mercoledì 7 maggio 2008
Alba, la capitale delle Langhe
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martedì 6 maggio 2008
Il lago di Como e i suoi scorci
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lunedì 28 aprile 2008
Monza, la città di Teodolinda
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domenica 27 aprile 2008
Brevettati!
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lunedì 14 aprile 2008
A spasso per il Parco di Monza
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venerdì 7 marzo 2008
La Spina Verde
Al confine tra Italia e Svizzera, a ovest della città di Como, s’incunea un bellissimo parco regionale: la Spina Verde. Io e Mario ci abbiamo fatto un sacco di passeggiate, da soli e con i cani, in estate, primavera e autunno. Il parco è una dorsale collinosa ricoperta da un esteso bosco che costituisce un vero e proprio polmone verde. Nel parco ci sono innumerevoli percorsi che conducono da un paese all’altro di questo angolo di provincia comasca: si può tranquillamente sconfinare dall’Italia alla Confederazione Elvetica addentrandosi per i vecchi sentieri dei contrabbandieri, attivi decenni fa in questa zona, i cosidetti “spalloni”. Ormai la frontiera è semplicemente segnalata dalle indicazioni dei sentieri confinali dipinte sulle rocce e sulle cortecce degli alberi. Oppure si possono visitare le sorgenti del fiume Seveso.
Ci sono poi itinerari didattici ed escursionistici ben segnalati di tipo naturalistico, per la raccolta di funghi e castagne, oppure di tipo storico, attraverso i camminamenti militari, le trincee e le casematte della Linea Cadorna, risalenti alla Prima Guerra Mondiale, costruiti a ridosso del confine italo-svizzero per prevenire un improbabile attacco da parte degli austro-ungarici. Ci sono altre aree di notevole interesse storico e archeologico all’interno del parco, tra cui il castello Baradello, fortezza utilizzate durante le guerre comunali tra Como e Milano del XII secolo ma risalente probabilmente alla fondazione romana della città lariana. Non dimentichiamoci inoltre la chiesetta di San Rocco detta anche dei "Pittori", sopra Cavallasca, circondata da antiche residenze nobiliari ai limiti della foresta. La zona del parco che si estende verso Como è piena di testimonianze archeologiche delle antiche civiltà celtiche e di Golasecca. Esistono diverse aree picnic, attrezzate per chiunque volesse trascorrere una giornata piacevole ammirando il lago dall’alto e respirando aria pulita.Notevoli i punti panoramici, come quello del “Pin Umbrela”, che spazia da un lato su tutto il primo bacino del Lario e delle Prealpi e dell’altro, nelle giornate limpide fino alla città di Milano. Passeggiare per questi poi ha per noi un significato particolare, qui abbiamo sepolto anche le nostre bestiole che nell’arco degli anni sono venute a mancare: Tatagatta, Bossolo e Rocky. Se avete voglia di sgranchirvi le gambe o solo di ammirare i colori della natura che cambiano in base alla stagione, oltre che fare una bella e salubre passeggiata, prendete quindi in considerazione l’idea di passarci una bella giornata, fronte lago, con relativo cestino da picnic.
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mercoledì 27 febbraio 2008
Il lago Maggiore
Prendendo un traghetto poi è possibile visitare il piccolo arcipelago borromeo: l’isola Bella, l’isola dei Pescatori e l’isola Madre. L’isola Bella è occupata dall’elegante e bellissimo giardino all’italiana e dal maestoso Palazzo Borromeo che occupa la costa nord-occidentale dell’isola. L’isola Madre è la più grande delle isole dell’arcipelago, si accede tramite scaletta; anche qui sorge un maestoso palazzo ma quello che colpisce è soprattutto il grande e scenografico giardino all’inglese popolato da pavoni e altre specie di uccelli. L’isola dei Pescatori invece è l’unica isola dell’arcipelago a essere abitata, ci sono un bellissimo borgo e diverse attività commerciali: ristoranti, bar e negozi di artigianato. Sul versante svizzero consigliamo un giro a Locarno, dove si svolge il rinomato festival del cinema e ad Ascona, elegante cittadina dove è possibile, oltre che passeggiare in riva al lago, gironzolare tra gli innumerevoli vicoli dove si aprono negozietti e caffè.
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venerdì 22 febbraio 2008
Il Vittoriale
Gabriele D’Annunzio si studia in modo superficiale a scuola e questo probabilmente non contribuisce all'approfondimento degli aspetti della vita e della letteratura di questo personaggio. Visitando invece il Vittoriale ci si rende conto invece di che persona brillante, egocentrica, fuori dall’ordinario e colta doveva essere. Diciamo che proprio grazie a questa visita ho potuto cambiare opinione su uno dei più grandi personaggi italiani del ‘900. Dopo la visita al Vittoriale ci siamo fermati a pranzare nella cittadina di Salò, effimera capitale di quella che fu la Repubblica Sociale Italiana.
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mercoledì 20 febbraio 2008
L'abbazia di Piona
Posso dire di conoscere il lago di Como molto bene, ormai lo abbiamo girato tutto in lungo e in largo, sia in moto che in macchina, entroterra e non , borghi e paesini. Chissà... forse un giorno farò un post sugli scorci, sui borghi, sulla città di Como e sulle montagne che è possibile visitare nell’intorno del Lario. Strano a dirsi però, non siamo mai stati sulle sue sponde per una giornata di bagni e sole. Un luogo incantato e mistico che è possibile visitare è l’abbazia cistercense di Piona, gioiello del romanico lombardo. Il complesso architettonico religioso che costituisce il Priorato di Piona si trova sulla sponda lecchese del lago di Como, nell'area adiacente il Pian di Spagna, vicino al paese di Colico. L’abbazia è stata costruita sulla punta di una piccola penisola, l’Olgiasca, che insieme al promontorio di fronte crea una baia tranquilla e riparata.Il sito monastico è composto da una piccola chiesetta, da un bellissimo chiostro e dal monastero dove abitano i monaci. Anche a Piona, come in altri siti monastici, è possibile acquistare i prodotti fatti direttamente dai monaci: ricordiamo sicuramente i pregiati liquori, ricavati da erbe aromatiche, il miele e alcune tisane. Quando il tempo lo permette è possibile ammirare le vele dei windsurfer e dei kite che solcano le verdi acque della lago dove soffiano la breva e il tivano, i tipici venti di questa zona che con le loro correnti permettono questi bellissimi sport.
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giovedì 14 febbraio 2008
L'Orrido di Bellano
Avete mai letto i libri di Andrea Vitali? Si tratta di uno scrittore che vive sul lago di Como a Bellano e qui ambiente tutti i suoi romanzi. Io ne ho letto uno dal titolo “Olive comprese”. Molto carino, anche se non è propriamente il mio genere. Tuttavia mi è servito a scoprire che sul lago di Como, proprio nel paese di Bellano esiste ed è visitabile l’Orrido. Quindi dopo avere insultato simpaticamente Mario, che è comasco e non mi ha mai portato a visitarlo, mi sono armata di tutto punto e ho organizzato una gita. Inforcato una domenica mattina il Barone Rosso ci siamo diretti in direzione nord, passando da Lecco... si, perchè l’Orrido è sul ramo di Lecco del Lario. Dopo una breve sosta a Varenna per pranzare abbiamo raggiunto Bellano. La visita all’Orrido si è rivelata molto affascinante.Ma cos'è questo Orrido vi chiederete voi? Un mostro, una creatura cugina della più famosa Nessie del Loch Ness? Niente di tutto questo. L’Orrido è una gola rocciosa scavata da un fiume o da un torrente, le cui acque cristalline precipitando da forti dislivelli e formando cascate spettacolari modellano angusti anfratti e profonde grotte . Dopo Bellano siamo tornati a Varenna e preso il traghetto siamo andati a farci un bel gelato a Bellagio, bellissima località turistica sulla punta del Lago di Como. Se volete fare una gita in giornata questo è uno dei tanti itinerari ideali. Buona escursione.
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mercoledì 13 febbraio 2008
L'abbazia di Chiaravalle
L'entrata del complesso avviene attraverso una massiccia torre, detta Ciribiciaccola, realizzata nel Cinquecento, vicino alla quale si trova il quattrocentesco oratorio di San Bernardo. Un portale risalente al Duecento permette l'ingresso alla chiesa. L'interno è composto da tre navate voltate a crociera e divise da pilastri circolari. Il chiostro è visibile solo parzialmente, in quanto andato distrutto in parte nell'Ottocento. Se ci andate d’inverno con il freddo e la nebbiolina tipica della pianura padana, il luogo assume un fascino mistico, fuori dal tempo... consigliamo la visita!
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giovedì 7 febbraio 2008
Il vino del santo irlandese
Ci sono due cantine da visitare, arriviamo nella prima cantina dove è già in corso la degustazione, ci armiamo di calici e ci dirigiamo, dopo aver ammirato il panorama sulle viti nella valle sottostante, a degustare i vini lombardi. Rosso, bianco e rosato; non ci facciamo sfuggire nulla. Alle 13.00 ci spostiamo nella seconda cantina, più piccola e a conduzione famigliare. La degustazione inizia solo alle 14.30, noi però non ci perdiamo d’animo e intratteniamo una piacevole conversazione con il proprietario, il quale ci fa degustare i vini di loro produzione, ormai siamo amiconi…e anche un po’ ubriachi. Scopriamo che curiosamente la cantina esporta quasi tutta la sua produzione verso l’Irlanda.
Nel pomeriggio, dopo pranzo, ritorniamo nella prima cantina per effettuare un piccolo tour e dello shopping. Iniziamo e abbandoniamo subito il tour, torniamo a degustare qualche vino, sbocconcellando del pane, e poi via ad acquistare degli ottimi rossi. Una bella domenica a spasso per la “bassa”, clima in tema con l’autunno in arrivo, una bella mangiata in agriturismo e dell’ottimo vino degustato e comprato. Fossero tutte così le domeniche!
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mercoledì 6 febbraio 2008
Capodanno a Venezia
Arriviamo a mezzogiorno alla stazione di Venezia, uscendo ci accoglie un sole e un cielo azzurro, giorni prima aveva piovuto e c’era stata l’acqua alta, ma ora è rientrato tutto nella norma, anche se le passerelle sono ancora visibili. La stazione è in centro città e da direttamente sul Canal Grande, il Canalasso per i veneziani. Ci dirigiamo a piedi verso il nostro albergo percorrendo le calli e i canali di questo incantevole luogo. Dopo esserci sistemati in albergo ci dirigiamo verso Piazza San Marco. Visitiamo la Basilica di San Marco, Palazzo Ducale con il Ponte dei Sospiri e i Piombi, ammiriamo il Campanile di San Marco e poi ci concediamo un ottimo caffè al Florian, storico caffè di Venezia, con arredi in stile XVIII secolo. Il conto è salato ma del resto siamo in Piazza San Marco a Venezia, in uno dei più antichi e rinomati caffè della città. Alla sera ci concediamo una breve sosta all’Harry’s Bar, altro luogo noto di Venezia, dove è stato inventato il Bellini, ma il locale è pieno zeppo di turisti americani, è molto piccolo e non riusciamo a trovare un posticino, quindi decidiamo di uscire.
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venerdì 25 gennaio 2008
Tra lago e montagne
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mercoledì 23 gennaio 2008
Portovenere
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mercoledì 5 dicembre 2007
Pizzoccheri on the wheels

Si parte da Monza e arriviamo a Lecco percorrendo le provinciali. Ripartiamo puntando a nord e decidiamo di optare per la strada panoramica che costeggia il lago di Como, piuttosto che la veloce superstrada, molto trafficata e praticamente quasi tutta in galleria. Dopo aver fatto una breve tappa a Mandello del Lario per porgere omaggio alla gloriosa Moto Guzzi, puntiamo su Colico.
La giornata è limpida e l’aria frizzante, i paesini del lago si susseguono sonnacchiosi fino ad arrivare al Trivio Fuentes, dove iniziano Valtellina e Valchiavenna. Facciamo una tirata fino a Tirano per un caffè e per sgranchirci le zampe. Per mezzogiorno arriviamo finalmente al nostro agriturismo, il Gufo, e subito ci accomodiamo nell’ampia sala, sedendoci vicino al camino. Il posto è carino, molto genuino, la vista sulla valle è splendida, il cibo… come dire… è sublime. E’ possibile mangiare anche all’aperto, ma noi abbiamo sempre mangiato dentro… io sono un po’ freddolosa. Al piano superiore ci sono anche un paio camere che bisogna prenotare con largo anticipo, infatti non troviamo posto e quindi decidiamo di dormire in un Bed & Breakfast a Bienno in Valcamonica.
Il menù tipicamente valtellinese è composto da:
Tagliere di salumi e sottaceti
Sciat su letto di lattughino e sottaceti,
Pizzocheri
Carni varie alla griglia
Tagliere di formaggi di produzione dell’agriturismo
Torta della casa
Caffè e ammazzacaffè
Vino rosso della casa a volontà!
Il tutto per la modica cifra di 20 euro a persona. Scontato ma doveroso dirlo, è tutto buonissimo.
Dopo un pranzo pantagruelico, ci alziamo verso le quattro del pomeriggio circa, inforchiamo Il Barone Rosso e dopo aver valicato il Mortirolo, scendiamo dalla parte camuna della montagna e diamo gas al nostro potente bicilindrico di Milwaukee in direzione lago d’Iseo. Ci fermiamo a visitare il Parco delle Pitture Rupestri, molto interessante, peccato che Mario si trascini per i massi, il coma alimentare è alle porte.
Arriviamo a Bienno nel tardo pomeriggio e con nostra grande sorpresa, scopriamo che si tratta di un bellissimo borgo medioevale. Il Bed & Breakfast si trova esattamente all’interno di una corte nel centro del borgo. Parcheggiamo la moto e andiamo a fare un piccolo giro di ricognizione. Il borgo è incantevole, tutto vicoli e piazzette, pieno di cortili e corti, spesso si incontrano vecchie fontane a cui è possibile abbeverarsi. Troviamo anche un mulino ad acqua molto pittoresco. Nei secoli passati era conosciuto per l’arte della metallurgia e la produzione di utensili e di armi. In serata decidiamo di non cenare, il pranzo è ancora in fase digestiva), facciamo quindi due passi con gelato e caffè. Il giorno dopo ripartiamo in direzione casa, fermandoci per una breve sosta a Lovere.
Lovere è il classico paesino di lago, piccolo e colorato. Dopo aver fatto uno spuntino scegliamo di percorrere la vecchia strada della sponda bergamasca. Questa sponda del lago d’Iseo è a tratti selvaggia e la strada che l’ attraversa è stretta, tortuosa e a strapiombo sul lago, ma il traffico è praticamente inesistente. La manetta del gas è appena aperta, i giri del motore sono al minimo, la nostra Harley borbotta sommessamente e noi ci godiamo il panorama lacustre con il cucuzzolo del Monteisola che svetta alla nostra sinistra. Il tempo sta cambiando e non promette niente di buono, decidamo allora di rimetterci in strada per il ritorno e riusciamo ad arrivare a casa appena in tempo per scampare il temporale.
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