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sabato 22 dicembre 2007

Ich bin ein Berliner

Come ogni primavera, facciamo un viaggio in una città per conoscerla, assaporarla, viverla. Un paio di anni fa abbiamo deciso di visitare Berlino ed ecco qui il report di quei giorni...

Atterriamo all'aeroporto di Tegel con un volo Air Berlin un sabato mattina. Incredibile, siamo nel mese di Maggio ma l’aria che ci accoglie all'uscita dall'aeroporto è fredda e frizzante, abbiamo lasciato l’Italia con una bella temperatura mite e ci ritroviamo catapultati in inverno. Comunque ci copriamo bene e dopo aver preso un taxi ci inoltriamo a Berlino, città carica di storia, dove passato, presente e futuro si incrociano in tanti luoghi, piazze, angoli e scorci.

Mario è un grande appassionato di storia, in particolar modo dagli aspetti politico-militari, e la Seconda Guerra Mondiale è uno degli argomenti che cerca di approfondire maggiormente. Queste tematiche interessano molto anche a me, ma con la differenza che io sono molto attirata dall'aspetto sociale di quel periodo: come si viveva nella società tedesca di allora, come il dramma che aveva infiammato l'Europa e il mondo intero si riflettesse nei rapporti personali e quotidiani. Berlino è stata al centro della storia recente europea, vogliamo quindi unire l'utile al dilettevole. Alloggiamo in un albergo nel cuore di Prenzlauer Berg, un quartiere in fermento e completo recupero che si trova a Berlino Est, pieno di ristorantini, locali e teatri alternativi, gallerie d'arte e curiosi negozietti. Scopriamo che l'albergo è a conduzione famigliare, ospitale, caldo, sosta obbligatoria per tutte le compagnie teatrali che si esibiscono nel quartiere. Lontanissimo dalle atmosfere anonime e plasticate delle grandi catene internazionali, offre una colazione-brunch fenomenale! Mai visto niente del genere: salumi, formaggi, carne, pesce, frutta, sottaceti, cereali, uova, torte dolci e salate, marmellate, pane, brioches, succhi, yogurt, the, caffè e chi più ne ha più ne metta.

Proprio di fronte all'albergo c'è la sede del charter Nomads dell'Hells Angel Motorcycle Club, che Mario ovviamente non si potrà esimersi dal visitare. Prendiamo possesso della nostra camera d’albergo, una camera enorme e molto pulita con una doccia strepitosa che si rivelerà un toccasana serale per le nostre stanche membra. Il primo giorno lo dedichiamo al Mitte, il centro della città, e con passo spedito marciamo verso Alexanderplatz. La piazza è immensa ed è dominata dalla Fernsehturm, l'altissima torre della televisione, visibile da ogni parte della città. Affacciato sulla piazza c'è il Rotes Rathaus, dietro il quale si estendono le viuzze medievaleggianti dell'antico Nikolaiviertel, interamente ricostruito dopo la distruzione subita durante la guerra. Dopo aver superato la Sprea ed essere passati tra il Berliner Dom e l'orrendo Palast der Republik, la vecchia sede del Parlamento della DDR, imbocchiamo l'Unter den Linden, il viale che un tempo collegava la riserva di caccia di Tiergarten, da tempo un parco cittadino aperto a tutti, e il castello di Berlino, che molto probabilmente verrà ricostruito sulle ceneri del ributtante palazzo parlamentare in disuso dopo la riunificazione della Germania.

Lungo il viale scorrono ambasciate, musei, l'Opera di Stato, l'Humboldt Universität, dove insegnò Alber Einstein e fucina di diversi premi Nobel, fino a Pariserplatz. Qui si erge maestosa e testimone di tanti avvenimenti storici la Porta di Brandeburgo e ci raccogliamo qualche minuto nella Stille Raum, la stanza del silenzio. Svoltiamo a destra e ci troviamo di fronte il Reichstag con la sua enorme cupola di vetro. Il palazzo fu completamente distrutto durante l'avanzata sovietica e ora ospita la sede del Bundestag, il Parlamento tedesco. La coda per entrare al Reichstag è molto lunga e lenta nello smaltirsi, probabilmente per motivi di sicurezza. L'attesa è però allietata da diversi artisti di strada che fanno divertire i visitatori in fila. Ogni tanto piove, ma una caritatevole famigliola teutonica ci offre riparo sotto un gigantesco ombrello. Finalmente entriamo nel palazzo e dalla cupola la vista è splendida.

Dopo il Reichstag passeggiamo nelle vie del parco, il Tiergarten, che si trova ancora in pieno centro. Berlino è una città molto ecologica, ha spazi verdi enormi intersecati da decine di piste cicliabili. Nel parco troviamo anche una specie di sagra-fiera tipo Oktober Fest, quindi ci rifocilliamo con panini e birra. Raggiungiamo la Colonna della Vittoria, la Siegessäule, dopo aver dato uno sguardo al Monumento Sovietico ai Caduti, Sowjetisches Ehrenmal. In serata decidiamo di cenare in uno dei tanti ristorantini che si trovano all’interno degli Hackesche Höfe, un complesso molto pittoresco formato da otto cortili chiusi tra palazzi, decorati in stile Art Noveau nel quartiere di Scheunenviertel.

Domenica 8 Maggio, data in cui ricorrono le celebrazioni per la fine della Seconda Guerra Mondiale, Alexanderplatz è presidiata da ingenti reparti della Polizei in assetto antisommossa. Sono in programma una manifestazione di gruppi di estrema destra e una contromanifestazione dei centri sociali berlinesi, la tensione è palpabile nell'aria. Alla Porta di Brandeburgo fervono i preparativi dei festeggiamenti ufficiali. Ci colpisce vedere degli anziani reduci, probabilmente provenienti dalle immense steppe dell'Asia centrale, con delle sgualcite uniformi dell'Armata Rossa completamente ricoperte di medaglie. Loro sessantanni fa erano qui a combattere tra le macerie di quello che sarebbe dovuto essere il Reich millenario. Oggi viene inaugurato il Monumento alle Vittime della Shoà, l’Holocaust-Mahnmal, costruito su di un isolato tra Pariserplatz e la desolata Vossstrasse (eh si, con la riforma della grammatica tedesca di qualche anno fa, si scrive con ben 3 S), luogo dove sorgeva la Nuova Cancelleria del Fürher.

Come dei novelli Indiana Jones proviamo allora a visitare l'area adiacente la Vossstrasse per cercare qualche traccia delle macerie della Cancelleria o addirittura qualche indicazione della presenza del Führerbunker, dove Hitler si suicidò il 30 Aprile 1945 (consiglio la visione del film del 2004, La Caduta - Der Untergang). La zona in verità sembra un cantiere abbandonato con una collinetta di detriti ricoperta di sterpaglie. Verso la Wilhelmstrasse sorgono dei recenti complessi residenziali e la posizione del bunker, ancora esistente e sigillato, dovrebbe essere sotto i parcheggi interni di queste palazzine. Noi non siamo riusciti a trovare nessun tipo di indicazione a riguardo, quasi che si voglia cancellare dalla memoria i fantasmi di quel tempo. In Wilhelmstrasse invece sono bene indicati con delle tavole esplicative, i luoghi dove sorgevano i Ministeri e altri luoghi del potere nazista. Scendendo verso la Sprea andiamo a visitare Topographie des Terrors. Si tratta di una mostra fotografica permamente all'aperto che testimonia i crimini perpetrati dal regime nazista. Non a caso, il sito scelto per installare il percorso della mostra, si trova nell'area dove c'era il quartier generale della Gestapo e delle famigerate SS.

Berlino è una città ricca di musei, e dato che il tempo è tiranno noi decidiamo di visitare il Pergamonmuseum e lo Jüdisches Museum. Il Pergamonmuseum è uno dei più importanti musei archeologici della Germania, sito sull’isola dei musei lungo il fiume Sprea, e prende il nome dall’altare di Pergamo, che qui è stato ricostruito, oltre ad esibire notevoli reperti, come la Porta di Ishtar e la Porta del mercato di Mileto, appartenenti alle antiche civiltà mesopotamiche e anatoliche. Lo Jüdisches Museum è dedicato alla storia degli ebrei e si trova nel quartierie di Kreuzberg.

Grazie alla metropolitana, la U-Ban, facciamo un salto in Potsdamerplatz: la piazza è ormai ritornata all'antico splendore che l'adornava prima della guerra, è stata completamente ricostruita, moderna, trafficata, c'è un movimento continuo di persone che schizzano in ogni direzione e fa effetto vederne le foto di quando c'era ancora il Muro a dividere la città, un deserto, la terra di nessuno. Su di un lato della piazza c'è il Sony Center, progettato in modo da formare una piazza coperta con fontana e diversi locali e negozi per lo shopping. Intorno alla fontana innumerevoli persone navigano con i loro laptop sfruttando la connessione Wi-Fi e la rete messa a loro disposizione. Continuiamo verso la Gendarmenmarkt, sicuramente una delle piazze più belle della città ed è un luogo molto affascinante, pieno di caffè all’aperto. Ci spingiamo poi fino sulla Kurfürstendamm per una veloce visita ad una chiesa diroccata nel cuore di una Berlino moderna, la Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche, rimasta gravemente dannaggiata durante i bombardamenti che la città subì durante la guerra, dei cui orrori il rudere si erge a testimonianza.

Torniamo verso Mitte e risaliamo tutta la Friedrichstrasse verso il centro. La via, piena di negozi, finisce dritta al Checkpoint Charlie, rimasto intatto con tanto di garritte e postazioni fatte di sacchi di sabbia. Un museo fotografico documenta la storia della città durante la guerra fredda, quando questo punto segnava uno dei pochi varchi del Muro e della Cortina di Ferro che separava l'Europa. Un simbolico cimitero ricorda invece le vittime che tentarono di scappare dalla DDR scalvacando il Muro, ormai del tutto abbattuto e divelto, salvo che in un lungo tratto costeggiante il fiume Sprea. Questa sezione prende il nome di East Side Gallery ed è diventanto un insieme multicolore di murales e graffiti. Qui gli artisti di tutto il mondo hanno celebrato e commemorato la caduta del muro e quello che rappresentava attraverso la loro arte. Un'altra sezione di muro ancora in piedi si trova in Bernauer Strasse, dove venne scattata la celebre foto del soldato della Germania Est che salta la recinzione per passare ad Ovest. Mario si fa prendere dalla foga e decide che deve portarsi a casa un pezzo di Muro, si rimbocca le maniche e raccolta un putrella di acciaio inizia a menare colpi contro il Muro. A questo punto si avvicina un signore tedesco che urla come un folle, riusciamo a capire che ci intima di non toccare il muro, che si tratta di un reperto storico e che avrebbe chiamato la polizia. Giustamente cazziati e dopo la figuraccia, torniamo al nostro albergo.


Il giorno successivo dedichiamo la mattinata a percorrere la larga e lunghissima Karl-Marx-Allee, un boulevard costeggiato da molti edifici che rappresentanto l'architettura tipica del classicismo socialista sovietico. Nel pomeriggio ci riportiamo a ovest nell'elegante quartiere di Charlottenburg e visitimo l'omonimo castello, il più grande palazzo storico rimasto a Berlino dopo la seconda guerra mondiale. L’ultimo giorno prendiamo un treno per una gita fuori porta nella cittadina di Potsdam per visitare la reggia di Sanssouci con i suoi grandi giardini. Sanssouci era il palazzo estivo di Federico il Grande.

Berlino è un città affascinante, ad ogni angolo di strada si respira un pezzo di storia recente, è una città in continua trasformazione, interi quartieri sono stati recuperati e riportati agli antichi splendori. Si respira un'aria internazionale e il fervore culturale, sociale, artistico che pervade la città è palpabile. Come disse John Fitzgerald Kennedy in un famosissimo discorso tenuto a Berlino dopo la costruzione del Muro: ”Ich bin ein Berliner”.

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