Visualizzazione post con etichetta diving. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta diving. Mostra tutti i post

domenica 11 maggio 2008

Advanced Oper Water Diver: si ricomincia!

Allora... abbiamo tante tante novità da raccontare, andiamo per ordine. Venerdì sera abbiamo iniziato il corso per ottenere il brevetto Advanced Open Water Diver. Questa certificazione permette di immergersi fino alla profondità di trenta metri, mentre il nostro brevetto attuale, l'Open, ha come limite d'immersione i diciotto metri. Lo scopo dell'Advanced non è solo questo, ma è soprattutto quello di permettere a noi novelli subacquei di progredire nelle tecniche e nelle procedure di questa stupenda attività, in modo da acquisire maggiore autonomia e sicurezza. Infine durante il corso impareremo a programmare e a effettuare diversi tipi di immersione, come quella in profondità, quella in corrente, su relitto e la notturna. Oltre a questo apprenderemo nozioni di biologia marina e di navigazione subacquea e approfondiremo diversi concetti appresi nel corso Open.

Siamo in molti a partecipare al corso, circa una decina di persone, e il nostro istruttore è Elena, coadiuvata da Antonio e Maristella come divemaster. Elena ha strutturato le sei lezioni in modo molto interessante: ad ogni sessione, due differenti coppie spiegheranno agli altri partecipanti come pianificare, programmare ed eseguire un determinato tipo d'immersione. Mara deve già preparare l'immersione per venerdì prossimo, il cui tema è l'osservazione della vita acquatica. Questo compito non è per nulla casuale, infatti ci aspetta un nutrito calendario di uscite in mare e settimana prossima ci sarà già la prima! Ci immergeremo a Portofino, nell'area marina protetta. Lo scopo dell'immersione sarà appunto l'osservazione della vita marina, faremo anche una lezione divisa in due parti, prima e dopo l'immersione, con un biologo marino che ci spiegherà quali forme di vita marina popolano la riserva e quali accorgimenti utilizzare per riconoscerle. Molto interessante!

In piscina ci siamo divisi in due gruppi e ci siamo esercitati sul calcolo del C.E.S. (consumo equivalente in superficie) e del V.R.M. (volume respiratorio al minuto). Insieme a noi in acqua c'erano gli altri soci Idra per la sessione di mantenimento e un'altra decina di persone che ha partecipato alle prove del corso Open, che partirà la prossima settimana. Abbiamo concluso la serata con la solita pizzata, bisbocciando più del solito per via del compleanno di Gino, un socio Idra, che ha offerto una favolosa torta di frutta. Ma veniamo alle altre novità!

Ieri siamo tornati da Winter, il negozio di Sovico, dove abbiamo acquistato tutte le nostre attrezzature, e abbiamo continuato con lo shopping: abbiamo preso la bussola e un paio di pedagni, indispensabili per le immersioni del corso, ma soprattutto ci siamo fatti due superbi jacket della Mares, il modello Vector 1000 per la precisione, e il gruppo erogatore, tutto marchiato Cressi, con primo stadio MC-7, secondo stadio Ellipse Titanium, octopus Ellipse e manometro. Ora siamo pieni di debiti... e non è ancora finita! Abbiamo finalmente prenotato le vacanze! Ebbene si, per la prima volta nella nostra vita, faremo le tipiche vacanze in villaggio in Egitto, che fanno molto italiano medio... scherzi a parte, saremo a El Quseir, a nord di Marsa Alam, con l'obiettivo di fare tantissime immersioni sugli splendidi fondali del Mar Rosso!

Continua a leggere l'articolo

domenica 4 maggio 2008

Brevettati 2: Underwater Pictures

Ecco qualche foto della nostra immersione d'esame finale. In quella che vedete sopra, in stile squadra di incursori subacquei, siamo quasi pronti, le attrezzature sono state controllate, il briefing si è concluso, dobbiamo solo imbarcarci sul gommone che ci porterà sulla secca delle Stelle.

Mara mostra orgogliosa il brevetto appena consegnato dal nostro istruttore, direttamente sul fondo degli abissi!

Mario è sospeso nel blu, mantenendo una perfetta galleggiabilità.

Passerella finale dopo aver raggiunto l'agognato e sudato obiettivo. Alla prossima!

Continua a leggere l'articolo

domenica 27 aprile 2008

Brevettati!

Eccoci finalmente qui, freschi freschi di brevetto! Dopo mesi di studio e dura pratica, ci siamo guadagnati il nostro brevetto Open Water Diver! Volete sapere come è andata? Partiamo giovedì mattina, con estrema calma, e abbiamo allungato la strada alla volta di Noli, facendo una tappa ad Alba, nelle Langhe piemontesi. Arriviamo a Noli verso le cinque di pomeriggio e prendiamo possesso della nostra camera in albergo. Sembra che siamo i primi, ma appena mettiamo piede in spiaggi mi sento chiamare da Peppino, già arrivato nel primo pomeriggio. Dopo qualche minuto arriva anche Roberto e gli altri soci dell'Idra Diving Club. Ne approfittiamo per fare due passi in paese.

Scopriamo che Noli ci riserva un passato ricco di storia, si fregiava infatti del titolo di Repubblica marinara. Il caratteristico centro storico vanta ben due cattedrali, un palazzo vescovile, diverse chiese, archi, torri e mura medievali. Il lungomare è quello tipico delle località della riviera ligure: gli stabilimenti balneari che si susseguono con le loro file di sdraio e ombrelloni, la passeggiata pulita e ordinata, le palme, i baretti e i chioschi. L'insenatura di Noli è incorniciata tra il Monte Ursino, dominato dal rudere di una possente fortezza, e dal capo Noli. Il nostro albergo è adiacente al capo e dalla nostra camera si ha una vista che spazia dal paese, fino a Spotorno e all'isola di Bergeggi, fino a Savona e oltre. Il tempo è ottimo e la temperatura ci permette di gironzolare in maglietta e infradito. Tra l'altro l'albergo è direttamente sulla spiaggia, dove è presente il diving center locale, al quale si appoggia il nostro club.

La sera ceniamo tutti insieme in albergo, mancano ancora diversi soci, tra cui Marco il nostro istruttore. Venerdì mattina ci svegliamo presto e a colazione incontriamo il resto del gruppo che è arrivato tardissimo la sera prima a causa del traffico vacanziero. Ci siamo! Marco ci spiega come si svolgeranno le immersioni ai fini dell'esame e dopo un primo briefing, procediamo con il montaggio dell'attrezzatura e la vestizione. Entriamo in acqua direttamente dalla spiaggia per la prima immersione. Il nostro gruppo è formato da me, Mara, Peppino, Angelica e Max, oltre che naturalmente Marco, nel ruolo di esaminatore, assistito da Antonio e Michele. L'immersione dura circa trenta minuti, durante i quali svolgiamo parte delle procedure che abbiamo appreso al corso. Facciamo anche un'escursione, raggiungendo la profondità massima di cinque metri, e abbiamo i primi incontri con la vita marina: un grosso polpo, qualche sogliola e alcune stelle marine. La prima uscita è andata bene, sia io che Mara siamo riusciti ha trovare la pesata ideale. Ottimo!

Dopo una sosta di un paio d'ore effettuiamo la seconda immersione, questa volta a dieci metri. Continuiamo a ripetere a turno una diversa serie di procedure, questa volta l'immersione dura di più e dopo quaranta minuti usciamo. Ci rilassiamo per qualche ora e dopo esserci rifocillati con un panino, siamo pronti per la terza e ultima immersione della giornata. Si aggiungono al gruppo Silvio che va a sostituire Antonio come assistente ed Enrico, che prende parte all'esame. Questa volta scendiamo fino a diciassette metri, la visibilità non è ottimale, restiamo sotto per circa trenta minuti e poi usciamo. Marco è contento, siamo andati bene, ma non è ancora finita! In serata svolgiamo il test di teoria, che superiamo tutti brillantemente, con qualche aiutino...

Sabato mattina è il giorno della quarta e ultima immersione, quella dal gommone! Sveglia presto e colazione leggera, alle nove siamo già vestiti e pronti. Svolgiamo due briefing, uno tenuto da Riccardo, il gestore del diving center, che ci spiega le peculiarità della Secca delle Stelle, il fondale prescelto per la nostra ultima prova. La secca assomiglia come forma al copricapo di un doge, passando da una profondità di quattordici fino a ventiquattro metri. Marco ci ricorda come avverrà l'entrata in acqua dal gommone, come saranno composti i gruppi in immersione e soprattutto le modalità e il percorso dell'immersione. Dopo aver rifornito di carburante il gommone a Finale Ligure, in cinque minuti siamo sopra la secca. Ci tuffiamo in acqua e provo a guardare nel blu, il fondo non si vede... iniziamo a calarci ordinatamente lungo una cima, io sono il quarto. Dopo qualche minuto vedo la secca. La visibilità è molto buona. Mi accorgo che siamo circondati da un enorme branco di castagnole, è fantastico!

Arriviamo tutti sul fondo e iniziamo un giro sulla secca, scendendo ulteriormente, il mio computer segna ventitré metri! Vediamo diversi scorfani, una rana pescatrice, Mara riesce a vedere anche un grongo, che si affaccia curioso dalla sua tana. Controllo spesso il manometro per verificare il consumo dell'aria. Il tempo vola, Marco scatta anche alcune foto e a un certo punto ci fa schierare in semicerchio, estrae qualcosa dalla tasca del suo jacket... ma sono i nostri agognati brevetti, che ci vengono consegnati personalmente in immersione! Eccezionale! Iniziamo la risalita, facendo la sosta di sicurezza ai cinque metri, siamo in immersione ormai da quaranta minuti e sono rimasto solo con venti atmosfere. Risaliamo sul gommone e rientriamo al diving.

Il pomeriggio lo dedichiamo al totale relax e facciamo una passeggiata fino al castello, non prima di aver pasteggiamo con dell'ottima focaccia ligure. In serata alcuni temerari provano un'immersione notturna. Oggi, facciamo colazione e dopo aver salutato tutti quanti rientriamo verso casa. L'esperienza è stata decisamente positiva e l'immersione alla secca, la nostra vera prima immersione, non la dimenticheremo mai. Ci ha dato delle sensazioni che è difficile spiegare a parole. Ma abbiamo già delle novità... venerdì prossimo iniziamo un nuovo corso, l'Advanced Oper Water Diver! E non solo... i programmi per l'estate prevedono un soggiorno di un paio di settimane sul Mar Rosso! Basta... mi fermiamoci qui, perché qualcuno ha iniziato a sognare le Maldive!

Continua a leggere l'articolo

mercoledì 23 aprile 2008

Tempo di esami

Ci siamo! Domani si parte per la Liguria e approfittando del lungo weekend del 25 Aprile, svolgeremo le nostre prove d'esame per ottenere il brevetto Open Water Diver! Le immersioni saranno effettuate a Noli, un paesino in provincia di Savona nella riviera di Ponente. Praticamente ci sarà tutto l'Idra Diving Club, i più saranno alle prese con gli esami finali dei rispettivi corsi, altri faranno immersioni libere. Teoricamente noi dovremmo fare tre immersioni da riva durante la giornata di venerdì, l'esame di teoria in serata e sabato mattina l'ultima immersione, questa volta dal gommone. Ci risentiamo al nostro ritorno e speriamo di essere brevettati!

Continua a leggere l'articolo

sabato 19 aprile 2008

Ultima lezione

Siamo all'ultima lezione. La teoria viene dedicata all'organizzazione dell'immersione e a come si svolgerà l'esame. Riproviamo la nuova attrezzatura, indossando anche i guanti e il cappuccio. Il nostro istruttore questa sera è Elena, dato che Marco è raffreddato. In acqua riproviamo le procedure d'emergenza, io ho ancora qualche problemino di galleggiabilità, ma va decisamente meglio di settimana scorsa. Anche Peppino ed Enrico faticano nel trovare l'assetto corretto, Mara va alla grande invece, sembra un piccolo beluga! Il nostro corso è finito, ora siamo alla prova del fuoco, o meglio... dell'acqua! Giovedì prossimo tutto il club Idra si trasferisce in Liguria, sono in programma gli esami per tutti i corsi ormai terminati. Chiaramente ci saremo anche noi!

Continua a leggere l'articolo

domenica 13 aprile 2008

Che fatica!

Abbiamo provato tutta l'attrezzatura nuova, direi quasi un disastro. Bisogna assolutamente riprovarla. Ma andiamo in ordine. Partiamo da casa con calma, tanto stasera non c'è lezione. Carichi come muli ci incamminiamo verso il box, a circa 200 metri da casa, l'attrezzatura è pesantissima, i pesi poi si fa fatica a trasportarli. Va da se che io aspetto Mario con tutta l'attrezzatura all'angolo della strada e Mario recupera la macchina in box. La prima parte è andata, ora ci aspetta la prova in piscina: la nuova muta semi-stagna da 7 mm, i calzari mai usati, le pinne con cinghiolo, sperando non ci vengano i crampi, la ricerca della nuova pesata, e ci chiediamo se basteranno sette o otto chili a testa. Io ci metto pure la nuova cintura, augurandomi che non mi sbilanci.

Entriamo in vasca con il passo del gigante vestiti di tutto punto. Io già barcollo a bordo vasca, Mario poi, visibilmente provato dalla muta, ha un caldo pazzesco e la faccia è viola per lo sforzo, oltre ad avere pure una bombola enorme da quindici litri. Questa sera ci seguirà Antonio il più esperto dei Dive Master, molto bravo e molto severo. Scendiamo nella buca della piscina. Mario vagola, si avete capito bene, vagola e atterra sul fondo piscina in maniera scomposta, cribbio mi pare Peppino. Io fatico a gestire i piedi ma va un po' meglio. Mario toglie e mette i pesi, non trova la pesata corretta. Antonio ci cazzia perchè non riusciamo a stare sul fondo con le gambe dritte... i piedi vengono su... ma del resto vorrei vedere lui alle prese con tutto nuovo!

Programma della serata: pivoting, hovering, salite d'emergenza e recupero erogatore. Si inizia con il pivoting, ma non se ne parla proprio, fissi sul fondo, non si va ne su ne giù, bisogna utilizzare il jacket, e qui inizia il difficile! Non parliamo poi dell'hovering, Mario che si vantava ormai di farlo in maniera perfetta, non si smuove, inchiodato sul fondo. Anche qui bisogna ricorrere all'ausilio del jacket, ma attenzione... se non gonfi a sufficienza non sali, se gonfi troppo vai su a razzo. Uffa che serata! Concludiamo con qualche risalita d'emergenza e la prova del recupero erogatore, sono già le 23.00 e ho una fame pazzesca.

Ricapitolando il test sull'attrezzatura è stato tutto sommato buono, anche se bisogna assolutamente riprovare: ottime pinne e maschera, le mute sono perfette, non entra acqua, però ovviamente la galleggiabilità è differente, voglio proprio vedere come faranno gli altri a Noli il 25 Aprile, dato che hanno intenzione di affittarla. La mia cintura dei pesi direi che si è rivelata strepitosa, non si è mossa in un millimetro, mentre per i calzari bisognerà imparare a gestirli meglio, ma del resto era la prima volta, e per finire mancano i guanti, ma quelli li proveremo al mare. Dimenticavo... per la parte di teoria, dobbiamo rifare il test con gli altri, che pacco... va bene, fa niente, e noi che pensavamo bastasse il test sull'e-learning!

Continua a leggere l'articolo

domenica 6 aprile 2008

Nuova attrezzatura

Siamo quasi agli sgoccioli, venerdì abbiamo fatto la penultima lezione del nostro corso Open Water Diver. La lezione di teoria è stata molto interessante, in parte dedicata a nozioni metereologiche e oceanografiche, in parte di biologia marina. In acqua abbiamo ripassato alcune procedure di emergenza e la gestione della galleggiabilità. Come sempre il tempo è volato! Abbiamo cambiato pizzeria... i gestori di quella precedente se ne approfittavano un pochino! Ma torniamo a noi invece... sabato mattina siamo andati finalmente a ritirare tutta la nuova attrezzatura!

Innanzitutto i due acquisti più importanti: i computer e le mute semi-stagne. Abbiamo preso un paio di Scubapro Uwatec Aladin Prime, due computer abbastanza completi ma non troppo complessi per noi che siamo alle primissime armi. Come mute semi-stagne, Mara si è trovata molto bene con una Cressi Atlantis, un modello appena uscito, mentre io mi sono fatto una Scubapro Nova Scotia. Abbiamo acquistato guanti da 3,5 mm della Cressi, calzari da 5 mm della Scubapro e pinne con cinghiolo Scubapro Kinetix. Io ho scelto poi maschere della Cressi, per me il modello Matrix e per Mara quello Lince. Abbiamo concluso con gli aereatori Scubapro Nexus e con una nuova cintura portapiombi per Mara. Abbiamo speso una discreta cifretta... e non vediamo l'ora di testarli!

Continua a leggere l'articolo

domenica 30 marzo 2008

Computer e tabelle: si ricomincia!

Si ricomincia, finalmente. Alle 19.30 ce ne andiamo allo Space e ritroviamo tutti gli amici Idra e tra mille chiacchiere ci ritroviamo a fare la lezione sulle tabelle e computer. Difficile. Calcoli e calcoli, sono poco portata per la matematica, ma ce la farò! Finiamo la teoria un po' più tardi del solito, del resto si tratta di un argomento complesso, e alle 21.30 ce ne andiamo in piscina. Solito rituale di vestizione e via al briefing sulla lezione a bordo vasca. Ma quanti siamo? Tantissimi e purtroppo ci sono pochi Dive Master. Si è aggiunta anche una nuova "collega": Valentina. Il tempo in acqua vola, gli esercizi sono tutti dedicati alla sicurezza: togli e rimetti il jacket, recupero dell'erogatore, togliere e mettere la maschera, svuotamento della maschera, recupero del compagno in difficoltà.

Mario fa progressi e riesce in un hovering perfetto: sospeso nell'acqua come un guru indiano, con mia grande invidia che non ho ancora trovato l'assetto corretto e continuo a ribaltarmi. Le 23.00 arrivano e non ce ne accorgiamo, torniamo a bordo vasca, risistemiamo l'attrezzatura e subito in doccia perché ci aspetta la solita pizza allo Stuzzicandenti. Settimana scorsa ci siamo fatti tutta l'attrezzatura nuova per l'esame di fine Aprile a Noli: muta semistagna, guanti, calzari, pinne con cinghiolo e computer. La muta di Mario però non è ancora arrivata, speriamo che settimana prossima venga consegnata così possiamo provare tutto prima dell'esame in mare. Sempre quello spendaccione di Mario punta anche al jacket nuovo: un ottimo Freeshark, vediamo...

Continua a leggere l'articolo

sabato 8 marzo 2008

Auguri Marco!

Ieri sera la lezione di teoria di Marco è stata incentrata sugli effetti nocivi dei gas sull'attività subacquea e sulle procedure di sicurezza alle quali attenersi in caso di embolia gassosa. Dopo un breve riscaldamento nuotando solo con pinne, maschera e snorkel, in piscina abbiamo lavorato molto sulla vestizione in superficie e in immersione del gruppo equipaggiamento. Discretamente difficoltoso il metodo detto "incappucciamento", consiste nell'indossare il gruppo della bombola e jacket, respirando sempre dall'erogatore e stando inginocchiati sul fondo, ribaltando lo stesso sopra la testa.

Abbiamo poi pinneggiato a varie quote, passando attraverso dei grossi cerchi, come se fossimo delle foche ammaestrate! In verità si è trattato di un esercizio di assetto. Usciti dall'acqua la serata è continuata nella nostra, come dire, seconda sede sociale... ovvero la pizzeria dove siamo soliti andare dopo il corso. Questa volta però c'era quasi tutto l'Idra Diving Club al gran completo, abbiamo infatti festeggiato il compleanno del nostro mitico e instancabile istruttore Marco! E dopo pizza, salumi, formaggi e birra a volontà, ci siamo gustati una prelibatissima torta con tanto di brindisi... alla fine, dopo frizzi, lazzi e l'ormai leggendario coro polifonico, dove questa volta abbiamo fatto la parte dei piatti, abbiamo fatto quasi le due di notte! Il corso si prende due settimane di pausa per poi riprendere con il rush finale che ci porterà ai temutissimi esami. Alla prossima!

Continua a leggere l'articolo

lunedì 3 marzo 2008

Shopping & Testing

Venerdì sera è partito il nuovo corso “Nitrox” tenuto da Roberto e dato che i partecipanti sono più di noi, abbiamo dovuto cedere la saletta corsi dello Space Diving agli altri soci, svolgendo la nostra lezione teorica in un angolino. Salvo questo piccolo cambiamento, al quale ci siamo subito adattati, la vera chicca della serata è stato il collaudo da parte nostra delle nuove mute appena acquistate! Ebbene si, abbiamo iniziato ad investire qualche soldino nell’attrezzatura e il primo obiettivo è stata una nuova muta da poter utilizzare in piscina per i corsi e il mantenimento, ma adatta anche per i mari caldi. Facciamo quindi un passo indietro…

Dopo esserci ampiamente documentati verso quale marca e modello orientare i nostri acquisti, Mara è molto brava in questo particolare “screening”, giovedì scorso siamo andati a Sovico da Winter Diving Equipment, una società che produce mute stagne e attrezzature specifiche per immersioni tra i ghiacci. Annesso al laboratorio produttivo c’è anche un negozio molto grande con una vasta scelta di articoli ed equipaggiamenti per la subacquea. Quindi, dopo aver provato la muta Profile da 3 millimetri della Scubapro, le abbiamo acquistate e non solo… il prossimo acquisto, almeno per me, sarà sicuramente la muta semistagna Nova Scotia, sempre della Scubapro.

Tornando alla nostra lezione in piscina, alla quale si sono uniti Massimo e Marina, entrambi però già in possesso del brevetto Advanced Open Water, abbiamo fatto prima un esercizio di apnea e poi alcune routine di emergenza, il tempo è veramente volato. E la nuova muta come è andata? Mara si è trovata alla grande, sguizzava via come un beluga, io invece ho avuto qualche problema di assetto… anche con un paio di chili di zavorra non riuscivo a scendere, infatti Marco mi ha aggiunto bel peso da due chili e la situazione è notevolmente migliorata. Alla prossima!

Continua a leggere l'articolo

lunedì 25 febbraio 2008

Senza aria!

Venerdì sera abbiamo ricominciato il nostro corso Open dopo la lunga pausa dovuta alla crociera alla Maldive e alla presentazione del corso Decompression. Quasi al gran completo, dico quasi perchè mancava Stefano, abbiamo seguito la lezione di teoria di Marco che è stata incentrata sulla respirazione in immersione e sugli effetti dell'aria in pressione sul corpo umano. Parte della lezione è stata dedicata ai consumi e al calcolo degli stessi durante le immersioni. In piscina abbiamo effettuato degli esercizi relativi a quanto fatto nella precedente lezione teorica.

Dopo un breve riscaldamento pinneggiando in immersione, abbiamo disceso la cima in coppia e una volta sul fondo, abbiamo praticato la risalita d'emergenza, ognuno sempre con il proprio partner. Durante questa simulazione uno dei due subacquei rimane senza riserva d'aria e l'altro lo soccorre tramite l'erogatore octopus, dopo qualche minuto di assestamento, si procede con una lenta risalita, stringendosi per gli avambracci, in modo da poter mantenere un costante contatto visivo e arrivare agevolmente all'erogatore del partner.

Il secondo esercizio importante della lezione pratica è stata invece la risalita in solitario con il primo stadio delle bombole chiuso, in modo che il flusso d'aria fosse interrotto. Mantenendo sempre l'erogatore in bocca, abbiamo praticato una risalita prima da 2 e poi da 6 metri. Devo dire che l'istinto a respirare è molto forte e provocare la mancanza dell'aria in questo modo risulta essere strano, quasi alieno. Finito il corso, abbiamo smontato le attrezzature, doccia e via in pizzeria!

Continua a leggere l'articolo

lunedì 18 febbraio 2008

Back from Maldives

I nostri amici dell’Idra Club sono tornati dalle Maldive. Venerdì ci siamo ritrovati tutti allo Space Diving a guardare le foto. Ragazzi che meraviglia: acque cristalline, lingue di sabbia bianca, anemoni, squali, mante, murene, pesci pagliaccio e pesci napoleone. Ecco qui si ferma il mio sapere in fatto di biologia marina! Alle 21.00 poi, come ogni venerdì siamo andati in piscina. Anche questo venerdì abbiamo fatto mantenimento con Piero. Marco, il nostro istruttore era impegnato a fare prove per il corso Deep & Decompression appena partito, Mario non si è immerso causa piccolo intervento chirurgico, Pierluigi doveva fare riposare le orecchie, Peppino non c’era. Ho ritrovato con piacere Angelica, la mia compagna di immersione.

Abbiamo fatto un sacco di esercizi difficili, che ho scoperto poi essere esercizi non da Open ma da Advanced. Ho avuto qualche difficoltà all’inizio causa allagamento naso: mi devo ricordare di espirare con il naso quando mi immergo senza maschera! Abbiamo provato l'entrata in acqua tramite passo del gigante: mi é venuto malissimo! Abbiamo fatto diverse prove di vestizione e svestizione sul fondo della piscina. Abbiamo provato una discesa in apnea con recupero attrezzatura: e questa mi é venuta alla grande! Abbiamo provato diversi hovering.

Come ogni venerdì il tempo in acqua è volato e le 23.00 sono arrivate in un batter di pinne! Mezzora ed eravamo già con le gambe sotto il tavolo in pizzeria. A venerdì prox… e dimenticavo, abbiamo scoperto che subito dopo l’Open possiamo fare l’Advanced… e sarà Elena a tenere il corso!

Continua a leggere l'articolo

domenica 10 febbraio 2008

Mantenimento

Questo venerdì come anticipato il corso non si è svolto, dato che gran parte del gruppo Idra era ancora in crociera alle Maldive. Siamo comunque andati all'incontro allo Space Diving, dietro invito di Piero, l'istruttore che ci ha seguito due settimane fa, causa influenza di Marco, e da lì poi in piscina per fare mantenimento. In piscina eravamo veramente pochi, tre persone facevano il corso apnea, Michele e un altro ragazzo svolgevano delle routine di mantenimento avanzato. Alla fine io e Mara abbiamo svolto praticamente una lezione vera e propria con Piero coadiuvato da Antonio, un altro divemaster.

La lezione è stata incentrata su due temi: hovering e assetto, vestizione delle attrezzature in superficie e in immersione. Diciamo che ormai con l'assetto abbiamo iniziato a cavarcela, seppur ancora con con qualche minima difficoltà. La vestizione in immersione è stata più problematica, soprattutto con la tecnica dell'incappucciamento, che consiste nell'indossare G.A.V. e bombole facendole passare sopra la testa. L'operazione doveva essere compiuta sul fondo della piscina a sei metri di profondità.

Abbiamo scoperto poi che... non siamo neanche delle caccole! Questo titolo "onorifico" sarà nostro solo nel momento in cui saremmo brevettati definitivamente.

Continua a leggere l'articolo

sabato 2 febbraio 2008

Steps into liquid...

Innanzitutto partiamo dal fatto che sono stata lunedì mattina da Decathlon e ho cambiato la maschera, ora per i prossimi acquisti attendiamo. Ieri sera abbiamo fatto la nostra terza lezione, dopo la lezione di teoria allo Space Diving, siamo andati in piscina e qui è iniziata la parte divertente del corso. Infilati al solito la muta, la maschera con aeratore, le pinne, il jacket con bombola e messo in bocca l'erogatore, via in acqua! Ieri sera Marco è stato sostituito da Piero perchè non era molto in forma e in vista della partenza per oggi del gruppo Idra, destinazione Maldive, ha preferito restare all'asciutto.

Piero si è rivelato subito molto scrupoloso e attento. Dopo il consueto briefing, dove ci ha spiegato il programma della lezione, siamo entrati in acqua. Questa volta però, abbiamo simulato l'entrata dalla barca: ci siamo messi seduti sul gradino più alto della piscina e siamo entrati, con una mezza capriola all'indietro, in acqua, tenendo una mano sulla maschera e l'altra sulla cintura. Una volta in acqua ci siamo divisi come sempre a coppie, la mia metà ieri sera non c'era, e per metà intendo Angelica, che fa coppia con me durante le prove in piscina. Angelica è stata sostituita dal mitico Peppino, un simpatico signore che viene anche nella nostra palestra. Dopo il solito riscaldamento abbiamo provato un paio di trasporti di salvamento in superficie: il primo, distesi sul dorso, trascinando per la rubinetteria della bombola il compagno, il secondo spingendo il compagno per le gambe, tenendole appoggiate sulle spalle.

Terminati questi due esercizi ci siamo immersi nella buca, a sei metri di profondità, sempre in coppia, guardandoci negli occhi. Stare sott'acqua è una sensazione incredibile, ti senti leggerissimo nonostante tutta l'attrezzatura, ti muovi dolcemente pinneggiando e grazie proprio alle pinne hai una propulsione notevole. La lezione è continuata praticamente tutta in immersione, dove abbiamo alternato vari esercizi, in coppia e in solitaria. Abbiamo provato lo svuotamento della maschera, la simulazione di mancanza dell'ossigeno con utilizzo dell' octopus del compagno e la navigazione subacquea con il compagno utilizzando l'erogatore d'emergenza, oltre a diversi esercizi di assetto come l'hovering.

Il buon Peppino ha avuto qualche difficoltà nel restare sul fondo della piscina, nonostante la zavorra, tuttavia sia noi che l'istruttore ci siamo adoperati per far si che riuscisse a restare sul fondo della buca portando a termina tutti gli esercizi. Per evitare di perdermi Peppino l'ho preso per mano e tenuto saldamente al mio fianco. Il tempo è volato, sono arrivate le 23.00 e non ce ne siamo accorti. Usciti dall'acqua, abbiamo smontato l'attrezzatura, ci siamo docciati e siamo andati a mangiare la consueta pizzetta allo Stuzzicadenti in centro Monza. Stasera oltre all'istruttore siamo stati orfani anche di due dei nostri tre Dive Master, Daniela e Michele impegnati in altre attività. Prima della lezione di teoria, ieri sera allo Space Diving, non c'è stato il consueto aperitivo... e Mario, da quel goloso che è, ci è rimasto pò male. Ci si vede venerdì prossimo per una lezione di mantenimento.

Continua a leggere l'articolo

domenica 27 gennaio 2008

Discendere la cima

Venerdì sera abbiamo continuato il nostro corso Open Water, dedicando gran parte della lezione in piscina alla galleggiabilità e all'assetto. Dopo un breve riscaldamento, nuotando in superficie con tutta l'attrezzatura completa, durante il quale abbiamo alternato la respirazione tra erogatore e aeratore, e qualche nozione sullo zavorramento, abbiamo fatto una discesa tramite una cima fissata sul fondo con un peso e segnalata in superficie tramite una boa, alla quale ci siamo avvicinati nuotando sul dorso con il G.A.V. parzialmente gonfiato.

La discesa delle cima si è svolta a coppie, e ogni componente della coppia ha preventivamente verificato l'attrezzatura del compagno. Una volta sul fondo l'esercizio difficile è stato quello di rimanere sospesi in acqua, cercando un punto di assetto neutro, destreggiandosi tra respirazione e utilizzo del jacket. Mara è riuscita egregiamente a effettuare una posizione simile a un Buddha in meditazione, io non ho avuto la stessa abilità...

Abbiamo provato anche il pinneggiamento orizzontale alle diverse quote, che chiaramente la profondità massima di sei metri della piscina può permettere. Il resto della lezione è passato ripetendo alcune semplici procedure: togliere e indossare la maschera in immersione e controllare l'affanno respirando con l'erogatore. Terminata la lezione, abbiamo smontato le attrezzature, doccia e pizza!

Venerdì si è unito a noi anche Peppino, che ha già frequentato il corso, ma non ha ancora avuto modo di effettuare gli esami per il brevetto. Ora siamo in cinque allievi: io, Mara, Angelica, Pierluigi e Peppino. Oltre a Marco, il nostro istruttore, ci sono anche Silvio, Michele e Daniela, che ci seguono e danno una mano a Marco, mentre stanno facendo il corso per diventare Divemaster.

Nei giorni precedenti questa lezione, abbiamo iniziato ad acquistare parte dell'attrezzatura base presso Decathlon: per fare a meno delle fastidiose cuffie da nuoto, obbligatorie in piscina, abbiamo preso dei cappucci in neoprene da 5 mm, poi io mi sono fatto un paio di fiammanti pinne gialle a scarpetta chiusa della Mares, mentre Mara ha preso una nuova maschera e un nuovo aeratore. Purtroppo, una volta in acqua, la maschera si è rivelata troppo grande, e speriamo che domani Mara riesca a cambiarla.

Dopo l'esperienza Decathlon, abbiamo deciso quando arriverà il momento degli acquisti importanti, tipo le mute, di rivolgerci direttamente all'esperto e preparato personale di Space Diving, il negozio di subacquea dove si svolgono le lezioni teoriche dell'Idra Club. Alla prossima settimana!

Continua a leggere l'articolo

lunedì 21 gennaio 2008

La figlia di Poseidone

Dopo la prova di Mario, finalmente abbiamo iniziato il corso vero e proprio e venerdì sera ho fatto la mia prima immersione di sub in piscina. Sono una provetta nuotatrice con tanto di brevetto di istruttore di nuoto e salvamento. Tuttavia non avevo mai preso in considerazione l’idea di immergermi perché ho sempre avuto paura degli abissi e dei suoi abitanti. L’idea di infilarmi in un relitto mi terrorizza e pure quella di trovarmi a sessanta metri sotto il livello del mare. Poi non so, quest’anno mi è venuta voglia di provare e abbiamo iniziato a informarci. Insieme abbiamo scelto la didattica PSS e ci appoggiamo ai corsi dell' Idra Diving Club, di cui siamo diventati soci.

Il nostro istruttore Marco è un ottimo insegnante e si vede che dietro c’è tantissima passione. Insomma venerdì sera allo SpaceDiving di Monza, Marco ci ha tenuto la prima lezione didattica, spiegandoci un po’ come sarà strutturato il corso e dandoci i primi fondamenti sulla subacquea. Alle 21.15 via in piscina, allo SwimPlanet, sempre a Monza, adatta ai subacquei grazie a una buca di sei metri dove fare allenamento e dove apprendere i fondamenti dell’attività. Infilata la muta, gentilmente prestatami da Elena, un altro istruttore PSS, montiamo l’attrezzatura e subito sbaglio ad infilare la bombola nel GAV. Mario già mi prende in giro, sta già sghignazzando della mia incapacità, ma Daniela, la nostra Dive Master, viene subito in mio soccorso e ovviamente mi giustifica: “Beh... vedere non è come fare!”, solidarietà tra donne. Una volta infilata la bombola tocca al primo e secondo stadio, più comunemente detto erogatore. Dopodiché via in acqua.

In acqua sono assolutamente a mio agio, infilo il GAV, sedendomici sopra e… Marco viene in mio aiuto perché nell’infilare il jacket le fruste del primo e secondo stadio si sono tutte attorcigliate. Cavoli… devo fare più attenzione. Mi diverto a provare la funzione del jacket, gonfio e sgonfio il GAV, così faccio su e giù, ma subito vengo cazziata da Daniela: “Non ci si immerge senza l’autorizzazione dell’istruttore”. Va bene, va bene. Comincia la lezione vera e propria, dopo aver pinneggiato per qualche minuto in vasca per riscaldarci. Ci immergiamo, la sensazione è stranissima, respiro regolarmente, non ho nessuna difficoltà, restare sul fondo è complesso anche se non difficile, la mia acquaticità è buona.

Iniziamo i primi esercizi: recuperare l’erogatore in caso di perdita dello stesso, svuotare la maschera, togliere e mettere la maschera. Proviamo anche un recupero sul fondo del compagno… ma sbaglio la presa… nonostante il mio brevetto di salvamento e Mario se la ghigna selvaggiamente senza ritegno. Lo svuotamento della maschera si rivela più complesso del dovuto, ma una volta capita la tecnica, vado alla grande! Andiamo sul fondo della buca e le orecchie si fanno sentire, provo la compensazione soffiando dal naso…questa risulta più difficoltosa del previsto, il mio naso piccolo si perde nella maschera e faccio fatica a chiuderlo, ma comunque ce la faccio!

Andare sul fondo è bellissimo e molto divertente, nonostante la buca e la vasca siano popolatissime: oltre ai subacquei ci sono anche gli apneisti questa sera. Ogni tanto mi capita di far fatica a capire cosa mi viene detto sott’acqua, comunichiamo a gesti ovviamente, con il linguaggio tipico dei sub. Mi capita spesso di fare l’ok con il pollice alzato che invece vuol dire risalita, ma mi correggo quasi immediatamente. La maschera è sempre appannata, me ne devo comprare una nuova, questa ha praticamente quindici anni.

La lezione si conclude alle 23.00 e non me ne accorgo nemmeno, usciamo, smontiamo l’attrezzatura, andiamo a farci la doccia e via a mangiare una meritata pizzetta con birra! E il battesimo del fuoco, ops... meglio dire dell'acqua, é avvenuto e direi che tutto sommato è andata bene. Ma mi resta un quesito in testa: ce la farò in mare?

Continua a leggere l'articolo

sabato 12 gennaio 2008

Siamo delle caccole!

E allora... siamo delle caccole, non intese come il viscido prodotto delle narici umane, ma è il modo in cui siamo stati ribattezzati dai membri dalla Idra Diving Club di Monza, con il quale abbiamo iniziato ieri sera la nostra nuova esperienza nel mondo della subacquea. Ieri ho effettuato la mia primissima lezione in piscina, chiaramente in un ambiente completamente controllato e sicuro, seguito da Marco, il nostro istruttore, e dai due Dive Master Michele e una ragazza, di cui non ricordo il nome. Mara non ha preferito immergersi a causa del suo nuovo tatuaggio in via di guarigione, ma non sta più nelle pelle per immergersi il prossimo venerdì.

Siamo andati prima in un negozio di attrezzature subacquee, dove il club si ritrova, si fanno le lezioni di teoria e si scambiano quattro chiacchiere tra soci. Abbiamo fatto un incontro con Marco che ci ha dato un primo imprinting sull'attrezzatura e sulle modalità d'immersione. Poi via in piscina. Marco mi ha gentilmente prestato una muta per la durata del corso, che ho prontamente utilizzato con maschera, snorkel e pinne, prestatemi a loro volta da mio papà, subacqueo di lunga data e proveniente dalla vecchia scuola. Michele mi ha spiegato come montare la bombola al jacket detto GAV, giubbotto ad assetto variabile, e come collegare l'octopus alla bombola tramite il primo stadio: l'octopus, chiamato così perché ricorda un polipo nella forma, è costituito da quattro tubi, dette fruste, due per gli erogatori, di cui uno d'emergenza, una per il manometro e l'ultima frusta che immette l'aria dalla bombola al jacket.

Alla fine ci siamo immersi in due. Dopo qualche minuto in acqua, respirando tramite l'erogatore e muovendomi goffamente, ho iniziato a trovarmi a mio agio e ho eseguito i primi esercizi sotto l'indicazione dell'istruttore. Ho imparato le prime procedure di base: recuperare l'erogatore, utilizzandolo direttamente in immersione, gestire il galleggiamento tramite l'utilizzo del jacket, svuotare la maschera sott'acqua, apprendere i rudimenti dell'assetto, regolando il volume polmonare. Abbiamo fatto anche qualche "passeggiata" per la piscina. Alla fine siamo stati in acqua circa un'ora, ma il tempo è veramente volato. Sono entusiasta e sento che questo è l'inizio di una nuova avventura.

Continua a leggere l'articolo