martedì 12 febbraio 2008

Fonduta al formaggio

Partiamo dal presupposto che io adoro il formaggio in tutte le sue forme e in tutte le sue eccezioni. Mi piacciono freschi, semiduri e stagionati, dal gusto piccante, salato,dolce. Mangerei formaggio tutti i giorni, non ho mai assaggiato un formaggio che non mi piacesse e non riesco a concepire chi non lo ama. Tempo fa ho scoperto la fonduta di formaggio: una vera prelibatezza. Un Natale passato mia madre mi regalò il set per la fonduta di formaggio che consiste in una pentola di ghisa, un fornelletto e 6 forchettine colorate. Nei supermercati italiani si fatica a trovare dei buoni preparati per fonduta, in compenso quelli svizzeri sono ottimi. Noi utilizziamo la marca Gerber che fa diversi tipi di fondute, miscelando differenti tipologie di formaggio svizzero.

Mario condivide la mia passione e insieme le abbiamo assaggiate tutte e ovviamente ho sottoposto tutti i nostri amici a tale rito, perché di rito si tratta. L’abbiamo fatta assaggiare a Stefania che ne è rimasta folgorata a tal punto che si è fatta regalare il set, abbiamo cercato di farla assaggiare a Gabriella che odia i formaggi, abbiamo irretito lo zio G che ad un certo punto si è arreso ed ha minacciato di non venire più a cena a casa nostra se non avessimo cambiato il menù, abbiamo fatto una cena con Sara che è intollerante ai formaggi ma se l’è comunque gustata, l’abbiamo servita ai genitori di Mario che sono notoriamente due persone esigenti in fatto di cucina e sono rimasti contenti. Da ultimo è arrivato il turno di Dario, il fratello di Mario tornato definitivamente da Londra.

Insomma la fonduta al formaggio, che ti piaccia oppure no, si trasforma sempre in un momento di condivisione e aggregazione con i commensali, lascia tutti o quasi tutti soddisfatti ed è facilissima da preparare e servire. Ovviamente bisogna accompagnarla con una bella bottiglia di rosso e, oltre ai bocconcini di pane abbrustoliti al forno da intingere nel formaggio, noi l’abbiamo servita anche con patate lesse, sottaceti e wurstel, e nessuno si è mai lamentato!

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