Dopo una sveglia alla quattro di mattina di venerdì e una puntuale partenza da Orio al Serio con la buona e vecchia Ryanair, alle otto siamo sopra il cielo di Londra. Il capitano dell’aereo ci informa che non ci autorizzano ad atterrare a causa dei fortissimi venti che soffiano a velocità di novanta miglia ed è quindi molto probabile che ci dirotteranno su Birmingham. Ci guardiamo sgomenti, avevamo pianificato un pomeriggio a spasso per Londra, con rapido giro ed incursione da Harrods. Atterrare a Birmingham vorrebbe dire bruciarsi l’intera giornata, senza contare che Dario ci aspetta in quel di Epsom per mezzogiorno. Passano i minuti e finalmente arriva il tanto atteso ok all’atterraggio a Stansted e tiriamo un respiro di sollievo. Sbrigate le brevi formalità doganali e recuperato il bagaglio, ci dirigiamo al desk della Hertz per ritirare le chiavi della macchina noleggiata, un vero affare: 92 euro per quattro giorni. E sorpresa delle sorprese ci danno, causa mancanza utilitaria con cambio manuale, una bellissima Alfa Romeo GT 1900 JTD nera!
Sbarchiamo a Waterloo Station dopo aver attraversato la periferia meridionale di Londra. Camminiamo lungo il Tamigi e ammiriamo la ruota panoramica London Eye e il Parlamento britannico dominato dal Big Ben, giriamo intorno a Westminster soffermandoci davanti Westminster Abbey e poi su verso White Hall, sede del potere politico britannico e di diversi ministeri, dando un fugace sguardo alla residenza del Primo Ministro, Downing Street. Da White Hall attraversiamo i casermaggi delle Guardie a cavallo e ci inoltriamo nel Saint James's Park, degno di un documentario ornitologico per via delle centinaia di volatili che lo popolano. Arriviamo fino a Buckingham Palace per poi tornate sui nostri passi per il Mall e risalire Regent Street fino a Piccadilly Circus. Alle cinque di pomeriggio il sole è ormai tramontato ed è buio come se fosse notte inoltrata. Visto che Harrods è aperto fino alle otto di sera ne approfittiamo.
Bighelloniamo nelle famose Food Halls del grande magazzino, qui si possono trovare leccornie e specialità gastronomiche di quasi ogni angolo del mondo, ci sono diversi ristoranti, bar, caffè e punti di ristoro, tutti rigorosamente a tema. All'ultimo piano, ci concediamo anche un dolcetto con cappuccino, giusto per rilassarci per qualche minuto, per la modica cifra di diciotto sterline. Stanchissimi torniamo a Epsom e dopo un leggera cenetta, facciamo un salto nel ristorante dove lavora Dario come manager, si tratta del Ponte che, of course, propone cucina italianissima. Quasi tutto il personale è italiano, ragazze e ragazzi giovani e molto simpatici, sono davvero un bel gruppo. Dopo un ottimo espresso e un amaro torniamo all'appartamento di Dario per il meritato riposo, e dopo qualche problemino con il portoncino d'entrata, cadiamo distrutti tra le braccia di Morfeo.
Ci riscaldiamo e ci asciughiamo alla meglio in auto e puntiamo su Salisbury, l'antica Sarum sacra ai druidi. Ora però piove molto forte, tanto che una volta arrivati nella cittadina del Wiltshire, non riusciamo a scendere dalla macchina per visitare il sito di Old Sarum, l'acqua arriva praticamente a secchiate. A Salisbury non ci perdiamo la cattedrale, capolavoro del gotico, dove è conservata una delle quattro copie ancora esistenti della Magna Carta. E' ora di pranzo e una calda zuppa aiuta a riscaldare i nostri animi infreddoliti e umidicci...
Tappa successiva è la medievale Winchester nella contea dell'Hampshire, antica capitale del regno inglese e prima ancora di quello del Wessex. La cittada è molto carina ed è conosciuta per la sua maestosa cattedrale, dotata di una delle navate più lunghe in Europa e di un chiostro. Altra testimonianza storica della città è la Great Hall, ciò che rimane del castello di Winchester. All'interno di questa sala è conservata la famosa Tavola Rotonda, utilizzata da Re Artù e dai suoi cavalieri. Ovviamente si tratta di un falso storico e fu fatta dipingere da Enrico VIII. Siamo riusciti a vedere la Tavola Rotonda in maniera fortunosa... infatti, dato l'orario abbiamo trovato la Great Hall ormai chiusa, ma grazie alla caparbietà di un professore e di un gruppo di studenti americani, rimasti scornati insieme a noi dal trovare il massiccio portone chiuso, siamo riusciti a strappare al custode un'apertura after hour di ben cinque minuti! Meglio che niente. In serata rientriamo a Epsom e ceniamo al Ponte.
Lunedì è l'ultimo giorno e decidiamo di passarlo sulla costa, nella località balneare di Brighton. La città sulla Manica ci accoglie con un tiepido sole, il lungomare è molto bello, costeggiato da splendide case vittoriane e rotto dalla presenza del rumoroso e colorato Brighton Pier, un lungo e largo molo sede di ristoranti, bar, pub e di un luna-park. Il Pier è un susseguirsi di chioschi dove degustare le peggio porcherie inglesi: fish and chips, donuts, hot dogs. Curioso è anche il Royal Pavillion, un palazzo costruito secondo uno stile architettonico che ricorda le reggie dei principi e dei rajas indiani.


