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domenica 16 dicembre 2007

Hail to England!

Eccoci di nuovo in partenza, eccoci di nuovo sul suolo britannico, eccoci di nuovo a Londra dopo sette anni. Londra è sempre bella ed è sempre un piacere girare per le sue strade. Secondo noi ogni quattro o cinque anni bisognerebbe tornarci, è una città unica al mondo, un pò come New York. Questa volta, oltre alla capitale, ci dedicheremo anche al sud dell’Inghilterra, con un giro sulla costa e un'altra dedicata al sud ovest. Ma veniamo a noi...

Dopo una sveglia alla quattro di mattina di venerdì e una puntuale partenza da Orio al Serio con la buona e vecchia Ryanair, alle otto siamo sopra il cielo di Londra. Il capitano dell’aereo ci informa che non ci autorizzano ad atterrare a causa dei fortissimi venti che soffiano a velocità di novanta miglia ed è quindi molto probabile che ci dirotteranno su Birmingham. Ci guardiamo sgomenti, avevamo pianificato un pomeriggio a spasso per Londra, con rapido giro ed incursione da Harrods. Atterrare a Birmingham vorrebbe dire bruciarsi l’intera giornata, senza contare che Dario ci aspetta in quel di Epsom per mezzogiorno. Passano i minuti e finalmente arriva il tanto atteso ok all’atterraggio a Stansted e tiriamo un respiro di sollievo. Sbrigate le brevi formalità doganali e recuperato il bagaglio, ci dirigiamo al desk della Hertz per ritirare le chiavi della macchina noleggiata, un vero affare: 92 euro per quattro giorni. E sorpresa delle sorprese ci danno, causa mancanza utilitaria con cambio manuale, una bellissima Alfa Romeo GT 1900 JTD nera!

Sbarchiamo a Waterloo Station dopo aver attraversato la periferia meridionale di Londra. Camminiamo lungo il Tamigi e ammiriamo la ruota panoramica London Eye e il Parlamento britannico dominato dal Big Ben, giriamo intorno a Westminster soffermandoci davanti Westminster Abbey e poi su verso White Hall, sede del potere politico britannico e di diversi ministeri, dando un fugace sguardo alla residenza del Primo Ministro, Downing Street. Da White Hall attraversiamo i casermaggi delle Guardie a cavallo e ci inoltriamo nel Saint James's Park, degno di un documentario ornitologico per via delle centinaia di volatili che lo popolano. Arriviamo fino a Buckingham Palace per poi tornate sui nostri passi per il Mall e risalire Regent Street fino a Piccadilly Circus. Alle cinque di pomeriggio il sole è ormai tramontato ed è buio come se fosse notte inoltrata. Visto che Harrods è aperto fino alle otto di sera ne approfittiamo.

Bighelloniamo nelle famose Food Halls del grande magazzino, qui si possono trovare leccornie e specialità gastronomiche di quasi ogni angolo del mondo, ci sono diversi ristoranti, bar, caffè e punti di ristoro, tutti rigorosamente a tema. All'ultimo piano, ci concediamo anche un dolcetto con cappuccino, giusto per rilassarci per qualche minuto, per la modica cifra di diciotto sterline. Stanchissimi torniamo a Epsom e dopo un leggera cenetta, facciamo un salto nel ristorante dove lavora Dario come manager, si tratta del Ponte che, of course, propone cucina italianissima. Quasi tutto il personale è italiano, ragazze e ragazzi giovani e molto simpatici, sono davvero un bel gruppo. Dopo un ottimo espresso e un amaro torniamo all'appartamento di Dario per il meritato riposo, e dopo qualche problemino con il portoncino d'entrata, cadiamo distrutti tra le braccia di Morfeo.


Sabato partiamo in direzione del sito di Stonehenge, il tempo non promette nulla di buono, nuvoloni grigi coprono il cielo a perdita d'occhio e inizia a tirare un forte vento. Arriviamo con la macchina nei pressi del sito megalitico e la vista si rivela davvero spettacolare grazie al contrasto tra i prati verdissimi, il cielo grigio-bluastro e i giganteschi dolmen grigio scuro. Le condizioni meteo nel frattempo sono peggiorate, il vento sferza la piana di Stonehnege, praticamente piove orizzontalmente, fa freddo e in un attimo ci ritroviamo bagnati fradici. Ma tutto questo non ci ferma, tra l'altro a causa del tempo il luogo guadagna in fascino e soprattutto è praticamente deserto. Ci siamo solo noi e un paio di guardiani intirizziti.

Ci riscaldiamo e ci asciughiamo alla meglio in auto e puntiamo su Salisbury, l'antica Sarum sacra ai druidi. Ora però piove molto forte, tanto che una volta arrivati nella cittadina del Wiltshire, non riusciamo a scendere dalla macchina per visitare il sito di Old Sarum, l'acqua arriva praticamente a secchiate. A Salisbury non ci perdiamo la cattedrale, capolavoro del gotico, dove è conservata una delle quattro copie ancora esistenti della Magna Carta. E' ora di pranzo e una calda zuppa aiuta a riscaldare i nostri animi infreddoliti e umidicci...


Tappa successiva è la medievale Winchester nella contea dell'Hampshire, antica capitale del regno inglese e prima ancora di quello del Wessex. La cittada è molto carina ed è conosciuta per la sua maestosa cattedrale, dotata di una delle navate più lunghe in Europa e di un chiostro. Altra testimonianza storica della città è la Great Hall, ciò che rimane del castello di Winchester. All'interno di questa sala è conservata la famosa Tavola Rotonda, utilizzata da Re Artù e dai suoi cavalieri. Ovviamente si tratta di un falso storico e fu fatta dipingere da Enrico VIII. Siamo riusciti a vedere la Tavola Rotonda in maniera fortunosa... infatti, dato l'orario abbiamo trovato la Great Hall ormai chiusa, ma grazie alla caparbietà di un professore e di un gruppo di studenti americani, rimasti scornati insieme a noi dal trovare il massiccio portone chiuso, siamo riusciti a strappare al custode un'apertura after hour di ben cinque minuti! Meglio che niente. In serata rientriamo a Epsom e ceniamo al Ponte.

Domenica ci svegliamo con comodo e dopo avere fatto un’abbondante colazione da Caffè Nero, sfrecciamo in direzione Londra per andare a visitare il palazzo di Hampton Court, reggia di Enrico VIII, e poi di nuovo sulla City, per visitare la National Gallery, Trafalgar Square, China Town, Covent Garden e Soho.

Lunedì è l'ultimo giorno e decidiamo di passarlo sulla costa, nella località balneare di Brighton. La città sulla Manica ci accoglie con un tiepido sole, il lungomare è molto bello, costeggiato da splendide case vittoriane e rotto dalla presenza del rumoroso e colorato Brighton Pier, un lungo e largo molo sede di ristoranti, bar, pub e di un luna-park. Il Pier è un susseguirsi di chioschi dove degustare le peggio porcherie inglesi: fish and chips, donuts, hot dogs. Curioso è anche il Royal Pavillion, un palazzo costruito secondo uno stile architettonico che ricorda le reggie dei principi e dei rajas indiani.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso est seguendo la costa. Villagi e cittadine di mare si susseguono in bilico sulle altissime e candide scogliere che arrivano fino a Dover. Passiamo Eastbourne e raggiungiamo Hastings dove vorremmo visitare il campo della famosa battaglia, avvenuta nel 1066 tra Normanni e Sassoni, e l’omonima abbazia, ma siamo in ritardo e arrivando appena dopo le quattro, canonico orario di chiusura invernale, è tutto chiuso. Martedì sveglia all’alba… anzi no, è ancora buio pesto, l’alba non è ancora arrivata e forse, proprio complice il buio, facciamo un incontro che resterà per sempre nei nostri ricordi: due volpi, mamma e cucciolo, ci guardano dal limitare del bosco lungo la strada che porta alla M25.

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