Vedendo in questi giorni le immagini del Carnevale di Venezia, ci torna in mente il Capodanno del 2005, trascorso nella città della laguna. Venezia è una città magica, è la città più bella e unica del mondo. Sia che si arrivi in treno che in traghetto il colpo d’occhio è maestoso, se poi si ha la fortuna di vederla con il sole, Venezia è una città che non può non conquistarti. La si gira tutta a piedi, attraversando calli, campi, piazze, canali e ponti. E’ la fine del 2004 e inaspettatamente decidiamo di fare Capodanno fuori casa, l’ultima volta risale al 2000, un bellissimo Capodanno a Londra. Partiamo il 29 Dicembre in mattinata con il treno da Milano Centrale, per trascorrere poi quattro giorni a Venezia. Sia io che Mario ci siamo già stati, ma ci sono luoghi che come ho già avuto modo di dire, vale la pena rivisitare almeno una volta a lustro.
Arriviamo a mezzogiorno alla stazione di Venezia, uscendo ci accoglie un sole e un cielo azzurro, giorni prima aveva piovuto e c’era stata l’acqua alta, ma ora è rientrato tutto nella norma, anche se le passerelle sono ancora visibili. La stazione è in centro città e da direttamente sul Canal Grande, il Canalasso per i veneziani. Ci dirigiamo a piedi verso il nostro albergo percorrendo le calli e i canali di questo incantevole luogo. Dopo esserci sistemati in albergo ci dirigiamo verso Piazza San Marco. Visitiamo la Basilica di San Marco, Palazzo Ducale con il Ponte dei Sospiri e i Piombi, ammiriamo il Campanile di San Marco e poi ci concediamo un ottimo caffè al Florian, storico caffè di Venezia, con arredi in stile XVIII secolo. Il conto è salato ma del resto siamo in Piazza San Marco a Venezia, in uno dei più antichi e rinomati caffè della città. Alla sera ci concediamo una breve sosta all’Harry’s Bar, altro luogo noto di Venezia, dove è stato inventato il Bellini, ma il locale è pieno zeppo di turisti americani, è molto piccolo e non riusciamo a trovare un posticino, quindi decidiamo di uscire.

Per tre giorni girovaghiamo per le tante calli veneziane, le quali si alternano ai campi, le tipiche piazze di Venezia. Visitiamo i sestieri di Venezia: Dorsoduro, Cannaregio con il Ghetto ebraico, Castello, San Polo, San Marco e Santa Croce. Andiamo alla ricerca delle bellissima Scala Contarini del Bovolo e dei mille scorci che Venezia ti offre, attraversiamo il Canale della Giudecca per andare a vedere la Basilica di Santa Maria della Salute, ci dedichiamo alla Peggy Guggenheim Collection e alle Gallerie dell’ Accademia.

Abbiamo la fortuna di trovare a Palazzo Grassi una mostra temporanea di Salvador Dalì che ovviamente non ci perdiamo, è uno degli artisti preferiti di Mario. Attraversiamo con il vaporetto il Canal Grande per ammirare il Ponte di Rialto e i suoi maestosi palazzi che si affacciano: Fontego dei Turchi, Cà Pesaro, Cà d’Oro, Cà Foscari, Cà Rezzonico, Palazzo Grassi, Palazzo Corner, Palazzo Ducale, fino alla Punta della Dogana. Molti di questi palazzi patrizi ospitano musei o fondazioni. A piedi arriviamo invece fino all’Arsenale per ritornare verso Dorsoduro e risalire tutto la Fondamenta delle Zattere, illuminate dal sole d’inverno. Passiamo lungo tempo sdraiati sulle panche di chiese deserte, per ammirare i capolavori dei grandi pittori veneziani e non, che nel corso dei secoli lavorarono nella Serenissima.

Alla sera ceniamo in ristorantini e taverne dove impariamo ad apprezzare la polenta con il pesce, in Lombardia non si usa, ma vi assicuro che è buonissima; i prezzi non sono elevati, Venezia ci pare decisamente meno cara di Milano. A pranzo ci infiliamo nelle tipiche osterie “venexiane”, i bacari, dove bere un ottimo spritz accompagnato da cicheti, tartine e stuzzichini con salsine, sottaceti e salumi. La notte di Capodanno la passiamo in Piazza San Marco dove centinaia di persone si radunano per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Il primo dell’anno è tutto chiuso, Venezia è deserta, ma prima di partire vogliamo comunque darle un saluto con un’ultima visita a Piazza San Marco.
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