venerdì 29 febbraio 2008

Trekking in Ticino

L’anno scorso abbiamo fatto diverse escursioni sulle Alpi svizzere: lunghe passeggiate immersi in panorami stupendi, respirando aria fresca e facendo del trekking a tratti decisamente impegnativo.Una domenica siamo partiti di mattina presto da Monza con l’auto e dopo aver passato la frontiera elvetica a Chiasso, oltrepassato Lugano e attraversato metà del canton Ticino, abbiamo risalito tutta la Valle Maggia, e quasi tre ore dopo, ci siamo fermati per fare una sosta nel paesino di Mogno, dove abbiamo visitato la chiesetta di San Giovanni Battista, progettata dal noto architetto svizzero Mario Botta. Ripartiti dopo la breve sosta, siamo saliti, sempre con l’auto, fino al lago del Sambuco, dove è possibile ammirare l’enorme diga artificiale che crea il bacino del lago, che abbiamo costeggiato per poi continuare la nostra ascesa fino al maestoso lago del Narèt, la cui massa d’acqua è sbarrata da un altro sistema di dighe colossale.

Finalmente abbiamo parcheggiato l’auto in riva al Narèt ed equipaggiati di giacca antivento e antipioggia Northface, scarponcini da montagna e zainetto carico di cioccolato toblerone e acqua abbiamo iniziato la nostra “passeggiata”. Anche se il tempo non è stato dei migliori, spesso coperto e a tratti con una fastidiosa pioggerellina, abbiamo avuto chiaro fin dall’inizio, il nostro obiettivo: raggiungere la capanna Cristallina, ammirare l’omonimo Pizzo e il ghiacciaio di Basodino e rifocillarci con un ottimo pranzo. La prima parte della passeggiata è stata tutta in salita, su di una bellissimo declivo verde che scende verso il lago. Arrivati in cima, abbiamo iniziato una ripida discesa, il sentiero si è fatto più difficile, passando da un terreno morbido e verde a una pietraia impervia. Immersi nel fantastico panorama delle vertiginose cime e delle ripide vallate delle Alpi, con il vento forte e sferzante, abbiamo intravisto in lontananza la nostra agognata meta. Durante gran parte della marcia, le furbe e leste marmotte, dalle cime delle Alpi, hanno sempre segnalato la nostra presenza al resto della tribù con lunghissimi fischi. Controllo del territorio!

Dopo essere discesi sul fondo valle, abbiamo percorso un tratto in falsopiano, guadando diversi rigagnoli d’acqua e poi abbiamo ricominciato a salire… questo è stato sicuramente il pezzo più impegnativo della camminata. Una ripidissima salita di pietra e roccia, quasi una scala di granito naturale, che termina in cima alla sella del passo Cristallina, dove si trova la capanna omonima, rifugio per escursionisti a quota 2.575 metri. Due ore di faticosa camminata con un buon passo, tra dislivelli vari e anche un breve passaggio in cordata, ma la vista sul ghiacciaio del Basodino è stata impagabile. Dentro la Capanna, in cui è obbligatorio togliersi gli scarponi, ci siamo premiati con un delizioso e meritato pranzetto a base di gnocchi ai quattro formaggi, tagliere disalumi e formaggi ticinesi, crostata di frutta e caffè offerto dalla casa. Anzi, Mario per fare il vero teutonico, ha ordinato un cappuccino al posto del caffè. Dopo un paio d’ore di riposo abbiamo ripreso il cammino verso la macchina e al ritorno, causa pancia piena, ci abbiamo messo una mezzora in più, con un paio di soste per riposare. La discesa al lago Narèt è stata appagante anche se il bacino artificiale, che si stende ai piedi della montagna, ha un qualcosa di inquietante. Una volta in macchina siamo partiti costeggiando il sentiero del lago e poi giù per la Valle Maggia fino a ritrovare la consueta strada di casa.

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mercoledì 27 febbraio 2008

Il lago Maggiore

Siete mai stati sul Lago Maggiore? Noi abbiamo fatto diversi giri in questi anni, su entrambi i versanti e in entrambe le nazioni bagnate dalle sue acque, ovvero Italia e Svizzera. Infatti il lago Maggiore, così come il lago di Lugano, è un po’ nostro e un po’ svizzero. Il lago Maggiore forse è il lago lombardo che meno mi affascina, tuttavia ha bellissimi scorci, cittadine caratteristiche e luoghi storici di notevole interesse. Sul versante piemontese una gita che consigliamo di fare è sicuramente nella bella Stresa dove è possibile passeggiare sul lungolago ammirando le isole Borromee e i tanti eleganti alberghi che vi si affacciano. Prima di arrivare a Stresa è possibile fermarsi ad ammirare la gigantesca statua di Carlo Borromeo che troneggia in cima su di un collina e domina il lago.

Prendendo un traghetto poi è possibile visitare il piccolo arcipelago borromeo: l’isola Bella, l’isola dei Pescatori e l’isola Madre. L’isola Bella è occupata dall’elegante e bellissimo giardino all’italiana e dal maestoso Palazzo Borromeo che occupa la costa nord-occidentale dell’isola. L’isola Madre è la più grande delle isole dell’arcipelago, si accede tramite scaletta; anche qui sorge un maestoso palazzo ma quello che colpisce è soprattutto il grande e scenografico giardino all’inglese popolato da pavoni e altre specie di uccelli. L’isola dei Pescatori invece è l’unica isola dell’arcipelago a essere abitata, ci sono un bellissimo borgo e diverse attività commerciali: ristoranti, bar e negozi di artigianato. Sul versante svizzero consigliamo un giro a Locarno, dove si svolge il rinomato festival del cinema e ad Ascona, elegante cittadina dove è possibile, oltre che passeggiare in riva al lago, gironzolare tra gli innumerevoli vicoli dove si aprono negozietti e caffè.

Per finire sul versante lombardo abbiamo la rinomata e bella cittadina di Angera, dove è possibile visitare l’omonima Rocca. La Rocca Borromea di Angera è una costruzione fortificata e sorge in quello che era uno dei principali punti strategici del lago Maggiore. La fortezza è conosciuta per la Sala di Giustizia, uno tra i più importanti esempi della pittura italiana del primo trecento, e il Museo della Bambola, unico in Italia e tra i più prestigiosi d’Europa. Le bambole che si possono ammirare sono di porcellana e io sono letteralmente rapita da questo tipo di bambola, le colleziono e ne possiedono ben otto. Lungo il versante lombardo poi si incontra, ed è possibile visitare, il bellissimo Eremo di Santa Caterina del Sasso. Si tratta di un monastero abbarbicato su di un costone roccioso sulla sponda orientale del Lago Maggiore. L’Eremo può essere raggiunto solo a piedi, scendendo dal vicino parcheggio, o salendo dal Lago dal momento che ai suoi piedi è presente un piccolo imbarcadero. Come tutte le comunità monastiche che si rispettano è possibile acquistare i loro prodotti a ricordo del lago e dell’Eremo stesso.

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lunedì 25 febbraio 2008

Senza aria!

Venerdì sera abbiamo ricominciato il nostro corso Open dopo la lunga pausa dovuta alla crociera alla Maldive e alla presentazione del corso Decompression. Quasi al gran completo, dico quasi perchè mancava Stefano, abbiamo seguito la lezione di teoria di Marco che è stata incentrata sulla respirazione in immersione e sugli effetti dell'aria in pressione sul corpo umano. Parte della lezione è stata dedicata ai consumi e al calcolo degli stessi durante le immersioni. In piscina abbiamo effettuato degli esercizi relativi a quanto fatto nella precedente lezione teorica.

Dopo un breve riscaldamento pinneggiando in immersione, abbiamo disceso la cima in coppia e una volta sul fondo, abbiamo praticato la risalita d'emergenza, ognuno sempre con il proprio partner. Durante questa simulazione uno dei due subacquei rimane senza riserva d'aria e l'altro lo soccorre tramite l'erogatore octopus, dopo qualche minuto di assestamento, si procede con una lenta risalita, stringendosi per gli avambracci, in modo da poter mantenere un costante contatto visivo e arrivare agevolmente all'erogatore del partner.

Il secondo esercizio importante della lezione pratica è stata invece la risalita in solitario con il primo stadio delle bombole chiuso, in modo che il flusso d'aria fosse interrotto. Mantenendo sempre l'erogatore in bocca, abbiamo praticato una risalita prima da 2 e poi da 6 metri. Devo dire che l'istinto a respirare è molto forte e provocare la mancanza dell'aria in questo modo risulta essere strano, quasi alieno. Finito il corso, abbiamo smontato le attrezzature, doccia e via in pizzeria!

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venerdì 22 febbraio 2008

Il Vittoriale

La passata primavera abbiamo fatto una gita sul lago di Garda con relativa visita del Vittoriale. Sicuramente la sponda veneta è ricca di località e paesi caratteristici come Desenzano, Sirmione, Bardolino e Lazise, avremo modo di visitarli insieme, chissà magari proprio questa primavera. Il Vittoriale degli Italiani si trova a Gardone Riviera, vicino a Salò ed è conosciuto perchè fu la dimora di Gabriele d’Annunzio, poeta, scrittore, militare e avventuriero italiano. Il Vittoriale occupa un'area molto vasta in cui si trovano diversi edifici, piazzette, viali e fontane. E' possibile visitare la casa di D’Annunzio, detta la Priora, il Museo della Guerra, il MAS con cui il "Vate" effettuò l'azione all'origine della "Beffa di Buccari", la nave Puglia, "incagliata" sul fianco di una collina, e l' auditorium alla cui volta è appeso l'Ansaldo S.V.A., il biplano con il quale D'Annunzio fece il raid dimostrativo su Vienna verso la fine della Prima Guerra Mondiale.

Percorrendo i viali dei grandi e ampi giardini del Vittoriale si giunge al Mausoleo, dove è tumulato D'Annunzio, insieme ai resti di alcuni dei caduti dell'impresa di Fiume. La villa è un via di mezzo tra una biblioteca e un bazar, all'interno sono conservati più di 33.000 volumi e più di 10.000 oggetti collezionati dal poeta durante la sua vita. Tutte le stanze sono caratterizzate dalla penombra, poiché la luce diretta dava fastidio al poeta. All'ingresso sono presenti due stanze: per gli ospiti indesiderati e per gli ospiti desiderati.

Gabriele D’Annunzio si studia in modo superficiale a scuola e questo probabilmente non contribuisce all'approfondimento degli aspetti della vita e della letteratura di questo personaggio. Visitando invece il Vittoriale ci si rende conto invece di che persona brillante, egocentrica, fuori dall’ordinario e colta doveva essere. Diciamo che proprio grazie a questa visita ho potuto cambiare opinione su uno dei più grandi personaggi italiani del ‘900. Dopo la visita al Vittoriale ci siamo fermati a pranzare nella cittadina di Salò, effimera capitale di quella che fu la Repubblica Sociale Italiana.

Oggi è solo una ridente cittadina che si affaccia su di un bellissimo lago, elegante e ordinata. Passeggiare sul lungolago è molto piacevole e gironzolare tra le sue viuzze molto rilassante. Non mancano gli scorci nostalgici, come il Caffè Nero, sorta di bar-museo molto pittoresco da visitare. Intorno al lago e al paese si ergono le dolci colline della Franciacorta, ma questa è un altra gita che bisogna ancora organizzare.

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giovedì 21 febbraio 2008

Crazy Crazy World

Ieri sera usciamo dall’ufficio al solito orario e prendiamo il solito tram, il numero 12, che ci porta in via Bramante. Siamo sul tram, sistemati in coda, a parlare fitto fitto della giornata lavorativa appena finita. A un certo punto si avvicina un ragazzo, circa 30 anni, vestito bene, cellulare in mano, e comincia a raccontare una storia assurda:

“Ciao, scusate se vi disturbo, non sono un tossico, non faccio uso di cocaina, sono in giro da ieri sera (quindi ventiquattrore ormai), sono stato rapinato all’uscita del turno di lavoro (a sua detta, dalle 13.00 alle 22.00), mi hanno picchiato, mi hanno portato via tutto (tranne il cellulare ben in vista), ho una caviglia lussata (nonostante la lussazione cammina benissimo).”

Non ci guarda negli occhi, la faccia è un tantino bizzarra, occhio pallato, la bocca fissata in un ghigno luciferino…..

Io: “Scusami ma non ho capito cosa ti serve?”
Lui: "16,50 euro per andare a casa.”
Io: “Ma scusa dove abiti?”
Lui: “Varese.”
Io: “Ma perché non prendi un treno senza biglietto tanto i controllori non ci sono e vai a casa.”
Lui: “L’ho preso, ma mi hanno beccato e mi hanno fatto scendere.”
Mario: “Ma non hai nessuno da chiamare e farti venire a prendere?”
Lui: “Solo mia madre.”
Io: “Ma fammi capire, se sei stato rapinato, perchè non vai dai carabinieri?”
Lui (nel frattempo diventa paonazzo e si altera): “Si va bene, ho un problema, d’accordo, è un problema mio…”

Prende, tutto scocciato, si allontana e continua a borbottare.

Io: “Ma fammi capire hai un problema e vuoi che te lo risolva io?”
Lui: “Uff, uff, uff….bla bla bla”

Che mondo di pazzi… se ne vedono di tutti i colori…per fortuna abbiamo ancora la voglia di riderci sopra!

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mercoledì 20 febbraio 2008

L'abbazia di Piona

Posso dire di conoscere il lago di Como molto bene, ormai lo abbiamo girato tutto in lungo e in largo, sia in moto che in macchina, entroterra e non , borghi e paesini. Chissà... forse un giorno farò un post sugli scorci, sui borghi, sulla città di Como e sulle montagne che è possibile visitare nell’intorno del Lario. Strano a dirsi però, non siamo mai stati sulle sue sponde per una giornata di bagni e sole. Un luogo incantato e mistico che è possibile visitare è l’abbazia cistercense di Piona, gioiello del romanico lombardo. Il complesso architettonico religioso che costituisce il Priorato di Piona si trova sulla sponda lecchese del lago di Como, nell'area adiacente il Pian di Spagna, vicino al paese di Colico. L’abbazia è stata costruita sulla punta di una piccola penisola, l’Olgiasca, che insieme al promontorio di fronte crea una baia tranquilla e riparata.

Il sito monastico è composto da una piccola chiesetta, da un bellissimo chiostro e dal monastero dove abitano i monaci. Anche a Piona, come in altri siti monastici, è possibile acquistare i prodotti fatti direttamente dai monaci: ricordiamo sicuramente i pregiati liquori, ricavati da erbe aromatiche, il miele e alcune tisane. Quando il tempo lo permette è possibile ammirare le vele dei windsurfer e dei kite che solcano le verdi acque della lago dove soffiano la breva e il tivano, i tipici venti di questa zona che con le loro correnti permettono questi bellissimi sport.

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lunedì 18 febbraio 2008

Back from Maldives

I nostri amici dell’Idra Club sono tornati dalle Maldive. Venerdì ci siamo ritrovati tutti allo Space Diving a guardare le foto. Ragazzi che meraviglia: acque cristalline, lingue di sabbia bianca, anemoni, squali, mante, murene, pesci pagliaccio e pesci napoleone. Ecco qui si ferma il mio sapere in fatto di biologia marina! Alle 21.00 poi, come ogni venerdì siamo andati in piscina. Anche questo venerdì abbiamo fatto mantenimento con Piero. Marco, il nostro istruttore era impegnato a fare prove per il corso Deep & Decompression appena partito, Mario non si è immerso causa piccolo intervento chirurgico, Pierluigi doveva fare riposare le orecchie, Peppino non c’era. Ho ritrovato con piacere Angelica, la mia compagna di immersione.

Abbiamo fatto un sacco di esercizi difficili, che ho scoperto poi essere esercizi non da Open ma da Advanced. Ho avuto qualche difficoltà all’inizio causa allagamento naso: mi devo ricordare di espirare con il naso quando mi immergo senza maschera! Abbiamo provato l'entrata in acqua tramite passo del gigante: mi é venuto malissimo! Abbiamo fatto diverse prove di vestizione e svestizione sul fondo della piscina. Abbiamo provato una discesa in apnea con recupero attrezzatura: e questa mi é venuta alla grande! Abbiamo provato diversi hovering.

Come ogni venerdì il tempo in acqua è volato e le 23.00 sono arrivate in un batter di pinne! Mezzora ed eravamo già con le gambe sotto il tavolo in pizzeria. A venerdì prox… e dimenticavo, abbiamo scoperto che subito dopo l’Open possiamo fare l’Advanced… e sarà Elena a tenere il corso!

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sabato 16 febbraio 2008

Valle Maggia e Val Verzasca

Io e Mario siamo due abitudinari e ci piace avere i nostri riti. La domenica d’estate ormai da anni, andiamo a prendere il sole e rinfrescarci nelle valli svizzere. Ebbene si, mentre tutti si recano in Liguria o sull’Adriatico, facendo ore e ore di coda, noi andiamo a nord in Svizzera. Le valli che frequentiamo sono la Valle Maggia e la Valle Verzasca, entrambe sopra il lago Maggiore. La prima che ho visto è la Valle Maggia, formata dall'omonimo torrente dall'acqua verde smeraldo, acqua che può essere impetuosa nei profondi canyon scavati nella roccia oppure placida e tranquilla quando il letto del torrente si allarga prima d'immettersi nel lago Maggiore.

Si raggiunge la Valle Maggia partendo da Locarno e inerpicandosi per stradine e paesini. Se si prosegue si può arrivare fino a Bosco Gurin, un caratteristico villaggio di montagna Valser, dove è possibile fare delle belle passeggiate, seguendo i sentieri che si snodano intorno al piccolo borgo, o in alternativa fare del trekking più impegnativo fino a raggiungere il rifugio Grossalp a 1900 metri, dove ci si può rifocillarsi con una bella merenda o un bel pranzetto. Ma questa è un’altra storia! Torniamo al torrente Maggia, qui proprio sul greto si trovano bellissime spiagge dove è possibile trascorrere una bella domenica facendo il picnic, prendendo il sole e facendo dei bagni rinfrescanti. In diversi punti il torrente forma delle anse e la corrente dell’acqua rallenta parecchio, formando delle larghe pozze di acqua limpida. In questi specchi d'acqua è possibile sguazzare e risalire il torrente per brevi tratti fino a raggiungere delle dighe naturali formate da massi giganteschi. La corrente si insinua potente tra queste rocce producendo quello che io e Mario chiamiamo fare l’idromassaggio.

La Valle Verzasca si trova più in alto rispetto alla Valle Maggia e il paessaggio è sicuramente più selvaggio. Anche qui la strada da seguire è quella per Locarno, attraverso la Piana di Magadino e poi in direzione nord verso la valle appunto. Prima di arrivare si passa da un’enorme diga dove è possibile fermarsi e guardare il lago artificiale che si forma. Poi attraverso innumerevoli e pittoreschi paesini si costeggia il torrente Verzasca, molto più impetuoso del Maggia, con l’acqua di un colore azzurro cristallino. Noi arriviamo fino al ponte di Lavertezzo, località conosciuta per il ponte di pietra a schiena d’asino, parcheggiamo e scendiamo a prendere posto sugli innumerevoli massi calcarei che si sono formati grazie all’erosione dell’acqua. Il paesaggio è rilassante e selvaggio contemporaneamente, il torrente è freddo e impetuoso, ma ogni tanto l’acqua si incanala in piccole anse e si formano delle pozze dove rinfrescarsi è molto piacevole. Farsi trasportare dalla corrente è molto divertente, ma come ricordano gli innumerevoli cartelli presenti, bisogna fare molta attenzione perché la corrente c’è ma non si vede: il torrente nasconde diverse insidie e non porre attenzione può diventare pericoloso.

Passare le domeniche immersi nella natura, sdraiati al sole e cullati da dolci brezze che scendono dalle montagne circostanti, lontano dal traffico, in un ambiente, incredibile a dirsi, molto internazionale, è rilassante, divertente e soprattutto più economico che andare in altri posti sia essi al mare o in città. Spesso si ignorano e si escludono a priori località e paesi che non siamo abituati a considerare come posti di villeggiatura e relax, che una volta conosciuti meglio si rivelano delle vere oasi. Meditate gente, meditate!

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giovedì 14 febbraio 2008

L'Orrido di Bellano

Avete mai letto i libri di Andrea Vitali? Si tratta di uno scrittore che vive sul lago di Como a Bellano e qui ambiente tutti i suoi romanzi. Io ne ho letto uno dal titolo “Olive comprese”. Molto carino, anche se non è propriamente il mio genere. Tuttavia mi è servito a scoprire che sul lago di Como, proprio nel paese di Bellano esiste ed è visitabile l’Orrido. Quindi dopo avere insultato simpaticamente Mario, che è comasco e non mi ha mai portato a visitarlo, mi sono armata di tutto punto e ho organizzato una gita. Inforcato una domenica mattina il Barone Rosso ci siamo diretti in direzione nord, passando da Lecco... si, perchè l’Orrido è sul ramo di Lecco del Lario. Dopo una breve sosta a Varenna per pranzare abbiamo raggiunto Bellano. La visita all’Orrido si è rivelata molto affascinante.

Ma cos'è questo Orrido vi chiederete voi? Un mostro, una creatura cugina della più famosa Nessie del Loch Ness? Niente di tutto questo. L’Orrido è una gola rocciosa scavata da un fiume o da un torrente, le cui acque cristalline precipitando da forti dislivelli e formando cascate spettacolari modellano angusti anfratti e profonde grotte . Dopo Bellano siamo tornati a Varenna e preso il traghetto siamo andati a farci un bel gelato a Bellagio, bellissima località turistica sulla punta del Lago di Como. Se volete fare una gita in giornata questo è uno dei tanti itinerari ideali. Buona escursione.

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mercoledì 13 febbraio 2008

L'abbazia di Chiaravalle

Conoscete l’abbazia di Chiaravalle? E’ un bellissimo sito monastico dell’ordine dei cistercensi che si trova a sud di Milano. L’abbazia si erge maestosa tra i campi coltivati ed è subito visibile dalla tangenziale est. E’ possibile visitarla, noi ci siamo stati di domenica. L’esterno è quasi tutto in mattoncini scuri, il suo interno è molto austero. L'abbazia presenta uno stile che unisce caratteristiche del gusto romanico e di quello gotico d'oltralpe.

L'entrata del complesso avviene attraverso una massiccia torre, detta Ciribiciaccola, realizzata nel Cinquecento, vicino alla quale si trova il quattrocentesco oratorio di San Bernardo. Un portale risalente al Duecento permette l'ingresso alla chiesa. L'interno è composto da tre navate voltate a crociera e divise da pilastri circolari. Il chiostro è visibile solo parzialmente, in quanto andato distrutto in parte nell'Ottocento. Se ci andate d’inverno con il freddo e la nebbiolina tipica della pianura padana, il luogo assume un fascino mistico, fuori dal tempo... consigliamo la visita!

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martedì 12 febbraio 2008

Fonduta al formaggio

Partiamo dal presupposto che io adoro il formaggio in tutte le sue forme e in tutte le sue eccezioni. Mi piacciono freschi, semiduri e stagionati, dal gusto piccante, salato,dolce. Mangerei formaggio tutti i giorni, non ho mai assaggiato un formaggio che non mi piacesse e non riesco a concepire chi non lo ama. Tempo fa ho scoperto la fonduta di formaggio: una vera prelibatezza. Un Natale passato mia madre mi regalò il set per la fonduta di formaggio che consiste in una pentola di ghisa, un fornelletto e 6 forchettine colorate. Nei supermercati italiani si fatica a trovare dei buoni preparati per fonduta, in compenso quelli svizzeri sono ottimi. Noi utilizziamo la marca Gerber che fa diversi tipi di fondute, miscelando differenti tipologie di formaggio svizzero.

Mario condivide la mia passione e insieme le abbiamo assaggiate tutte e ovviamente ho sottoposto tutti i nostri amici a tale rito, perché di rito si tratta. L’abbiamo fatta assaggiare a Stefania che ne è rimasta folgorata a tal punto che si è fatta regalare il set, abbiamo cercato di farla assaggiare a Gabriella che odia i formaggi, abbiamo irretito lo zio G che ad un certo punto si è arreso ed ha minacciato di non venire più a cena a casa nostra se non avessimo cambiato il menù, abbiamo fatto una cena con Sara che è intollerante ai formaggi ma se l’è comunque gustata, l’abbiamo servita ai genitori di Mario che sono notoriamente due persone esigenti in fatto di cucina e sono rimasti contenti. Da ultimo è arrivato il turno di Dario, il fratello di Mario tornato definitivamente da Londra.

Insomma la fonduta al formaggio, che ti piaccia oppure no, si trasforma sempre in un momento di condivisione e aggregazione con i commensali, lascia tutti o quasi tutti soddisfatti ed è facilissima da preparare e servire. Ovviamente bisogna accompagnarla con una bella bottiglia di rosso e, oltre ai bocconcini di pane abbrustoliti al forno da intingere nel formaggio, noi l’abbiamo servita anche con patate lesse, sottaceti e wurstel, e nessuno si è mai lamentato!

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domenica 10 febbraio 2008

Mantenimento

Questo venerdì come anticipato il corso non si è svolto, dato che gran parte del gruppo Idra era ancora in crociera alle Maldive. Siamo comunque andati all'incontro allo Space Diving, dietro invito di Piero, l'istruttore che ci ha seguito due settimane fa, causa influenza di Marco, e da lì poi in piscina per fare mantenimento. In piscina eravamo veramente pochi, tre persone facevano il corso apnea, Michele e un altro ragazzo svolgevano delle routine di mantenimento avanzato. Alla fine io e Mara abbiamo svolto praticamente una lezione vera e propria con Piero coadiuvato da Antonio, un altro divemaster.

La lezione è stata incentrata su due temi: hovering e assetto, vestizione delle attrezzature in superficie e in immersione. Diciamo che ormai con l'assetto abbiamo iniziato a cavarcela, seppur ancora con con qualche minima difficoltà. La vestizione in immersione è stata più problematica, soprattutto con la tecnica dell'incappucciamento, che consiste nell'indossare G.A.V. e bombole facendole passare sopra la testa. L'operazione doveva essere compiuta sul fondo della piscina a sei metri di profondità.

Abbiamo scoperto poi che... non siamo neanche delle caccole! Questo titolo "onorifico" sarà nostro solo nel momento in cui saremmo brevettati definitivamente.

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giovedì 7 febbraio 2008

Il vino del santo irlandese

Una domenica uggiosa di fine Settembre, sembra già autunno inoltrato, ce ne andiamo con la mia amica Sara a spasso per la “bassa”. La nostra destinazione è San Colombano al Lambro, c’è la festa dell’uva e si può fare il giro delle cantine per la vendemmia. Arriviamo intorno alle 12.00 a San Colombano al Lambro, bel paesino in provincia di Milano, in piena Pianura Padana. Con nostro rammarico scopriamo che la festa dell’uva si è tenuta la domenica precedente, tuttavia le cantine sono aperte e si possono visitare. Facciamo un giro per il paese, molto carino, con una bella piazza grande e un bel castello in cima.

Ci sono due cantine da visitare, arriviamo nella prima cantina dove è già in corso la degustazione, ci armiamo di calici e ci dirigiamo, dopo aver ammirato il panorama sulle viti nella valle sottostante, a degustare i vini lombardi. Rosso, bianco e rosato; non ci facciamo sfuggire nulla. Alle 13.00 ci spostiamo nella seconda cantina, più piccola e a conduzione famigliare. La degustazione inizia solo alle 14.30, noi però non ci perdiamo d’animo e intratteniamo una piacevole conversazione con il proprietario, il quale ci fa degustare i vini di loro produzione, ormai siamo amiconi…e anche un po’ ubriachi. Scopriamo che curiosamente la cantina esporta quasi tutta la sua produzione verso l’Irlanda.

Gli irlandesi comprano il vino di questa zona, il San Colombano appunto, perché uno dei santi più popolari dell’Eire è San Colombano, e si sa gli irlandesi sono molto cattolici. Mario che ha sempre fame e vuole trattarsi bene gli chiede se possiamo andare a mangiare nell’agriturismo sottostante, sempre di loro proprietà. Ovviamente ci scova un posticino e subito iniziano a servirci di tutto punto. Antipasto, primo, secondo e anche un bel dolce. Pasteggiamo ad acqua…

Nel pomeriggio, dopo pranzo, ritorniamo nella prima cantina per effettuare un piccolo tour e dello shopping. Iniziamo e abbandoniamo subito il tour, torniamo a degustare qualche vino, sbocconcellando del pane, e poi via ad acquistare degli ottimi rossi. Una bella domenica a spasso per la “bassa”, clima in tema con l’autunno in arrivo, una bella mangiata in agriturismo e dell’ottimo vino degustato e comprato. Fossero tutte così le domeniche!

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mercoledì 6 febbraio 2008

Capodanno a Venezia

Vedendo in questi giorni le immagini del Carnevale di Venezia, ci torna in mente il Capodanno del 2005, trascorso nella città della laguna. Venezia è una città magica, è la città più bella e unica del mondo. Sia che si arrivi in treno che in traghetto il colpo d’occhio è maestoso, se poi si ha la fortuna di vederla con il sole, Venezia è una città che non può non conquistarti. La si gira tutta a piedi, attraversando calli, campi, piazze, canali e ponti. E’ la fine del 2004 e inaspettatamente decidiamo di fare Capodanno fuori casa, l’ultima volta risale al 2000, un bellissimo Capodanno a Londra. Partiamo il 29 Dicembre in mattinata con il treno da Milano Centrale, per trascorrere poi quattro giorni a Venezia. Sia io che Mario ci siamo già stati, ma ci sono luoghi che come ho già avuto modo di dire, vale la pena rivisitare almeno una volta a lustro.

Arriviamo a mezzogiorno alla stazione di Venezia, uscendo ci accoglie un sole e un cielo azzurro, giorni prima aveva piovuto e c’era stata l’acqua alta, ma ora è rientrato tutto nella norma, anche se le passerelle sono ancora visibili. La stazione è in centro città e da direttamente sul Canal Grande, il Canalasso per i veneziani. Ci dirigiamo a piedi verso il nostro albergo percorrendo le calli e i canali di questo incantevole luogo. Dopo esserci sistemati in albergo ci dirigiamo verso Piazza San Marco. Visitiamo la Basilica di San Marco, Palazzo Ducale con il Ponte dei Sospiri e i Piombi, ammiriamo il Campanile di San Marco e poi ci concediamo un ottimo caffè al Florian, storico caffè di Venezia, con arredi in stile XVIII secolo. Il conto è salato ma del resto siamo in Piazza San Marco a Venezia, in uno dei più antichi e rinomati caffè della città. Alla sera ci concediamo una breve sosta all’Harry’s Bar, altro luogo noto di Venezia, dove è stato inventato il Bellini, ma il locale è pieno zeppo di turisti americani, è molto piccolo e non riusciamo a trovare un posticino, quindi decidiamo di uscire.
Per tre giorni girovaghiamo per le tante calli veneziane, le quali si alternano ai campi, le tipiche piazze di Venezia. Visitiamo i sestieri di Venezia: Dorsoduro, Cannaregio con il Ghetto ebraico, Castello, San Polo, San Marco e Santa Croce. Andiamo alla ricerca delle bellissima Scala Contarini del Bovolo e dei mille scorci che Venezia ti offre, attraversiamo il Canale della Giudecca per andare a vedere la Basilica di Santa Maria della Salute, ci dedichiamo alla Peggy Guggenheim Collection e alle Gallerie dell’ Accademia.

Abbiamo la fortuna di trovare a Palazzo Grassi una mostra temporanea di Salvador Dalì che ovviamente non ci perdiamo, è uno degli artisti preferiti di Mario. Attraversiamo con il vaporetto il Canal Grande per ammirare il Ponte di Rialto e i suoi maestosi palazzi che si affacciano: Fontego dei Turchi, Cà Pesaro, Cà d’Oro, Cà Foscari, Cà Rezzonico, Palazzo Grassi, Palazzo Corner, Palazzo Ducale, fino alla Punta della Dogana. Molti di questi palazzi patrizi ospitano musei o fondazioni. A piedi arriviamo invece fino all’Arsenale per ritornare verso Dorsoduro e risalire tutto la Fondamenta delle Zattere, illuminate dal sole d’inverno. Passiamo lungo tempo sdraiati sulle panche di chiese deserte, per ammirare i capolavori dei grandi pittori veneziani e non, che nel corso dei secoli lavorarono nella Serenissima.

Alla sera ceniamo in ristorantini e taverne dove impariamo ad apprezzare la polenta con il pesce, in Lombardia non si usa, ma vi assicuro che è buonissima; i prezzi non sono elevati, Venezia ci pare decisamente meno cara di Milano. A pranzo ci infiliamo nelle tipiche osterie “venexiane”, i bacari, dove bere un ottimo spritz accompagnato da cicheti, tartine e stuzzichini con salsine, sottaceti e salumi. La notte di Capodanno la passiamo in Piazza San Marco dove centinaia di persone si radunano per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Il primo dell’anno è tutto chiuso, Venezia è deserta, ma prima di partire vogliamo comunque darle un saluto con un’ultima visita a Piazza San Marco.

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lunedì 4 febbraio 2008

I party di Cinz

Ci è la mia più cara amica, Ci è la mia amichetta del cuore, Ci organizza dei party fantastici. Un tempo erano tre i party annuali: per il suo compleanno in primavera, in autunno e la cena di Natale. Ora la mia amica Ci si è un po' impigrita e organizza un solo party all’anno… forse!Uff. Durante i party ci si ritrova, si beve, si mangia, si chiacchiera e si ascolta della buona musica. Le feste di Ci sono l'occasione per rivedere un sacco di persone che altrimenti perderei sicuramente di vista.

L’ultimo party risale ormai a quasi un anno fa... io e Mario in genere ci presentiamo prima di tutti, intorno alle 19.00, perché così posso scambiare quattro chiacchiere in santa pace con la mia amichetta e Mario inizia a gozzovigliare. Poi, per tutta la serata, ci vediamo poco e niente, la gente da salutare è tanta e poi ci si perde nei fumi dell’alcool. L'ultima volta invece i colleghi di Ci hanno preceduto me e Mario, tutti puntuali alle 19.00 a casa sua, già con birra in mano... Argh! Questi inglesi non sanno che ai party noi italiani arriviamo sempre un po’ in ritardo! Fa chic e non impegna.

Comunque anche questa volta è stata una bella serata divertente, ci siamo un po’ ubriacati e abbiamo mangiato un sacco di prelibatezze cucinate dalla mia amica e dalle sue colleghe. Io porto sempre da bere! Vino o birra. Paolo ci sei mancato. Salvatore, Debora, Cristiana, Gianna e Simone è stato bello rivedervi e ridere assieme. Un bacio a tutti e al prossimo party. Dai Ci organizza, non farti pregare!

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sabato 2 febbraio 2008

Steps into liquid...

Innanzitutto partiamo dal fatto che sono stata lunedì mattina da Decathlon e ho cambiato la maschera, ora per i prossimi acquisti attendiamo. Ieri sera abbiamo fatto la nostra terza lezione, dopo la lezione di teoria allo Space Diving, siamo andati in piscina e qui è iniziata la parte divertente del corso. Infilati al solito la muta, la maschera con aeratore, le pinne, il jacket con bombola e messo in bocca l'erogatore, via in acqua! Ieri sera Marco è stato sostituito da Piero perchè non era molto in forma e in vista della partenza per oggi del gruppo Idra, destinazione Maldive, ha preferito restare all'asciutto.

Piero si è rivelato subito molto scrupoloso e attento. Dopo il consueto briefing, dove ci ha spiegato il programma della lezione, siamo entrati in acqua. Questa volta però, abbiamo simulato l'entrata dalla barca: ci siamo messi seduti sul gradino più alto della piscina e siamo entrati, con una mezza capriola all'indietro, in acqua, tenendo una mano sulla maschera e l'altra sulla cintura. Una volta in acqua ci siamo divisi come sempre a coppie, la mia metà ieri sera non c'era, e per metà intendo Angelica, che fa coppia con me durante le prove in piscina. Angelica è stata sostituita dal mitico Peppino, un simpatico signore che viene anche nella nostra palestra. Dopo il solito riscaldamento abbiamo provato un paio di trasporti di salvamento in superficie: il primo, distesi sul dorso, trascinando per la rubinetteria della bombola il compagno, il secondo spingendo il compagno per le gambe, tenendole appoggiate sulle spalle.

Terminati questi due esercizi ci siamo immersi nella buca, a sei metri di profondità, sempre in coppia, guardandoci negli occhi. Stare sott'acqua è una sensazione incredibile, ti senti leggerissimo nonostante tutta l'attrezzatura, ti muovi dolcemente pinneggiando e grazie proprio alle pinne hai una propulsione notevole. La lezione è continuata praticamente tutta in immersione, dove abbiamo alternato vari esercizi, in coppia e in solitaria. Abbiamo provato lo svuotamento della maschera, la simulazione di mancanza dell'ossigeno con utilizzo dell' octopus del compagno e la navigazione subacquea con il compagno utilizzando l'erogatore d'emergenza, oltre a diversi esercizi di assetto come l'hovering.

Il buon Peppino ha avuto qualche difficoltà nel restare sul fondo della piscina, nonostante la zavorra, tuttavia sia noi che l'istruttore ci siamo adoperati per far si che riuscisse a restare sul fondo della buca portando a termina tutti gli esercizi. Per evitare di perdermi Peppino l'ho preso per mano e tenuto saldamente al mio fianco. Il tempo è volato, sono arrivate le 23.00 e non ce ne siamo accorti. Usciti dall'acqua, abbiamo smontato l'attrezzatura, ci siamo docciati e siamo andati a mangiare la consueta pizzetta allo Stuzzicadenti in centro Monza. Stasera oltre all'istruttore siamo stati orfani anche di due dei nostri tre Dive Master, Daniela e Michele impegnati in altre attività. Prima della lezione di teoria, ieri sera allo Space Diving, non c'è stato il consueto aperitivo... e Mario, da quel goloso che è, ci è rimasto pò male. Ci si vede venerdì prossimo per una lezione di mantenimento.

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venerdì 1 febbraio 2008

Verso Fuerteventura

Domenica abbiamo prenotato il volo per la nostra Atlantide Perduta. Faremo una settimana, dal 09 al 16 Marzo. Purtroppo abbiamo avuto un piccolo inconveniente, il volo Iberia che abbiamo individuato è salito di 50,00 euro, da 270,00 a 320,00. Argh… abbiamo aspettato giusto un paio di giorni e il fato ci ha punito. Va be... pazienza, non andremo di certo in rovina, anche se sono i 100,00 euro, tondi tondi, in budget per l’affitto della macchina.

Abbiamo allertato anche Taz del Beachbums Surfhouse, un bed and breakfast per surfisti che si trova all’interno di Fuerteventura, dove ci stabiliremo per una settimana e dove avremo modo di imparare i primi rudimenti del Surf. Sarà una bella settimana intensa, così ci ha avvertiti Taz. L’acqua dovrebbe essere ancora fredda ma il clima dovrebbe essere buono, siamo pur sempre a 100 km dal Nord Africa. Cavoli proveremo a surfare, ancora non ci credo. Ce la faremo? Io non ho molto equilibio, avrei preferito infatti il kitesurf, giusto perché con il kite hai le mani impegnate con la vela.

Ma comunque va bene così, non si può fare tutto. Iniziamo con il surf e poi vedremo, magari torneremo la prossima estate e ci stabiliremo nel Sud dell’isola e cercheremo qualche scuola di kitesurf. Zio G ricordati che se Fuerteventura sarà la nostra Atlantide dovrai seriamente pensare di seguirci. Hasta luego.

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