venerdì 7 marzo 2008

La Spina Verde

Al confine tra Italia e Svizzera, a ovest della città di Como, s’incunea un bellissimo parco regionale: la Spina Verde. Io e Mario ci abbiamo fatto un sacco di passeggiate, da soli e con i cani, in estate, primavera e autunno. Il parco è una dorsale collinosa ricoperta da un esteso bosco che costituisce un vero e proprio polmone verde. Nel parco ci sono innumerevoli percorsi che conducono da un paese all’altro di questo angolo di provincia comasca: si può tranquillamente sconfinare dall’Italia alla Confederazione Elvetica addentrandosi per i vecchi sentieri dei contrabbandieri, attivi decenni fa in questa zona, i cosidetti “spalloni”. Ormai la frontiera è semplicemente segnalata dalle indicazioni dei sentieri confinali dipinte sulle rocce e sulle cortecce degli alberi. Oppure si possono visitare le sorgenti del fiume Seveso.

Ci sono poi itinerari didattici ed escursionistici ben segnalati di tipo naturalistico, per la raccolta di funghi e castagne, oppure di tipo storico, attraverso i camminamenti militari, le trincee e le casematte della Linea Cadorna, risalenti alla Prima Guerra Mondiale, costruiti a ridosso del confine italo-svizzero per prevenire un improbabile attacco da parte degli austro-ungarici. Ci sono altre aree di notevole interesse storico e archeologico all’interno del parco, tra cui il castello Baradello, fortezza utilizzate durante le guerre comunali tra Como e Milano del XII secolo ma risalente probabilmente alla fondazione romana della città lariana. Non dimentichiamoci inoltre la chiesetta di San Rocco detta anche dei "Pittori", sopra Cavallasca, circondata da antiche residenze nobiliari ai limiti della foresta. La zona del parco che si estende verso Como è piena di testimonianze archeologiche delle antiche civiltà celtiche e di Golasecca. Esistono diverse aree picnic, attrezzate per chiunque volesse trascorrere una giornata piacevole ammirando il lago dall’alto e respirando aria pulita.

Notevoli i punti panoramici, come quello del “Pin Umbrela”, che spazia da un lato su tutto il primo bacino del Lario e delle Prealpi e dell’altro, nelle giornate limpide fino alla città di Milano. Passeggiare per questi poi ha per noi un significato particolare, qui abbiamo sepolto anche le nostre bestiole che nell’arco degli anni sono venute a mancare: Tatagatta, Bossolo e Rocky. Se avete voglia di sgranchirvi le gambe o solo di ammirare i colori della natura che cambiano in base alla stagione, oltre che fare una bella e salubre passeggiata, prendete quindi in considerazione l’idea di passarci una bella giornata, fronte lago, con relativo cestino da picnic.

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