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martedì 4 marzo 2008

Penne alla crema di carciofo

Una mattina la mia collega Rossella mi scrive e mi dice che nel week-end ha preparato una pasta buonissima con i carciofi. Lei è romana e quindi adora i carciofi. Io sono monzese con la mamma brianzola e i carciofi in casa nostra non sono mai entrati. Detto questo non mi piacciono in modo particolare e li evito molto volentieri. Tuttavia adoro la pasta con le verdure, mi faccio tentare dalla Rossi e le chiedo di darmi la ricetta. La propongo a Mario che è un po’ scettico, però alla fine ci convinciamo e sabato sera ci facciamo questa novità.

Ingredienti per 2 persone:

4/5 Carciofi
Panna
Vino bianco
Olio extra vergine
Aglio

Allora partiamo dall’acquisto al mercato di ben cinque carciofi: erano in offerta!

Mario li pulisce, toglie gambo e foglie, tenendo solo il cuore. Qui abbiamo già il primo dubbio: ma sarà veramente quello il cuore? Ma… diciamo che sembra assomigliare al nostro immaginario di cuore di carciofo, quindi direi che ci siamo. Metto i cinque cuori di carciofo in un’insalatiera con acqua e limone per tutto il pomeriggio. A detta di Rossella il limone non farebbe diventare neri i carciofi: la prendo in parola!

Alla sera metto sul fuoco la pasta, rigorosamente corta e rigata: le penne ovviamente! In un tegame faccio scaldare un goccio di olio extravergine con un po’ di aglio e lascio rosolare. Aggiungo i carciofi che Mario ha diligentemente tagliato a fettine. Metto un bicchiere di vino bianco e acqua. Lascio cuocere. Dopo cinque minuti decido di aggiungere la panna… e la metto tutta. In realtà Rossella mi aveva suggerito di metterne tipo un cucchiaio, giusto per legare il sapore. Ma io oso… e faccio una bella crema di carciofi. Assaggio ma non sono soddisfatta, quindi aggiungo un dado di vedura per insaporire (Rossella dai non inorridire!). Scolo e condisco.

Risultato? A noi è piaciuta molto, noi che non amiamo i carciofi. Il sapore era molto delicato e il carciofo molto morbido. Buon appetito!

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martedì 12 febbraio 2008

Fonduta al formaggio

Partiamo dal presupposto che io adoro il formaggio in tutte le sue forme e in tutte le sue eccezioni. Mi piacciono freschi, semiduri e stagionati, dal gusto piccante, salato,dolce. Mangerei formaggio tutti i giorni, non ho mai assaggiato un formaggio che non mi piacesse e non riesco a concepire chi non lo ama. Tempo fa ho scoperto la fonduta di formaggio: una vera prelibatezza. Un Natale passato mia madre mi regalò il set per la fonduta di formaggio che consiste in una pentola di ghisa, un fornelletto e 6 forchettine colorate. Nei supermercati italiani si fatica a trovare dei buoni preparati per fonduta, in compenso quelli svizzeri sono ottimi. Noi utilizziamo la marca Gerber che fa diversi tipi di fondute, miscelando differenti tipologie di formaggio svizzero.

Mario condivide la mia passione e insieme le abbiamo assaggiate tutte e ovviamente ho sottoposto tutti i nostri amici a tale rito, perché di rito si tratta. L’abbiamo fatta assaggiare a Stefania che ne è rimasta folgorata a tal punto che si è fatta regalare il set, abbiamo cercato di farla assaggiare a Gabriella che odia i formaggi, abbiamo irretito lo zio G che ad un certo punto si è arreso ed ha minacciato di non venire più a cena a casa nostra se non avessimo cambiato il menù, abbiamo fatto una cena con Sara che è intollerante ai formaggi ma se l’è comunque gustata, l’abbiamo servita ai genitori di Mario che sono notoriamente due persone esigenti in fatto di cucina e sono rimasti contenti. Da ultimo è arrivato il turno di Dario, il fratello di Mario tornato definitivamente da Londra.

Insomma la fonduta al formaggio, che ti piaccia oppure no, si trasforma sempre in un momento di condivisione e aggregazione con i commensali, lascia tutti o quasi tutti soddisfatti ed è facilissima da preparare e servire. Ovviamente bisogna accompagnarla con una bella bottiglia di rosso e, oltre ai bocconcini di pane abbrustoliti al forno da intingere nel formaggio, noi l’abbiamo servita anche con patate lesse, sottaceti e wurstel, e nessuno si è mai lamentato!

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lunedì 28 gennaio 2008

Pensiero ai mirtilli

Sabato sera abbiamo avuto il piacere di avere a cena il nostro amico Zio G, soprannominato zio perché ci piace pensare che sia lo zio delle nostre piccole patatine. Il menù della cena prevedeva seppioline in umido con piselli e polenta, bagnate da un rosso toscano, il Santa Cristina. Lo Zio G ovviamente non si presenta mai a mani vuote, inutile sottolinearlo ma le sue delizie non ci hanno mai deluso.

Sabato ha portato il dolce: una fantastica torta al cioccolato e mandorle che si chiama Golosa. Siccome gli piace viziarci non porta mai una torta piccola, ma una torta grande a sufficienza per far si che ce ne resti sempre un po' (spesso metà torta) per fare colazione. Questa volta però ha superato se stesso e insieme a quella che noi chiamiamo la "classique", la Golosa appunto, ci porta anche una "picculedda".

La "picculedda" non è nient'altro che un'altra torta, così denominata perchè è di piccole dimensioni, giusto un assaggio a testa. Pensiero ai mirtilli, e io adoro i mirtilli, questo è il suo nome. E' stata assolutamente strepitosa, fatta con pasta di mandorle e mirtilli, una bontà da leccarsi i baffi. E' stata una bella serata, lo zio è rimasto soddisfatto della cena e noi del dolce. Il risveglio di domenica mattina è stato ancora più dolce. Ma quanto ci vizia lo Zio G!

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mercoledì 16 gennaio 2008

Pane al cioccolato e noci


Ogni week end faccio il pane al cioccolato e noci, una vera delizia per fare colazione. Questa è una di quelle ricette che sono migliorate con il tempo e la pratica. E’ stato il primo pane che ho fatto con la macchina, grazie ai preziosi consigli dello zio G. Inizialmente usavo lo zucchero normale, ora l’ho sostituito con il fruttosio. Usavo anche il lievito in polvere, che ho sostituito poi con il panetto di lievito, tutta un’altra cosa. E che dire della farina: sono passata da una banale farina bianca alla farina gialla di grano duro De Cecco. Devo però ringraziare sempre lo zio G perché è stato lui in parte l’artefice di queste scoperte, io mi sono limitata a seguire le sue indicazioni.

Inizialmente si trattava di fare solo il pane al latte. Veniva mangiato con miele, marmellata o nutella spalmati sulle fette. Poi Mario un giorno, lui si che è un vero goloso, mi ha detto: “Perchè non provi ad aggiungere del cioccolato?” Ma si dai proviamo. Allora ho comprato le gocce di cioccolato fondente, quelle della Perugina. Il pane ha completamente cambiato sapore, era tutto variegato al cioccolato con alcuni chicchi interi. Una vera leccornia. Sempre Mario quest’anno mi ha fatto un’altra richiesta, lui si che ne capisce di dolci. “Perchè non ci metti anche le noci?” Le noci! Pane cioccolato e noci. Dai proviamo. Non vi dico, il pane è buonissimo, le noci poi lo rendono ancora più soffice grazie probabilmente all’olio che contengono.


Ed ecco la ricetta:
250 ml di latte fresco,
50 gr di burro (io ne metto molto di più),
375 gr di farina (uso solo quella gialla di grano duro, tipo 00, della De Cecco),
2 cucchiai di zucchero (anche il fruttosio va bene),
1 cucchiaino e mezzo di sale,
½ panetto di lievito di birra fresco sciolto in ½ bicchiere d’acqua tiepida.

Programma classico, durata 3 ore.

Dopo 40 minuti metto 125 gr di gocce di cioccolato fondente Perugina e un 2 pugni di noci tritate.

Buona colazione!

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mercoledì 26 dicembre 2007

Pane alle olive

Da quando mi hanno regalato la macchina del pane mi sbizzarisco in varie ricette, qualcuna più azzecata di altre. Una ricetta sicuramente di successo è il pane alle olive. La vigilia di Natale ne ho preparato uno da portare al pranzo di Natale dei genitori di Mario. In genere è sempre molto apprezzato, ma la possibilità che possa venire male esiste, quindi sono sempre un po' in apprensione, anche perchè il pane non può essere assaggiato se non al momento.

Le ricette per fare il pane sono contenute nel libretto di istruzioni della macchina che si utilizza, si possono trovare anche in rete, oppure ce le si scambia tra possessori di macchine diverse. Io ho fatto così, ora infatti, oltre al mio ricettario, posseggo anche quello della mia amica Gabriella e del mio amico Zio G. Tuttavia le ricette vanno interpretate e anche un pochino modificate in base ai nostri gusti.

Questa è la mia ricetta per il pane alle olive:

250 ml di acqua tiepida,
2 cucchiai di latte fresco (io non uso ingredienti in polvere),
2 cucchiari di zucchero (personalmente ho sostituito lo zucchero con il fruttosio),
1 cucchiaino e ¼ di sale fino,
3 cucchiai di olio d'oliva extravergine (ecco un ingrediente che in genere metto a occhio, in realtà più olio metti e più il pane viene focacciato, dipende un po' dai gusti, tuttavia non conviene lesinare perchè altrimenti il pane viene troppo asciutto),
erbe miste (non capendo cosa volesse dire erbe miste nella ricetta, io mi limito a utilizzare il rosmarino in aghi fresco, raccolto direttamete dal giardino dei genitori di Mario, anche questo è un altro ingrediente che metto a occhio, in genere un bel pugnetto),
600 gr di farina gialla De Cecco 00 di grano duro (la ricetta originale vorrebbe 500 gr di farina bianca + 100 gr di farina integrale, io non ho mai comprato la farina integrale perciò mi limito a usare la farina che conosco meglio),
½ panetto di lievito di birra fresco fatto sciogliere in acqua tiepida, circa 50 ml.

Dopo 40 minuti dall'inizio dell'impasto buttare le olive tritate (misto di olive verdi e nere, così accontento tutti e il sapore è più vario, 1 confezione per tipo da 80gr).

Il programma che scelgo è sempre il base, quello da 3 ore, 1 ora per l'impasto, 1 ora per la lievitazione e 1 ora per la cottura.

Anche questa volta è stato un successo, i commenti sono stati dall'ottimo al gustoso.

Meno male!

Alla prossima ricettina.

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martedì 18 dicembre 2007

Un Natale di alcuni anni fa...

...mio padre mi regalò la macchina per fare il pane. Ecco cosa successe la prima volta che mi trovai di fronte l'elettrodomestico...



La macchina per fare il pane! Come funziona? Cosa devo fare? Quali ingredienti devo utilizzare?

Io odio leggere le istruzioni… mi affido a un amico che la utilizza già da tempo e produce la fragrante pagnotta. L’utilizzo è semplicissimo, basta mettere gli ingredienti e fa tutto da sola: impasta, lievita e cuoce. Ha anche più programmi… e dopo vari tentativi arrivo a carpire i segreti della panificazione ovvero non seguire le ricette alla lettera e scegliere solo ingredienti freschi… niente in polvere!

Oggi pensate che, alla resa dei conti, è tra i casalinghi che uso di più; il pane è ottimo, non richiede grosso impegno e il profumo che si diffonde per caso riempie il cuore… oltre che il pancino. Ogni week end la macchina ha il suo momento di gloria!

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