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lunedì 21 aprile 2008

Odissea consumistica!

Ieri pomeriggio siamo andati in Svizzera a fare il pieno di benzina alla macchina, in vista delle partenza per Noli. Approfittando del consiglio di un amico abbiamo fatto un giro al FoxTown, un grande centro commerciale outlet a Mendrisio. Max ci ha decantato un negozio che vende articoli per subacquea, non dobbiamo comprare nulla, ma abbiamo pensato che valesse la pena farci un giro, non si sa mai. L’ultima volta che ci siamo stati risale esattamente a sette anni fa, era il 2001. Non ho un buon ricordo, tantissima fuffa in commercio. Si, proprio così, tanti nomi blasonati ma a conti fatti solo fuffa e nemmeno a buon mercato. Arriviamo verso le due del pomeriggio e decidiamo di pranzare in uno dei tanti ristoranti selfservice presenti. Due bottiglie d’acqua, due primi, mezzelune trevisana e noci, due fette di torta, due caffè: 30,00 euro. Mmm... un po’ caro. Va be'... pazienza. Il FoxTown è enorme, si sviluppa su tre piani e ci saranno centinaia di negozi. Il colpo d’occhio è buono, i negozi monomarca sono cresciuti, inoltre mi pare che si sia svecchiato.

Cominciamo il tour a scendere, dal terzo piano fino al primo piano. Entriamo e usciamo dai negozi, fa un caldo assurdo e comincia ad arrivare un casino di gente, frenetica e ossessionata dallo shopping, dei veri integralisti della marca fashion. Dopo un’occhiata più attenta alla merce e ai cartellini con i prezzi devo ammettere che l’idea che mi ero fatta sette anni fa ritorna prepotente: cavoli ma chi se la mette questa roba, pare uscita dal baule di una nonna, non è nemmeno vintage, ma decisamente vecchia. I cartellini poi non recitano grandi sconti anzi a me pare tutto oltremodo caro. Arriviamo poi al nostro negozio, meta di questo tour, e la delusione è enorme: giusto tre mute Mares e qualche pinna, per non parlare di un solo jacket e pure costosissimo. Sono già le quattro, direi che possiamo andarcene e non tornare più. Lasciamo questo posto assurdo, popolato da giapponesi, tedeschi, arabi e gente dell’est avidi di shopping e di affari. Del resto solo loro possono mettersi questo tipo di abbigliamento, visto che i marchi sono sicuramente "blasonati" ma la merce è sicuramente da classificare come fuffa! Noi restiamo della nostra idea, gli outlet come questo sono specchietti per le allodole! Meditate gente.

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lunedì 17 marzo 2008

Siamo tornati...

...e dopo una settimana di sole, onde e vento, si torna alla routine quotidiana. Portate pazienza, tra qualche giorno arriveranno i post sul nostro viaggio a Fuerteventura, sul surf e sui fantastici incontri che abbiamo fatto e una disavventura superata brillantamente. A presto!

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sabato 8 marzo 2008

Hasta luego!

Abbiamo finito di cenare da poco, abbiamo lavato i piatti e ci siamo premiati con un coniglio di cioccolato al latte Lindt. Pomeriggio abbiamo fatto i bagagli ed è stato strano infilare pinocchietti, top e infradito in valigia. Sono riuscita a fare un salto anche in Rinascente e ho acquistato un bikini nero. Giro di telefonate per salutare parenti e amici. Cosa succede?

Come non avete capito? Si parte! Domani ore 06.00 mammina passa a prenderci e ci accompagna a Linate, ore 08.15 volo Iberia per Madrid e due ore dopo coincidenza per Fuerteventura. Una settimana di mare e sole con corso di surf incluso. Ahi ahi ahi l'equilibrio!

Hasta luego!

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giovedì 21 febbraio 2008

Crazy Crazy World

Ieri sera usciamo dall’ufficio al solito orario e prendiamo il solito tram, il numero 12, che ci porta in via Bramante. Siamo sul tram, sistemati in coda, a parlare fitto fitto della giornata lavorativa appena finita. A un certo punto si avvicina un ragazzo, circa 30 anni, vestito bene, cellulare in mano, e comincia a raccontare una storia assurda:

“Ciao, scusate se vi disturbo, non sono un tossico, non faccio uso di cocaina, sono in giro da ieri sera (quindi ventiquattrore ormai), sono stato rapinato all’uscita del turno di lavoro (a sua detta, dalle 13.00 alle 22.00), mi hanno picchiato, mi hanno portato via tutto (tranne il cellulare ben in vista), ho una caviglia lussata (nonostante la lussazione cammina benissimo).”

Non ci guarda negli occhi, la faccia è un tantino bizzarra, occhio pallato, la bocca fissata in un ghigno luciferino…..

Io: “Scusami ma non ho capito cosa ti serve?”
Lui: "16,50 euro per andare a casa.”
Io: “Ma scusa dove abiti?”
Lui: “Varese.”
Io: “Ma perché non prendi un treno senza biglietto tanto i controllori non ci sono e vai a casa.”
Lui: “L’ho preso, ma mi hanno beccato e mi hanno fatto scendere.”
Mario: “Ma non hai nessuno da chiamare e farti venire a prendere?”
Lui: “Solo mia madre.”
Io: “Ma fammi capire, se sei stato rapinato, perchè non vai dai carabinieri?”
Lui (nel frattempo diventa paonazzo e si altera): “Si va bene, ho un problema, d’accordo, è un problema mio…”

Prende, tutto scocciato, si allontana e continua a borbottare.

Io: “Ma fammi capire hai un problema e vuoi che te lo risolva io?”
Lui: “Uff, uff, uff….bla bla bla”

Che mondo di pazzi… se ne vedono di tutti i colori…per fortuna abbiamo ancora la voglia di riderci sopra!

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lunedì 4 febbraio 2008

I party di Cinz

Ci è la mia più cara amica, Ci è la mia amichetta del cuore, Ci organizza dei party fantastici. Un tempo erano tre i party annuali: per il suo compleanno in primavera, in autunno e la cena di Natale. Ora la mia amica Ci si è un po' impigrita e organizza un solo party all’anno… forse!Uff. Durante i party ci si ritrova, si beve, si mangia, si chiacchiera e si ascolta della buona musica. Le feste di Ci sono l'occasione per rivedere un sacco di persone che altrimenti perderei sicuramente di vista.

L’ultimo party risale ormai a quasi un anno fa... io e Mario in genere ci presentiamo prima di tutti, intorno alle 19.00, perché così posso scambiare quattro chiacchiere in santa pace con la mia amichetta e Mario inizia a gozzovigliare. Poi, per tutta la serata, ci vediamo poco e niente, la gente da salutare è tanta e poi ci si perde nei fumi dell’alcool. L'ultima volta invece i colleghi di Ci hanno preceduto me e Mario, tutti puntuali alle 19.00 a casa sua, già con birra in mano... Argh! Questi inglesi non sanno che ai party noi italiani arriviamo sempre un po’ in ritardo! Fa chic e non impegna.

Comunque anche questa volta è stata una bella serata divertente, ci siamo un po’ ubriacati e abbiamo mangiato un sacco di prelibatezze cucinate dalla mia amica e dalle sue colleghe. Io porto sempre da bere! Vino o birra. Paolo ci sei mancato. Salvatore, Debora, Cristiana, Gianna e Simone è stato bello rivedervi e ridere assieme. Un bacio a tutti e al prossimo party. Dai Ci organizza, non farti pregare!

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lunedì 28 gennaio 2008

Pensiero ai mirtilli

Sabato sera abbiamo avuto il piacere di avere a cena il nostro amico Zio G, soprannominato zio perché ci piace pensare che sia lo zio delle nostre piccole patatine. Il menù della cena prevedeva seppioline in umido con piselli e polenta, bagnate da un rosso toscano, il Santa Cristina. Lo Zio G ovviamente non si presenta mai a mani vuote, inutile sottolinearlo ma le sue delizie non ci hanno mai deluso.

Sabato ha portato il dolce: una fantastica torta al cioccolato e mandorle che si chiama Golosa. Siccome gli piace viziarci non porta mai una torta piccola, ma una torta grande a sufficienza per far si che ce ne resti sempre un po' (spesso metà torta) per fare colazione. Questa volta però ha superato se stesso e insieme a quella che noi chiamiamo la "classique", la Golosa appunto, ci porta anche una "picculedda".

La "picculedda" non è nient'altro che un'altra torta, così denominata perchè è di piccole dimensioni, giusto un assaggio a testa. Pensiero ai mirtilli, e io adoro i mirtilli, questo è il suo nome. E' stata assolutamente strepitosa, fatta con pasta di mandorle e mirtilli, una bontà da leccarsi i baffi. E' stata una bella serata, lo zio è rimasto soddisfatto della cena e noi del dolce. Il risveglio di domenica mattina è stato ancora più dolce. Ma quanto ci vizia lo Zio G!

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martedì 15 gennaio 2008

La saga di Harry Potter


Quando abitavo con mio padre mi capitava spesso di andare la domenica mattina a Milano con mio fratello Massimo. Ci piaceva tantissimo girovagare per le librerie, estrarre i libri dagli scaffali e sfogliarli, "annusarli". Tuttora entrambi amiamo leggere e divoriamo un po' di tutto.

Una domenica di Ottobre del 2000 sono in Mondadori in centro a Milano, guardando e curiosando con Massimo, girovaghiamo per la libreria "annusando" i libri. Io non sono un’amante del genere fantasy, mentre mio fratello si. In un angolo della libreria ci sono pile dei romanzi di Harry Potter, lui prende il terzo volume, dal titolo “Harry Potter e Il prigioniero di Azkaban” e mi dice: “Ho letto i primi due quest’estate in spiaggia, molto belli, ti piacerebbero”. Sono un po’ scettica, prendo così il primo volume "Harry Potter e la pietra filosofale" e leggo il retro di copertina. Parla di un bambino che non sa di essere mago, va in una scuola di maghi e si scontra con il male, impersonificato dal Signore Oscuro. Prendo anche il secondo, "Harry Potter e la camera dei segreti" e il terzo "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban". Non so perchè ma mi convinco e li compro tutti e tre. Sono libri piccoli, poco più di trecento pagine pagine, con disegni in bianco e nero all' inizio di ogni capitolo. In un mese li ho letti tutti e tre.

I primi due devo dire che sono proprio libri per bambini, scritti in maniera semplice con un ritmo molto lento, nel terzo il ritmo aumenta e la storia comincia ad assumere i toni e i colori di un libro per ragazzi più grandicelli e per adulti. Il quarto volume me lo regala a Febbraio del 2001 Mario: "Harry Potter e il calice di fuoco". Il volume è lungo più di seicento pagine, è bellissimo, il ritmo è incalzante, la saga prende forma e si delinea un libro per adulti, scompaiono anche i disegni in bianco e nero all' inizio di ogni capitolo. Lo divoro in una settimana al mare e non vedo l’ora di leggere il seguito. Dovrò attendere altri tre anni. Intanto Harry Potter diventa un caso editoriale e non solo a livello mondiale, complici anche i film ben fatti, il libro è cresciuto in spessore e le pagine vengono fagocitate dai lettori.

Nel 2003 io e Mario ci regaliamo un viaggio in Scozia di tre settimane. Per chi non lo sapesse in Scozia viene ambientata parte della saga: qui sperduta tra i lochs e le highlands si troverebbe la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Per caso abbiamo avuto la fortuna di vedere e fotografare il treno che, nella finzione letteraria e poi cinematografica, accompagna gli allievi della Scuola di Hogwarts da Londra al castello: l'Hogwarts Express, mentre attraversava il viadotto di Glenfinnan. Harry Potter e l’Ordine della fenice, Harry Potter e il principe mezzosangue e per finire l’ultimo pubblicato, il libro che chiude la saga: Harry Potter e i Doni della morte. Devo dire che gli ultimi tre volumi sono legatissimi e anzi oserei direi che si nota proprio che sono stati studiati per essere delle storie strettamente correlate, mentre i primi tre volumi sono storie a se stanti e il quarto fa da ponte a tutta la saga.

La saga con gli anni è cresciuta di intensità e ha di conseguenza cambiato pubblico, nata come libri per bambini con storie che inziavano e finivano, si è velocemente trasformata in storia per adulti, in un thriller fantasy dove a tratti, soprattutto negli ultimi volumi, l’autrice ci ha infilato anche un pochino di sesso (i primi pruriti adolescenziali) che non guasta mai. Non solo, come tutti i thriller che si rispettino, hanno iniziato a morire anche i buoni e in alcuni momenti il male ha preso il sopravvento sul bene.

Ora la saga è terminata, si chiude non lasciando punti aperti e con un epilogo sul futuro dei ragazzi, 19 anni dopo. E’ stato bello e intenso attendere e leggere i libri, fare supposizioni su chi dovesse morire, su chi era il cattivo e su come sarebbe finita. Spero inoltre che la Rowling, autrice della saga, non si faccia prendere dal business e non scriva un ottavo libro perché a mio modo di vedere rovinerebbe la storia, proprio non ci sta. Sono stati sette libri equivalenti a sette anni di scuola a Hogwarts. Non svelerò il finale per chi ancora sta leggendo o per chi iniza ora la saga.

Buona lettura a tutti.

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lunedì 7 gennaio 2008

Viva l'Italia!

Bene Bene, si ricomincia dopo le vacanze di Natale e non è cambiato nulla. Solita vita da pendolare, solito treno, solito tram. Ma l’Italia non cambia mai, nonostante tutto continuo a stupirmi! Stamattina dovevo fare l’abbonamento del treno, un mensile che integra anche quello del tram. Essendo l’inizio del mese mi aspetto una discreta fila in stazione. Per fortuna non è così corposa. Mi accodo e aspetto che arrivi il mio turno. Mentre attendo noto che su tre sportelli ce ne sono aperti solo due. Già mi irrito all’idea che uno sportello sia chiuso di lunedì mattina alle otto a Monza con una file di una decina di persone. Dopo un paio di minuti uno dei due sportelli chiude, tra l’altro è lo sportello che ricarica le tessere magnetiche che Trenitalia ha messo in circolazione da Ottobre 2007. Ma come? Ma stiamo scherzando? Ma dove va?

Nessuno dice niente, mi avvicino e chiedo informazioni e mi viene risposto che posso fare l’abbonamento TrenoMilano, quello appunto con la tessera magnetica, nell’unico sportello rimasto aperto. Sono sconcertata e basita. Arriva il mio turno, vado a fare il biglietto e mi danno quello cartaceo senza ricaricarmi la tessera magnetica.

"Mi scusi perchè mi da il biglietto cartaceo e non mi ricarica la tessera?" chiedo all'addetto.
"Perchè la macchinetta è rotta" risponde lui.
"Ma come è rotta?Avete messo in circolo tre mesi fa le tessere magnetiche e ora la macchinetta è rotta?" domando.
"Qual'è la novità?"
"Non so, ancora mi stupisco!"
"Si vede che è da poco che viaggia in treno" dice l'amabile addetto.
E no, sono ben sette anni che faccio questa vita da pendolare.

E per oggi non è finita. Arrivo in ufficio e devo chiamare l’ospedale di Monza per prendere un appuntamento per un day hospital per mia madre. Chiamo e dopo cinque minuti di attesa un risponditore automatico mi dice che per informazioni e appuntamenti devo chiamare dal lunedì al venerdì dalle 13.30 alle 15.30. Solo due ore di servizio? Ma dico, uno fa in tempo a morire!

Viva l’Italia!

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martedì 1 gennaio 2008

Happy New Year!

Avete festeggiato? Avete sbevazzato? Avete brindato? Avete divorato chili di panettoni e zamponi di porco? Bravi, bravi, speriamo solo che nessuno abbia esagerato con queste libagioni, diciamocelo pure, consumisticamente istituzionalizzate. Fermiamoci qui, blocchiamo la polemica à la Beppe Grillo. Inizia un nuovo anno e come consuetudine si snocciolano elenchi di buoni propositi, di nuovi obiettivi, priorità, mete, traguardi per il nuovo anno che è iniziato. Puntualmente questi elenchi vengono dimenticati e disattesi dopo qualche giorno, settimana o mese, per riproporsi poi l'anno successivo, magari rivisitati secondo le mode del momento. Ci siamo ricaduti ancora, si è nuovamente alimentata la nostra vis polemica... basta, cerchiamo di essere costruttivi. Noi abbiamo un unico ma importantissimo obiettivo per il 2008, quale? Ma come, non lo avete ancora capito? E' il motivo per cui è nato il nostro blog, che è si un contenitore, un diario della nostra quotidianità, dei nostri pensieri e delle nostre esperienze di viaggio passate, ma vuole essere la cronaca della nostra ricerca, del cambiamento a cui tanto aneliamo. Vi state chiedendo quale ricerca? Ma insomma, ci seguite oppure no? No? Andate a rileggervi il primo post in assoluto del nostro blog allora! Buon Anno.

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giovedì 27 dicembre 2007

Un mese di Blog...

...un mese di vita di Atlantide Perduto.

Volevamo rendervi partecipi di come siano andate le cose durante questo mese, ebbene abbiamo avuto 3119 pagine visualizzate, 1023 visite e 420 visitatori unici assoluti. Il tempo medio speso dai lettori sul blog è stato di 4 minuti e 11 secondi, mentra il numero di pagine medie visitate corrisponde a 3. I visitatori si dividono tra un 60% di ritorno e 40% nuovi e provengono da 14 stati diversi, il più lontano l'Australia. Se si digita come keyword Atlantide Perduto in Google, il nostro blog risulta essere il primo risultato, anche su Virgilio, il secondo invece su Yahoo (argh!).

Sicuramente si tratta di numeri microscopici, infinitesimali, ma a noi fanno piacere, vuol dire che almeno qualcuno legge quello che scriviamo, quindi grazie a tutti voi per la pazienza con la quale ci seguite e stay tuned!


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lunedì 17 dicembre 2007

Milan l'è un gran Milan

Milan l'è un gran Milan...

Almeno così dice un noto adagio milanese.

All’estero quando dici che vieni da Milano tutti si illuminano. Sono anni che sostengo come questa città stia peggiorando sempre più: è sporca, incivile, non offre niente. Non regge il paragone con le altre metropoli europee.

Venerdì 14 Dicembre, ore 17h30.

Esco dall’ufficio, finalmente la settimana è finita, il week end sta per iniziare. Il mio ufficio è in pieno centro abitato, tra palazzi abitati da gente che va a lavorare, bambini, anziani e animali domestici. I balconi sono addobbati per Natale.

Mi fermo al solito angolo di strada, sto aspettando Mario che passi a prendermi con la moto. A dieci metri da me ci sono diverse attività commerciali: bar, negozi, una farmacia, una tintoria, c'è anche una agenzia di lavoro interinale. Passano i minuti e Mario non arriva, qualche volta si fa aspettare...

Un tizio mi si avvicina e mi apostrofa qualcosa.
Non capisco, penso voglia indicazioni, mi giro e gli dico: “Prego?”
Lui si avvicina ancora un po’ e mi dice: “Scusi, sta lavorando?”

Inorridisco, sono scioccata.
Lo guardo con aria truce e gli dico: “Ma sta scherzando o cosa, se ne vada va!”
E lui: “Mi scusi, stavo solo chiedendo”

Ma dico io, ma dove viviamo, sto aspettando una persona e mi scambia per una prostituta.

Mi guardo l’abbigliamento… stivali, pantaloni, piumino, guanti e sciarpa… non ho neanche la borsa, essendo in moto, solo uno zainetto. L’unica parte di me visibile è l’ovale del viso. Mi manca solo la cuffia di lana in testa con tanto di pon pon.

Pazzesco!

Il degrado ormai è palpabile in ogni via di questa città. Ragazzi forse è proprio arrivato il momento di cambiare aria!

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mercoledì 12 dicembre 2007

Le volpi della brughiera

Rieccoci qui, si ricomincia con la solita ruotine quotidiana, lavoro, traffico e via dicendo. Il viaggio è andato bene e tra qualche giorno pubblicheremo qualcosa a riguardo. Ieri mattina ci siamo svegliati molto presto, alle quattro per la precisione, e mentre andavamo in auto verso il mostruoso raccordo che circonda la Greater London, percorrendo una strada di campagna in mezzo alla brughiera, abbiamo fatto un curioso e simpatico incontro.

Ai bordi della strada c'erano due bellissime volpi, una madre con il proprio cucciolo, che ci fissavano incuriosite. Abbiamo accostato con la macchina dolcemente, in modo da non farle fuggire... ma non era proprio loro intenzione farlo. Siamo rimasti così per qualche minuto con le volpi a un paio di metri da noi, prima che loro rientrassero nel bosco e noi riprendessimo la nostra strada...

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giovedì 6 dicembre 2007

London Calling

Finalmente si riparte! Partenza all'alba di domani mattina con volo da Orio al Serio. Destinazione Inghilterra. Saremo ospiti di mio fratello Dario, che abita da più di sette anni nell'elegante e molto posh Epsom, una cittadina della Contea del Surrey. Sarà l'occasione per passare un paio di giornate a Londra e per fare qualche gita fuori porta nell'Inghilterra del Sud.

Avendo appena finito di leggere il romanzone di Ken Follett, Mondo senza fine, mi piacerebbe visitare qualche cattedrale gotica, magari quelle di Salisbury e Canterbury, che ho letto essere tra le più belle di tutto il Regno Unito, architettonicamente parlando. Mentre Mara vorrebbe vedere le bianche scogliere di Dover e visitare Brighton. Magari faremo anche una deviazione verso Stonehenge. Insomma, l'importante è partire, cercheremo poi di conciliare tutto quanto, anche se il tempo sarà poco.

See you later!

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venerdì 30 novembre 2007

Truppe cammellate


Feroci beduini sono stati avvistati nei pressi di Giza in Egitto.

Sembra che facciano parte delle colonne di guerriglieri guidate dal leggendario Lawrence d'Arabia.

Fate attenzione se vi capitasse di incrociarli nel vostro peregrinare per il bollente oceano di sabbia, ma soprattutto state lontani dalla loro aggressiva e suscettibile "nave del deserto".

Morde!

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lunedì 26 novembre 2007

In rotta per Atlantide


Stiamo salpando dalle Colonne d'Ercole, mollando gli ormeggi della nostra barca, la direzione é conosciuta, Atlantide continente perduto.

Dobbiamo fissare però la nostra rotta, dato che sarà lunga e perigliosa, volete far parte del nostro equipaggio?

Seguiteci allora, soffermandovi prima su questa poesia di Pablo Neruda...



Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
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