
Martedì, il nostro terzo giorno a Fuerteventura, lo impieghiamo in una lunga scorribanda verso il sud dell'isola. Le strade sono senza traffico, in un attimo superiamo Puerto del Rosario e l'aeroporto e puntiamo su El Castillo de la Caleta de Fuste. Dopo qualche minuto in auto vediamo uno scempio urbano, una colata di cemento che si realizza in una serie infinita di villette a schiera ha ricoperto le colline alle spalle di Caleta de Fuste, mentre a ridosso della spiaggia sorgono giganteschi complessi alberghieri. Per qualche chilometro, il paesaggio non è più quello al quale siamo stati abituati fino ad ora, l'isola selvaggia e deserta ha lasciato il posto a un guazzabuglio di espressioni architettoniche e urbane prodotte dal più becero turismo di massa all-inclusive, qui nella sua versione british. Un vera schifezza!

Dedichiamo giusto un quarto d'ora a Caleta de Fuste e poi riprendiamo il nostro viaggio verso sud. Lungo la strada facciamo una deviazione a Pozo Negro, una località marina dominata da una nerissima spiaggia formata da grossi ciotoli lavici. La strada lascia la costa e prosegue all'interno dell'isola, rivediamo l'oceano prima di La Lajita, siamo quasi in vista della lunghissima Playa de Sotavento e di Costa Calma, ma facciamo un'altra deviazione verso La Pared. Attraversiamo quindi il brullo istmo che divide la penisola di Jandía dal resto dell'isola, infatti questo è il punto più stretto di Fuerteventura, e arriviamo in un attimo alla costa nord. La Pared è un sonnacchioso paesino che non ha niente a che vedere con quanto visto a El Castillo, addirittura la strada d'accesso è sterrata e in un primo momento la salto, costringendomi poi a un'azzardata manovra su di una strada a strapiombo per tornare indietro. Presto è chiaro da dove origini il nome di questa località... la lunga spiagga si trova sotto un'alta falesia, una vera e propria parete! Questo è uno dei pochi spot surfistici della parte meridionale di Fuerteventura e La Pared ha diversi surfshop che testimoniano questo.

Torniamo indietro e ci ritroviamo sulla strada principale, dopo aver passato l'urbanizzazione di Costa Calma con la sua distesa di mulini eolici, la voglia di fare un bagnetto e di passare qualche oretta in spiaggia si fanno sentire e mentre cerchiamo un accesso alla Playa de Sotavento, la più grande di Fuerteventura ci ritroviamo in autostrada! Più che di un'autostrada si tratta di una strada a scorrimento veloce, anche questa praticamente deserta. Usciamo alla Boca del Mal Nombre e troviamo una bellissima e riparata spiaggetta, dove passiamo un paio d'ora in assoluto relax. L'acqua dell'oceano è fresca e ci invoglia a fare il bagno e a giocare con le onde.

La destinazione finale del nostro viaggio a sud è Morro Jable, qui dovremmo incontrarci con Michele, il leggendario Nittalope! Michele è ormai a Fuerteventura da più di un anno e lavora in un complesso alberghiero. Grande persona, vi consiglio vivamene di fare una visita al suo blog, Il Nittalope, di cui trovate il link nella sezione qui a fianco. Nel primo pomeriggio arriviamo a Morro Jable e mando un sms a Michele, intanto ci incamminiamo verso il faro che sorge sulla spiaggia del Matorral. L'area che si trova tra la strada e la spiaggia vera e propria è uno spazio naturale protetto, che viene periodicamente inondato dall'oceano e prende il nome di Saladar de Jandía. Mi squilla il cellulare, è Michele! Ci dà il benvenuto e... scopriamo che Morro Jable, il paese, è qualche chilometro più a sud! La zona dove siamo ora è quella dove sorgono gran parte degli alberghi e dei residence. Torniamo all'auto e nel giro di qualche minuto arriviamo al Morro.

Incontriamo finalmente Michele, puntuale come uno svizzero, e lo accompagnamo a fare colazione, dato che si è svegliato da poco perchè ha fatto un turno notturno all'hotel. Tra una chiacchera e l'altra mi fa scoprire una chicca che nel resto della vacanza diventerà una costante: el leche y leche. Si tratta di una tazzina da caffè, simile a quella utilizzata da noi per il cosidetto marocchino, in cui viene versato un dito di latte condesato e sopra un caffe, generesamente macchiato di latte. Ottimo!Il tempo di fare una passeggiata sul paseo di Morro Jable, dopo aver salutato Michele, ripartiamo per il lungo viaggio verso Corralejo. Ci sarebbe piaciuto arrivare fino al minuscolo paesino di Cofete con le sue strepitose spiagge, passando per la Punta de Jandía, ma per arrivarci ci vuole circa un'ora di sterrato e ormai si è fatto tardi. Grazie di tutto Michele, speriamo di rincontrarci presto! E domani... s'inizia il corso di surf!
0 commenti:
Posta un commento