Mario fa progressi e riesce in un hovering perfetto: sospeso nell'acqua come un guru indiano, con mia grande invidia che non ho ancora trovato l'assetto corretto e continuo a ribaltarmi. Le 23.00 arrivano e non ce ne accorgiamo, torniamo a bordo vasca, risistemiamo l'attrezzatura e subito in doccia perché ci aspetta la solita pizza allo Stuzzicandenti. Settimana scorsa ci siamo fatti tutta l'attrezzatura nuova per l'esame di fine Aprile a Noli: muta semistagna, guanti, calzari, pinne con cinghiolo e computer. La muta di Mario però non è ancora arrivata, speriamo che settimana prossima venga consegnata così possiamo provare tutto prima dell'esame in mare. Sempre quello spendaccione di Mario punta anche al jacket nuovo: un ottimo Freeshark, vediamo...
domenica 30 marzo 2008
Computer e tabelle: si ricomincia!
Mario fa progressi e riesce in un hovering perfetto: sospeso nell'acqua come un guru indiano, con mia grande invidia che non ho ancora trovato l'assetto corretto e continuo a ribaltarmi. Le 23.00 arrivano e non ce ne accorgiamo, torniamo a bordo vasca, risistemiamo l'attrezzatura e subito in doccia perché ci aspetta la solita pizza allo Stuzzicandenti. Settimana scorsa ci siamo fatti tutta l'attrezzatura nuova per l'esame di fine Aprile a Noli: muta semistagna, guanti, calzari, pinne con cinghiolo e computer. La muta di Mario però non è ancora arrivata, speriamo che settimana prossima venga consegnata così possiamo provare tutto prima dell'esame in mare. Sempre quello spendaccione di Mario punta anche al jacket nuovo: un ottimo Freeshark, vediamo...
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venerdì 28 marzo 2008
Hasta Luego Fuerteventura!
Terminati i tre giorni del nostro corso di surf, abbiamo passato il nostro ultimo giorno a Fuertenventura in totale relax tra le sabbie di Flagbeach, vicino a Corralejo. La settimana è passata in fretta, ma è stata molto intensa. Abbiamo visitato gran parte dell’isola e l’approccio al surf è stato fantastico, personalmente non vedo l’ora di buttarmi ancora tra le onde con una tavola. Abbiamo conosciuto diverse persone, tra cui vorrei ricordare il mitico Mauro di No Work Team e Michele, il leggendario e mistico Nittalope. Grandi persone, speriamo di rivederle presto. Abbiamo poi salutato a malincuore Spagnolita, la nosta gatta canaria.
Menzione speciale all’Avenida di Corralejo, una trattoria a conduzione famigliare consigliataci da Mauro. Dopo esserci andati una sera per provare, ne siamo diventati affezionati e affamati clienti! L’Avenida è un po’ imboscata rispetto alla gran parte dei ristoranti e locali, molto da turistoni, presenti nella zona del porticciolo o lungo la via principale di Corralejo. Nonostante tutto è sempre piena e bisogna pazientare qualche minuto al bancone, sorseggiando un’ottima Tropical o una fresca sangria. Il tempo passato in attesa diventa un’occasione per scambiare due parole con gli altri commensali in attesa, veramente spassoso. Il servizio è spartano ma veloce, i piatti sono una delizia e sempre serviti in generosissime porzioni. Noi ne abbiamo approfittato ordinando praticamente sempre pesce, pescato in giornata.
La gran grigliata di pesce ci ha messo a durissima prova, e Mauro ci ha detto che normalmente il piatto per due persone viene ordinato quando si è in quattro. Mara è letteralmente impazzita per i gamberi all’aglio… veramente prelibati! Lo staff dell’Avenida è molto simpatico, in sala sono tutti ragazzi molto giovani con i quali abbiamo creato un rapporto molto cordiale, tanto che alcune volte, Pepe, il boss del ristorante, ci ha fatto passare davanti agli inglesoni in attesa! Dimenticavo… la cuenta finale si è sempre aggirata tra i 15 e 18 euro a testa, compresa di birre varie, caffè e il ron y miel, un dolcissimo rum al miele, servito come chupito e decorato con una spruzzatina di panna montata.
Veniamo a noi… avrete capito sicuramente che Fuerteventura ci è piaciuta. Si, è vero, l’isola ci è entrata nel cuore. Le nostre aspettative, dopo questo approccio, che non è stato superficiale come si potrebbe credere, non sono state disattese… Quindi? Abbiamo finalmente trovato la nostra Atlantide? Diciamo che potrebbero esserci delle buone possibilità… rimanete sintonizzati!
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mercoledì 26 marzo 2008
Spagnolita
Mi definisco una gattara, amo questi meravigliosi felini da sempre e ne sono ricambiata. Mercoledì scorso eravamo tranquilli nel nostro appartamento al villaggio Oasis Duna a Fuerteventura. Doccia e preparativi vari per la cena, erano circa le 19.00. Si affacciano due occhi verdi giada e una coda e quattro zampe tabby. Ebbene si, una bellissima miciona mi guarda sorniona dal terrazzino ed entra in salotto dalla porta finestra. Miagola e si struscia, adocchia il frigorifero e salta sulla cucina. Credo voglia mangiare. Purtroppo non abbiamo nulla ma del resto come pensare che saremmo stati adottati da una micia spagnola! Nel villaggio è presente una colonia felina, ben tenuta, pulita e sterilizzata. Abbiamo riconosciuto quattro gatti ma chissà... forse ce n’è qualcuno in più. La mattina seguente la miciona torna a trovarci: lo sapevo dovevo comprare qualcosa al supermercato.
Alle 15.00 dopo il corso di surf andiamo al supermercato e compro, oltre che a uno spuntino per noi, delle scatolette gourmet per la nostra gatta spagnola, battezzata per l’occassione Spagnolita. Al solito orario torniamo al villaggio e incrociamo subito la piccola che Mario a fatica riesce a convincere a seguirci. Però... che strano sembra diversa, più piccola, con il pelo più corto e pare anche zoppicare. Entra in casa, si accomoda, mangia la sua scatoletta felice e poi si accoccola tra me e Mario sul divano e comincia un concerto di fusa. Dopo circa un quarto d’ora entra dalla porta finestra un altro gatto… silenzioso, sornione… ma è lei! La nostra Spagnolita! Non quella che abbiamo portato in casa! La piccola si incazza, ribattezzata Zuppidda, comincia a soffiare e scatta un pestaggio. Mario interviene e le manda fuori dall’appartamento. Le due micie si rincorrono e si ringhiano. Dopo circa venti minuti la nostra Spagnolita torna da noi ed esige la sua razione di pappa.
Da quella sera fino a domenica mattina Spagnolita è venuta a trovarci due volte al giorno tutti i giorni, mattina e sera. Ci ha fatto compagnia, si è accomodata sul divano o direttamente sul letto, ci ha fatto le fusa e noi in cambio l’abbiamo nutrita. Con rammarico domenica mattina l’abbiamo salutata e speriamo che trovi altre due persone gattare come noi che si prendano cura di lei e degli altri gatti del villaggio. La cosa che più mi colpisce è come i felini e le bestie in generale riconoscano gli umani a cui affidarsi sicuri di essere amati. Hasta luego Spagnolita!
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martedì 25 marzo 2008
Go Surfing!
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sabato 22 marzo 2008
Verso Jandía e Morro Jable
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mercoledì 19 marzo 2008
Tra Corralejo e Betancuria
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martedì 18 marzo 2008
Fuerteventura, l'isola del vento
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lunedì 17 marzo 2008
Siamo tornati...
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sabato 8 marzo 2008
Hasta luego!
Come non avete capito? Si parte! Domani ore 06.00 mammina passa a prenderci e ci accompagna a Linate, ore 08.15 volo Iberia per Madrid e due ore dopo coincidenza per Fuerteventura. Una settimana di mare e sole con corso di surf incluso. Ahi ahi ahi l'equilibrio!
Hasta luego!
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Auguri Marco!
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venerdì 7 marzo 2008
La Spina Verde
Al confine tra Italia e Svizzera, a ovest della città di Como, s’incunea un bellissimo parco regionale: la Spina Verde. Io e Mario ci abbiamo fatto un sacco di passeggiate, da soli e con i cani, in estate, primavera e autunno. Il parco è una dorsale collinosa ricoperta da un esteso bosco che costituisce un vero e proprio polmone verde. Nel parco ci sono innumerevoli percorsi che conducono da un paese all’altro di questo angolo di provincia comasca: si può tranquillamente sconfinare dall’Italia alla Confederazione Elvetica addentrandosi per i vecchi sentieri dei contrabbandieri, attivi decenni fa in questa zona, i cosidetti “spalloni”. Ormai la frontiera è semplicemente segnalata dalle indicazioni dei sentieri confinali dipinte sulle rocce e sulle cortecce degli alberi. Oppure si possono visitare le sorgenti del fiume Seveso.
Ci sono poi itinerari didattici ed escursionistici ben segnalati di tipo naturalistico, per la raccolta di funghi e castagne, oppure di tipo storico, attraverso i camminamenti militari, le trincee e le casematte della Linea Cadorna, risalenti alla Prima Guerra Mondiale, costruiti a ridosso del confine italo-svizzero per prevenire un improbabile attacco da parte degli austro-ungarici. Ci sono altre aree di notevole interesse storico e archeologico all’interno del parco, tra cui il castello Baradello, fortezza utilizzate durante le guerre comunali tra Como e Milano del XII secolo ma risalente probabilmente alla fondazione romana della città lariana. Non dimentichiamoci inoltre la chiesetta di San Rocco detta anche dei "Pittori", sopra Cavallasca, circondata da antiche residenze nobiliari ai limiti della foresta. La zona del parco che si estende verso Como è piena di testimonianze archeologiche delle antiche civiltà celtiche e di Golasecca. Esistono diverse aree picnic, attrezzate per chiunque volesse trascorrere una giornata piacevole ammirando il lago dall’alto e respirando aria pulita.Notevoli i punti panoramici, come quello del “Pin Umbrela”, che spazia da un lato su tutto il primo bacino del Lario e delle Prealpi e dell’altro, nelle giornate limpide fino alla città di Milano. Passeggiare per questi poi ha per noi un significato particolare, qui abbiamo sepolto anche le nostre bestiole che nell’arco degli anni sono venute a mancare: Tatagatta, Bossolo e Rocky. Se avete voglia di sgranchirvi le gambe o solo di ammirare i colori della natura che cambiano in base alla stagione, oltre che fare una bella e salubre passeggiata, prendete quindi in considerazione l’idea di passarci una bella giornata, fronte lago, con relativo cestino da picnic.
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giovedì 6 marzo 2008
Bosco Gurin
Bosco Gurin è una magnifico paesino di montagna che si trova in Val Rovana, una valle laterale della Valle Maggia. Questo paesino da favola è particolare per due motivi: innanzitutto vi risiede una delle più antiche comunità di origine germanica, ovvero la comunità Walser. Questo fatto comporta che Bosco Gurin sia l’unica comunità germanofona del Ticino. In secondo luogo il paesino è il comune più alto del cantone di lingua italiana, trovandosi a quota 1.506 metri. Caratteristica di Bosco Gurin è l’architettura Walser, di cui sono tipica espressione le bellissime case Walser. Si tratta di abitazioni costruite interamente in legno e rialzate dal terreno grazie a quattro grossi tronchi in legno ai quattro angoli. Spesso sotto l’abitazione è visibile il granaio e i davanzali delle finestre sono decorati con bellissimi vasi di gerani rossi, bianchi e viola.
Appena fuori il paesino si inerpica un sentiero molto ripido che porta alla Capanna Grossalp a quota 1950 m, con ripido dislivello di 400 metri rispetto al villaggio di Bosco Gurin. Il sentiero è percorribile in circa un’ora di camminata, tutta in salita. Una volta arrivati in cima alla Capanna ci si può riposare sulle panche all’aperto oppure rifocillarsi dentro al caldo con un buon pranzetto o un’ottima merenda montanara. Si può proseguire poi verso la cima del Grossalp. Se invece si preferisce una passeggiata meno impegnativa c’è un sentiero più dolce che gira intorno alla montagna, la passeggiata dura ovviamente di più, circa due ore, ma se non ci si vuole inerpicarsi come caprette, rappresenta un’ottima soluzione. Noi l’abbiamo fatto al ritorno… a panza piena! Inutile dire che il panorama dalla Capanna è molto rilassante, spazia su tutte le Alpi ed è possibile vedere dall’alto il villaggio di Bosco Gurin.
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mercoledì 5 marzo 2008
Alle sorgenti del Reno
La camminata è lunga circa 10 chilometri, ma poco impegnativa perché si snoda tutta in pianura con piccoli dislivelli. Le capanne o baite da raggiungere in realtà sarebbero due: la prima a 2012 metri e la seconda a 2393 metri. Entrambe prendono il nome dalla vetta più alta del Canton Ticino, l’ Adula-Rheinwaldhorn, che s’innalza sul confine con il Canton Grigioni. Dall’Adula nasce il Reno Posteriore, chiamato in tedesco Hinterrhein, che congiungendosi poi con il ramo Anteriore genera il Reno, uno dei più importanti fiumi europei.
Noi ci siamo fermati a mangiare al primo rifugio, anche perché per raggiungere il secondo è necessario passare una notte in baita. In cima svetta la bandiera svizzera e abbiamo avuto modo anche di visitare una bella cappella. Abbiamo mangiato una bella polenta con formaggio, abbiamo ammirato il bellissimo panorama che spazia sul Canton Ticino e poi siamo ridiscesi. Purtroppo la Val Carassino non è vicinissima a Milano, quindi per organizzare questa gita abbiamo dovuto pianificare il tempo di andata e ritorno da casa in circa sei ore. La passeggiata poi dura circa un’ora e mezza e contando di stare in baita a rilassarti un paio d’ore, va via tutta la giornata.
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martedì 4 marzo 2008
Penne alla crema di carciofo
Ingredienti per 2 persone:
4/5 Carciofi
Panna
Vino bianco
Olio extra vergine
Aglio
Allora partiamo dall’acquisto al mercato di ben cinque carciofi: erano in offerta!
Mario li pulisce, toglie gambo e foglie, tenendo solo il cuore. Qui abbiamo già il primo dubbio: ma sarà veramente quello il cuore? Ma… diciamo che sembra assomigliare al nostro immaginario di cuore di carciofo, quindi direi che ci siamo. Metto i cinque cuori di carciofo in un’insalatiera con acqua e limone per tutto il pomeriggio. A detta di Rossella il limone non farebbe diventare neri i carciofi: la prendo in parola!
Alla sera metto sul fuoco la pasta, rigorosamente corta e rigata: le penne ovviamente! In un tegame faccio scaldare un goccio di olio extravergine con un po’ di aglio e lascio rosolare. Aggiungo i carciofi che Mario ha diligentemente tagliato a fettine. Metto un bicchiere di vino bianco e acqua. Lascio cuocere. Dopo cinque minuti decido di aggiungere la panna… e la metto tutta. In realtà Rossella mi aveva suggerito di metterne tipo un cucchiaio, giusto per legare il sapore. Ma io oso… e faccio una bella crema di carciofi. Assaggio ma non sono soddisfatta, quindi aggiungo un dado di vedura per insaporire (Rossella dai non inorridire!). Scolo e condisco.
Risultato? A noi è piaciuta molto, noi che non amiamo i carciofi. Il sapore era molto delicato e il carciofo molto morbido. Buon appetito!
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lunedì 3 marzo 2008
Shopping & Testing
Dopo esserci ampiamente documentati verso quale marca e modello orientare i nostri acquisti, Mara è molto brava in questo particolare “screening”, giovedì scorso siamo andati a Sovico da Winter Diving Equipment, una società che produce mute stagne e attrezzature specifiche per immersioni tra i ghiacci. Annesso al laboratorio produttivo c’è anche un negozio molto grande con una vasta scelta di articoli ed equipaggiamenti per la subacquea. Quindi, dopo aver provato la muta Profile da 3 millimetri della Scubapro, le abbiamo acquistate e non solo… il prossimo acquisto, almeno per me, sarà sicuramente la muta semistagna Nova Scotia, sempre della Scubapro.
Tornando alla nostra lezione in piscina, alla quale si sono uniti Massimo e Marina, entrambi però già in possesso del brevetto Advanced Open Water, abbiamo fatto prima un esercizio di apnea e poi alcune routine di emergenza, il tempo è veramente volato. E la nuova muta come è andata? Mara si è trovata alla grande, sguizzava via come un beluga, io invece ho avuto qualche problema di assetto… anche con un paio di chili di zavorra non riuscivo a scendere, infatti Marco mi ha aggiunto bel peso da due chili e la situazione è notevolmente migliorata. Alla prossima!
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