel comprensorio del Parco delle Gole del Breggia, in compagnia dei genitori di Mario e con al seguito Bossolo e Rubina. Il parco si sviluppa per circa sessantacinque ettari lungo l’omonimo torrente, nel vicino Canton Ticino in Svizzera, a pochi chilometri dal confine. In questa area naturale si possono trovare diverse varietà flora e fauna notevoli, fra cui numerose specie protette.

Camminiamo lungo una rete di sentieri, lunga circa sei chilometri, passando da una sponda all’altra grazie all’antico ponte ricostruito, il Punt dal Farügin. Il ponte permette di superare la stretta e profonda gola, chiamata il Buzun dal Diavul, e dalla sua campata si ha un impressionante punto di vista sul cuore delle Gole. Il punto di partenza ideale per visitare le Gole del Breggia è il vecchio mulino del Ghitello situato dietro Il parcheggio del Centro Breggia di Balerna. Inerpicandoci sui massi e sui sentieri, con Bossolo e Rubina che scodinzolano curiosi, abbiamo iniziato il percorso costeggiando il laghetto e proseguendo poi lungo il fiume, incontrando il vecchio cementificio, il ponte di ferro e il complesso del pastificio.

Superato il cementificio, abbiamo attraversato il fiume e risalito la Val della Magna per giungere in vetta il colle di Castel San Pietro, dove si trovano i resti del castello medioevale e la Chiesa Rossa, chiamata in questo modo perché fu teatro di un sanguinoso massacro che ha lasciato il segno nelle cronache locali del XIV secolo . Da qui si gode una bella vista su tutto il parco. Superando diverse zone franose siamo scesi di nuovo nella valle, per raggiungere la vecchia strada e il letto del fiume dove, sia noi che Bossolo e Rubina, abbiamo fatto diverse incursioni. Ogni tanto abbiamo dovuto aiutare i cani, che a causa delle loro zampette corte, hanno avuto qualche difficoltà nello scalare gli enormi massi erratici del fondovalle.

Raggiunti i resti del vecchio Mulino di Canaa abbiamo ricominciato la discesa. Scendendo lungo il torrente si incontrano le rocce più antiche del parco. A valle sono ben visibili, sulla riva opposta, i diversi strati rocciosi di colore rosso. La passeggiata volge al termine, costeggiando il fiume scendiamo sulla strada a livello del fiume per ritornare al mulino del Ghitello da dove siamo partiti. Fare trekking nel Parco delle Gole del Breggia non è per niente impegnativo, e offre notevoli spunti di interesse naturalistico, geologico e storico. Buona passeggiata!

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