mercoledì 30 aprile 2008
Il Parco delle Gole del Breggia
Pubblicato da
Gli Atlantidei
0
commenti
Etichette: trekking, viaggi, viaggio in Svizzera
venerdì 7 marzo 2008
La Spina Verde
Al confine tra Italia e Svizzera, a ovest della città di Como, s’incunea un bellissimo parco regionale: la Spina Verde. Io e Mario ci abbiamo fatto un sacco di passeggiate, da soli e con i cani, in estate, primavera e autunno. Il parco è una dorsale collinosa ricoperta da un esteso bosco che costituisce un vero e proprio polmone verde. Nel parco ci sono innumerevoli percorsi che conducono da un paese all’altro di questo angolo di provincia comasca: si può tranquillamente sconfinare dall’Italia alla Confederazione Elvetica addentrandosi per i vecchi sentieri dei contrabbandieri, attivi decenni fa in questa zona, i cosidetti “spalloni”. Ormai la frontiera è semplicemente segnalata dalle indicazioni dei sentieri confinali dipinte sulle rocce e sulle cortecce degli alberi. Oppure si possono visitare le sorgenti del fiume Seveso.
Ci sono poi itinerari didattici ed escursionistici ben segnalati di tipo naturalistico, per la raccolta di funghi e castagne, oppure di tipo storico, attraverso i camminamenti militari, le trincee e le casematte della Linea Cadorna, risalenti alla Prima Guerra Mondiale, costruiti a ridosso del confine italo-svizzero per prevenire un improbabile attacco da parte degli austro-ungarici. Ci sono altre aree di notevole interesse storico e archeologico all’interno del parco, tra cui il castello Baradello, fortezza utilizzate durante le guerre comunali tra Como e Milano del XII secolo ma risalente probabilmente alla fondazione romana della città lariana. Non dimentichiamoci inoltre la chiesetta di San Rocco detta anche dei "Pittori", sopra Cavallasca, circondata da antiche residenze nobiliari ai limiti della foresta. La zona del parco che si estende verso Como è piena di testimonianze archeologiche delle antiche civiltà celtiche e di Golasecca. Esistono diverse aree picnic, attrezzate per chiunque volesse trascorrere una giornata piacevole ammirando il lago dall’alto e respirando aria pulita.Notevoli i punti panoramici, come quello del “Pin Umbrela”, che spazia da un lato su tutto il primo bacino del Lario e delle Prealpi e dell’altro, nelle giornate limpide fino alla città di Milano. Passeggiare per questi poi ha per noi un significato particolare, qui abbiamo sepolto anche le nostre bestiole che nell’arco degli anni sono venute a mancare: Tatagatta, Bossolo e Rocky. Se avete voglia di sgranchirvi le gambe o solo di ammirare i colori della natura che cambiano in base alla stagione, oltre che fare una bella e salubre passeggiata, prendete quindi in considerazione l’idea di passarci una bella giornata, fronte lago, con relativo cestino da picnic.
Pubblicato da
Gli Atlantidei
0
commenti
Etichette: trekking, viaggi, viaggio in Italia
giovedì 6 marzo 2008
Bosco Gurin
Bosco Gurin è una magnifico paesino di montagna che si trova in Val Rovana, una valle laterale della Valle Maggia. Questo paesino da favola è particolare per due motivi: innanzitutto vi risiede una delle più antiche comunità di origine germanica, ovvero la comunità Walser. Questo fatto comporta che Bosco Gurin sia l’unica comunità germanofona del Ticino. In secondo luogo il paesino è il comune più alto del cantone di lingua italiana, trovandosi a quota 1.506 metri. Caratteristica di Bosco Gurin è l’architettura Walser, di cui sono tipica espressione le bellissime case Walser. Si tratta di abitazioni costruite interamente in legno e rialzate dal terreno grazie a quattro grossi tronchi in legno ai quattro angoli. Spesso sotto l’abitazione è visibile il granaio e i davanzali delle finestre sono decorati con bellissimi vasi di gerani rossi, bianchi e viola.
Appena fuori il paesino si inerpica un sentiero molto ripido che porta alla Capanna Grossalp a quota 1950 m, con ripido dislivello di 400 metri rispetto al villaggio di Bosco Gurin. Il sentiero è percorribile in circa un’ora di camminata, tutta in salita. Una volta arrivati in cima alla Capanna ci si può riposare sulle panche all’aperto oppure rifocillarsi dentro al caldo con un buon pranzetto o un’ottima merenda montanara. Si può proseguire poi verso la cima del Grossalp. Se invece si preferisce una passeggiata meno impegnativa c’è un sentiero più dolce che gira intorno alla montagna, la passeggiata dura ovviamente di più, circa due ore, ma se non ci si vuole inerpicarsi come caprette, rappresenta un’ottima soluzione. Noi l’abbiamo fatto al ritorno… a panza piena! Inutile dire che il panorama dalla Capanna è molto rilassante, spazia su tutte le Alpi ed è possibile vedere dall’alto il villaggio di Bosco Gurin.
Pubblicato da
Gli Atlantidei
1 commenti
Etichette: trekking, viaggi, viaggio in Svizzera
mercoledì 5 marzo 2008
Alle sorgenti del Reno
La camminata è lunga circa 10 chilometri, ma poco impegnativa perché si snoda tutta in pianura con piccoli dislivelli. Le capanne o baite da raggiungere in realtà sarebbero due: la prima a 2012 metri e la seconda a 2393 metri. Entrambe prendono il nome dalla vetta più alta del Canton Ticino, l’ Adula-Rheinwaldhorn, che s’innalza sul confine con il Canton Grigioni. Dall’Adula nasce il Reno Posteriore, chiamato in tedesco Hinterrhein, che congiungendosi poi con il ramo Anteriore genera il Reno, uno dei più importanti fiumi europei.
Noi ci siamo fermati a mangiare al primo rifugio, anche perché per raggiungere il secondo è necessario passare una notte in baita. In cima svetta la bandiera svizzera e abbiamo avuto modo anche di visitare una bella cappella. Abbiamo mangiato una bella polenta con formaggio, abbiamo ammirato il bellissimo panorama che spazia sul Canton Ticino e poi siamo ridiscesi. Purtroppo la Val Carassino non è vicinissima a Milano, quindi per organizzare questa gita abbiamo dovuto pianificare il tempo di andata e ritorno da casa in circa sei ore. La passeggiata poi dura circa un’ora e mezza e contando di stare in baita a rilassarti un paio d’ore, va via tutta la giornata.
Pubblicato da
Gli Atlantidei
0
commenti
Etichette: trekking, viaggi, viaggio in Svizzera
venerdì 29 febbraio 2008
Trekking in Ticino
L’anno scorso abbiamo fatto diverse escursioni sulle Alpi svizzere: lunghe passeggiate immersi in panorami stupendi, respirando aria fresca e facendo del trekking a tratti decisamente impegnativo.Una domenica siamo partiti di mattina presto da Monza con l’auto e dopo aver passato la frontiera elvetica a Chiasso, oltrepassato Lugano e attraversato metà del canton Ticino, abbiamo risalito tutta la Valle Maggia, e quasi tre ore dopo, ci siamo fermati per fare una sosta nel paesino di Mogno, dove abbiamo visitato la chiesetta di San Giovanni Battista, progettata dal noto architetto svizzero Mario Botta. Ripartiti dopo la breve sosta, siamo saliti, sempre con l’auto, fino al lago del Sambuco, dove è possibile ammirare l’enorme diga artificiale che crea il bacino del lago, che abbiamo costeggiato per poi continuare la nostra ascesa fino al maestoso lago del Narèt, la cui massa d’acqua è sbarrata da un altro sistema di dighe colossale.
Finalmente abbiamo parcheggiato l’auto in riva al Narèt ed equipaggiati di giacca antivento e antipioggia Northface, scarponcini da montagna e zainetto carico di cioccolato toblerone e acqua abbiamo iniziato la nostra “passeggiata”. Anche se il tempo non è stato dei migliori, spesso coperto e a tratti con una fastidiosa pioggerellina, abbiamo avuto chiaro fin dall’inizio, il nostro obiettivo: raggiungere la capanna Cristallina, ammirare l’omonimo Pizzo e il ghiacciaio di Basodino e rifocillarci con un ottimo pranzo. La prima parte della passeggiata è stata tutta in salita, su di una bellissimo declivo verde che scende verso il lago. Arrivati in cima, abbiamo iniziato una ripida discesa, il sentiero si è fatto più difficile, passando da un terreno morbido e verde a una pietraia impervia. Immersi nel fantastico panorama delle vertiginose cime e delle ripide vallate delle Alpi, con il vento forte e sferzante, abbiamo intravisto in lontananza la nostra agognata meta. Durante gran parte della marcia, le furbe e leste marmotte, dalle cime delle Alpi, hanno sempre segnalato la nostra presenza al resto della tribù con lunghissimi fischi. Controllo del territorio!
Dopo essere discesi sul fondo valle, abbiamo percorso un tratto in falsopiano, guadando diversi rigagnoli d’acqua e poi abbiamo ricominciato a salire… questo è stato sicuramente il pezzo più impegnativo della camminata. Una ripidissima salita di pietra e roccia, quasi una scala di granito naturale, che termina in cima alla sella del passo Cristallina, dove si trova la capanna omonima, rifugio per escursionisti a quota 2.575 metri. Due ore di faticosa camminata con un buon passo, tra dislivelli vari e anche un breve passaggio in cordata, ma la vista sul ghiacciaio del Basodino è stata impagabile. Dentro la Capanna, in cui è obbligatorio togliersi gli scarponi, ci siamo premiati con un delizioso e meritato pranzetto a base di gnocchi ai quattro formaggi, tagliere disalumi e formaggi ticinesi, crostata di frutta e caffè offerto dalla casa. Anzi, Mario per fare il vero teutonico, ha ordinato un cappuccino al posto del caffè. Dopo un paio d’ore di riposo abbiamo ripreso il cammino verso la macchina e al ritorno, causa pancia piena, ci abbiamo messo una mezzora in più, con un paio di soste per riposare. La discesa al lago Narèt è stata appagante anche se il bacino artificiale, che si stende ai piedi della montagna, ha un qualcosa di inquietante. Una volta in macchina siamo partiti costeggiando il sentiero del lago e poi giù per la Valle Maggia fino a ritrovare la consueta strada di casa.
Pubblicato da
Gli Atlantidei
0
commenti
Etichette: trekking, viaggi, viaggio in Svizzera


