
Il viaggio in Irlanda nell’estate del 2004 lo ricordo ricco di sensazioni positive, luoghi indimenticabili ed esperienze piacevoli. E’ stata un’estate non molto calda a tratti piovosa. Non avevo molta voglia di andare al nord, avrei preferito scaldarmi le ossicine al sud, tipo in Spagna. Ma Mario ci teneva tantissimo e devo dire che alla fine ha avuto ragione. L’Irlanda si è rivelata bellissima, non lo avrei mai detto, ma mi è piaciuta addirittura più della Scozia. I paesaggi sono molteplici e differenti, il verde è ipnotico, i villaggi pittoreschi e le avventure fatte tantissime. Ovviamente le pecore pascolano in ogni dove: facce nere e facce bianche. La maggior parte dei castelli e dei siti monastici è diroccata, ma questi posti conservano intatti il loro lato mistico e sacrale. In alcune zone dell’ovest dell’Irlanda, il cosiddetto Gaeltacht, si parla ancora il gaelico e in alcune zone le indicazioni sono solo ed esclusivamente in gaelico. Vi assicuro che non è stato facile, ogni tanto ci è capitato di perdere la strada!

Atterriamo a Dublino con volo Ryanair alle ore 17.00, dopo essere transitati dall’immancabile Londra. Ci accoglie una bella giornata di sole e cielo azzurro. Abbiamo prenotato una camera in un bed and breakfast vicino ai giardini botanici, a circa quindici minuti a piedi dal centro. Appena arriviamo c’è subito un inconveniente, la nostra camera non è libera, c’è stato un disguido e allora ce ne danno un’altra ad un prezzo inferiore. La nuova sistemazione è orribile, la camera è zozza, il letto non ve lo racconto nemmeno, il bagno è minuscolo con il lavandino che sembra debba cadere da un momento all’altro. Ne io ne Mario diciamo niente, è la prima volta che ci capita, non vogliamo soffermarci su questa cosa per non rovinarci da subito l’impatto con l’Irlanda, ma vi assicuro che la camera, dietro la cucina, è veramente disgustosa. Ci passeremo purtroppo tre notti.

Dublino si rivela una cittadina piccola, con un bel centro storico e delle belle vie commerciali pedonali, le casette sono color pastello e basse. Visitiamo subito il complesso del Trinity College: all’interno della sua bellissima biblioteca è conservato un prezioso manoscritto miniato: il Libro di Kells, risalente al IX secolo a opera dei monaci irlandesi. Ammiriamo il Dublin City Hall, le Four Courts e il Grand Postal Office, il leggendario GPO, che fu teatro della Sollevazione di Pasqua del 1916, uno degli ultimi tentativi falliti da parte del popolo irlandese di liberarsi del dominio britannico.

Il giorno dopo piove a dirotto, visitiamo i resti del Dublin Castle, il National Museum, con interessanti reperti del passato celtico dell’isola, la Chester Beatty Library e il quartiere di Temple Bar, dove assaporiamo una vera Guinnes nel Temple pub. Nel pomeriggio ci rechiamo a vedere gli stabilimenti della Guinness. Dall’esterno gli impianti sono architettonicamente interessanti, hanno un fascino da archeologia industriale. Dentro però sono una vera delusione, ci aspettavamo di trovare un percorso attraverso le varie fasi produttive della bevanda nazionale irlandese, ma ci troviamo davanti invece a una kitschissima mostra multimediale.dallo spropositato costo di 14 euro a persona! Al Louvre si paga la metà! Ma tra il geniale e il fortunato, mentro cerco i bagni e Mario mi segue per tenere gli zaini e le giacche, ci ritroviamo all’interno della mostra senza pagare. Gironzoliamo fino ad arrivare in cima alla torre dove è possibile godere di una bellissima vista.

Il terzo giorno visitiamo i giardini botanici e poi ci prendiamo un bel treno suburbano, il DART, che ci porta nel piccolo villaggio di pescatori di Howth a Nord di Dublino, al porto riusciamo a vedere delle foche grigie, bellissime ed enormi. Le furbacchione stanziano nella zona del porto di pesca e attendono avidamente che qualcuno getti pesci e frattaglie da divorare.Nel pomeriggio riprendiamo il DART e ce ne andiamo nella bella località di villeggiatura di Dun Laoghaire, dove troviamo un sacco di gente che fa il bagno. Fa freddo e tira vento, come fanno?

Passati tre giorni a Dublino, prendiamo la macchina affittata dall’Italia: una Fiat Punto bordeaux, orribile ma funzionale. Si comincia a girare per la verde Irlanda! E contiamo di fare tutto il resto del viaggio in campeggio.Prendiamo faticosamente la direzione sud, uscire da Dublino si rivela decisamente difficile, poche indicazioni e pure confuse. Chiediamo un po’ qui un po’ la e alla fine riusciamo a prendere la direzione sud verso la regione di Wicklow. Sulla strada ci fermiamo a visitare la villa maniero di Powerscourt Estate con i suoi bellissimi giardini all’italiana. I paesaggi della contea di Wicklow sono fantastici, non per niente in questa zona sono stati girati diversi film come Excalibur e Braveheart. Nel pomeriggio, dopo esserci sistemati in un bel campeggio nel bel mezzo delle Wicklow Mountains, andiamo a visitare il sito monastico di Glendalough, fondato da uno degli innumerevoli santi irlandesi, San Kevin.

L’area del monastero giace in una bellissima e lunga valle sulle rive di un lago, l’Upper Lake. Trascorriamo un bel pomeriggio passeggiando tra le sue rovine monastiche e i sentieri della valle che costeggiano il lago. La sera, stanchi ma felici, ceniamo in un carinissimo pub. Il giorno successivo riprendiamo l’itinerario e puntiamo sulla cittadina di Kilkenny. Prima però ci fermiamo a visitare la Jerpoint Abbey e un paio di paesini nei dintorni. A Kilkenny apprendiamo che la sera ci sarà un concerto, infatti il campeggio è pieno zeppo di ragazzi, cavoli si prospetta una notte insonne! Kilkenny si rivela una cittadina carina con un bel castello, giriamo tra le sue belle vie colorate e ceniamo in una pizzeria italiana. La mattina, dopo una notte prevedibilmente insonne, continuiamo il nostro itinerario in direzione sud-ovest verso il Kerry. La strada da fare è tanta!

Attraversiamo la contea di Tipperary e lungo il percorso ci fermiamo alla Rocca di Cashel, forse il più famoso sito monastico di tutta l’Irlanda. Piove a dirotto, ma il fascino della Rocca fa colpo lo stesso su di noi, meno sulle nostre giacche che tengono poco… la fame poi, non avendo ancora fatto colazione si fa sentire, devo mangiare! Costringo Mario a bussare alle porte dei vari bed and breakfast delle stradine intorno alla Rocca, per capire se preparano degli irish breakfast ai viandanti affamati. Cribbio nemmeno uno! Però una signora gentile, dopo averci accolti al riparo dalla pioggia in casa sua, ci indirizza verso un pub dove finalmente facciamo una colazione pantagruelica.

A pancia piena riprendiamo il nostro itinerario e facciamo una tappa al Blarney Castle, nella contea di Cork. Questa fortezza medievale è famosa per la Pietra dell’Eloquenza, la Blarney Stone, che secondo la leggenda donerebbe il dono dell’eloquenza a chi la bacia. La pietra però è incastonata all’esterno dei merli difensivi della torre e per baciarla bisogna praticamente sporgersi nel vuoto, trattenuti da qualcuno. Mario deve provare tutto e chiaramente bacia la pietra! Tagliamo la città di Cork e puntiamo su Killarney, che si rivela essere una bella cittadina ordinata e con belle case basse colorate: tipico dell’architettura delle cittadine di questa regione, il Munster.

Siamo finalmente arrivati nel Kerry e decidiamo di fermarci due giorni per visitare sia la penisola di Iveragh, il cui giro costituisce il famoso Ring of Keery, sia per fare una bella gita alle selvagge e sperdute isole Skelling. Ci sistemiamo in un bellissimo campeggio a Cahersiveen, direttamente sull’oceano. Siamo così contenti della sistemazione e del campeggio che non valutiamo un paio di questioni logistiche... Piantiamo la tenda giusto di fronte all’oceano, la sera comincia a piovere e tirare un fortissimo vento che cala dalle altura di Iveragh. La tenda si allaga e si imbarca causa del vento, io dormo della quarta. Mario si sveglia e sveglia anche me. In cinque minuti dobbiamo fare armi e bagagli e trasferirci in macchina. Per fortuna nel campeggio c’è una pittoresca sala comune, facente funzione di biblioteca, dotata di lunghe panche imbottite e un fantastico camino che arde lentamente grazie alla torba. Ci rifugiamo li per la notte.

La saletta è momentaneamente occupata da una simpatica famigliola scozzese che sta trascorrendo le vacanze in Irlanda, nel Kerry. Sono di Dunfermline, ci siamo stati l’estate prima e gli argomenti di conversazione diventato tanti. Sono molto simpatici, ma anche molto sbronzi. Dopo circa un’ oretta ci lasciano riposare, non prima di averci gentilmente riattizzato il fuoco del camino, mettendo su ancora qualche pezzo di torba. Non so perché ma Mario si sveglia alle sei e sveglia anche me. Il sole è già alto, andiamo a recuperare la tenda, l’asciughiamo e la ripiantiamo in un posto più riparato. Speriamo che esca il sole, altrimenti stanotte ci toccherà dormire di nuovo in saletta comune.

Il programma di oggi prevede il giro del Ring of Kerry con escursione al Killarney National Park. Prendiamo quindi un piccolo traghetto e andiamo a visitare Valentia Island con le sue miniere ancora funzionanti. Torniamo su Iveragh attraverso un lungo ponte che collega l’isola a Portmagee, un paesino dove troviamo un bel bed and breakfast che ci prepara una lauta colazione. Iniziamo il giro della penisola, i paesaggi sono bellissimi, le spiagge bianche e l’oceano impetuoso. Nel pomeriggio ci fermiamo un attimo a riposare, sono due notti che non dormiamo bene e la stanchezza inizia a farsi sentire. Visitiamo alcuni forti gaelici e proseguiamo in direzione Kenmare dove ci rifocilliamo con una bella merenda. Kenmare è un’altra cittadina Kerry, simile a Portmagee.

Per tornare a Cahersiveen e completare il Ring of Kerry, tagliamo la penisola e passiamo in mezzo al bellissimo Killarney National Park, fermandoci al panoramico belvedere di Ladies View. Ci fermiamo a sgranchirci le gambe a Killorglin. Qui ogni anno dalla notte dei tempi viene organizzata una fiera, durante la quale uno dei caproni selvaggi che abitano gli altipiani di Iveragh, viene incoronato Re Puck. Torniamo poi a Cahersiveen, passando non dalla costa, ma per le nebbiose e selvagge alture della penisola. Dopo aver cenato a base di fish and chips al campeggio andiamo a dormire alle 21.00.
1 commenti:
Un viaggio che sogno da una vita...
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