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mercoledì 7 maggio 2008

Alba, la capitale delle Langhe

Il week-end degli esami per il brevetto, andando a Noli ci siamo detti: perché non fermarsi strada facendo da qualche parte, lungo il tragitto, per fare una sosta con relativo pranzetto? Le località prescelte erano due: Alba e Acqui Terme. Alla fine abbiamo scelto Alba, Acqui Terme la visiteremo la prossima volta che andremo in Liguria per gli esami Advanced. Siamo arrivati ad Alba giusto per l’ora di pranzo, abbiamo parcheggiato ai piedi del centro storico, che purtroppo abbiamo scoperto essere accessibile alle auto e utilizzato ampiamente come parcheggio. Alba, nel cuore delle Langhe Piemontesi, ci è subito sembrata una bella cittadina, pulita e ordinata, con un bel centro storico, fatto di viuzze lastricate di porfido, chiese, piazzette e palazzine ben restaurate.

La città è circondata da verdi colline e dai vigneti, non per niente le Langhe sono una regione nota per i vini pregiati: Barolo, Dolcetto, Nebbiolo e Barbera. Vicino ad Alba poi si svolge ogni anno l’asta mondiale del tartufo nel castello di Grinzane. Purtroppo la cattedrale non era visitabile in quanto in ristrutturazione.Abbiamo allora deciso di passeggiare per le vie del centro, dove si aprono piazzette con caffè e tavolini all’aperto. Abbiamo poi pranzato in una bella osteria: penne ai formaggi e un bounet, un tipico budino piemontese al cioccolato, per Mario.

Dopo pranzo abbiamo passeggiato nella centrale Vittorio Emanuele, ricca di negozi e locali, che arriva fino ad una grande piazza, chiusa però a causa dei lavori in corso per il rifacimento della pavimentazione. Un paio d’ore sono più che sufficienti per visitare Alba, l’ideale sarebbe fare un bel week-end in moto e girare tutti i paesi nei dintorni di Alba che fanno parte delle Langhe. A la prochaine!

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martedì 6 maggio 2008

Il lago di Como e i suoi scorci

Sabato scorso siamo stati a Como per vedere la mostra di pittura “L’abbraccio di Vienna” in svolgimento a Villa Olmo, approfittando poi della bella giornata abbiamo deciso di inforcare il Barone Rosso e di andare anche a Bellagio a fare un salutino a Dario. Con questo ennesimo giro sul Lario in moto posso dire che il Lago di Como è stato esplorato in tutti i suoi angoli, scorci e valli. Siamo partiti da Monza con calma, per l’ora di pranzo. Prima tappa la mostra. Per fortunata non abbiamo trovato troppa confusione e nessuna fila da fare alle casse. La mostra espone opere di diversi periodi dell’arte mitteleuropea: Barocco, Biedermaier, Belle Epoque, Secessionismo, Espressionismo viennese. I massimi esponenti della mostra sono Klimt e Schiele; tuttavia sono presenti pochissimi loro quadri, la mostra è dedicata ad artisti minori o comunque sconosciuti al grande pubblico.

Dopo la mostra, interessante tutto sommato, ci siamo premiati con una bella pizza sulla passeggiata di Villa Geno, direttamente vista lago. Verso le tre di pomeriggio ci siamo diretti a Bellagio, risalendo la bella strada del lago che da Como porta alla rinomata località turistica. L’appuntamento con Dario è per le quattro e puntuali abbiamo parcheggiato il Barone direttamente nella bella piazza del paese.Lo scopo della visita è quello di poter visitare il Grand Hotel Villa Serbelloni, dove Dario lavora come maître al ristorante dell’albergo: il Mistral. Ovviamente siamo rimasti estasiati dal luogo: il lusso vero e proprio. Al ritorno abbiamo deciso di fare una strada diversa e ci siamo inoltrati nel cosiddetto triangolo lariano.

Si può idealmente scomporre il bacino del lago di Como in tre zone: il ricco e florido ramo di Como, il brullo e selvaggio ramo di Lecco e il triangolo lariano. In moto lo abbiamo praticamente girato tutto negli anni passati, quasi sempre con la moto, scoprendo borghi che si affacciano sul lago e valli che si aprono tra le sue montagne. Sul ramo di Como, oltre alla splendida e omonima città, è doveroso ricordare località incantevoli come Cernobbio, Laglio, Argegno, Lenno e la tremezzina, Menaggio, Domaso e Dongo. Si tratta di bellissimi borghi ed eleganti paesini che si affacciano sul lago, circondati da suntuose ville e imbarcaderi, dove si può passeggiare tra le viuzze acciottolate e le splendide piazzette e degustare la cucina del luogo in trattorie e ristoranti. Come dimenticare poi la misteriosa isola Comacina, che però non abbiamo ancora visitato!

Sul ramo di Lecco, oltre all’operosa e sobria elegante cittadina con il suo bellissimo lungo lago, bisogna sicuramente ricordare Varenna, Bellano con l’Orrido e Colico. Il triangolo lariano è ricco di luoghi particolari, soprattutto quelli che si affacciano sul ramo di Como. Tra questi si annoverano Torno, Blevio, Lezzeno, la montana Civenna, ma soprattutto la famosa e internazionale Bellagio con il borgo di San Giovanni. Bisogna poi ricordare le valli del Lario: la Valsassina, la Val d’Intelvi che si collega con il lago di Lugano, il Pian del Tivano e la Vallassina, famosa per la salita del Ghisallo e il suo santuario dedicato alla Madonna dei ciclisti, ma anche per le sorgenti del fiume Lambro. Chiuderei ricordando la sagra dei Crotti a Stazzona, che si svolge ogni anno nel mese di Agosto.

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lunedì 28 aprile 2008

Monza, la città di Teodolinda

Monza è la terza città della Lombardia, dopo Milano e Brescia. Non è ancora diventata capoluogo di provincia, lo diventerà solo l'anno prossimo, anche se le macchine targate con la sigla “MB” ormai sono in circolazione da diversi mesi. Monza è una città a misura d'uomo, molto bella ed elegante. Pochi la conoscono, anche se da diverso tempo il sabato mattina si vedono gruppi di turisti che visitano il nostro centro storico e la nostra cittadina. In genere si preferisce visitare le più note Como e Bergamo. Il centro storico è intersecato dalle tre vie pedonali: via Italia, via Carlo Alberto e via Vittorio Emanuele, le quali s'incontrano in piazza Roma.

Questa piazza è il fulcro centrale del centro storico, qui c'è l'Arengario, l'antico palazzo comunale. Altre caratteristiche architettoniche del centro sono: la piazza del Duomo, la piazza Carrobiolo, il ponte dei Leoni, sul fiume Lambro, che unisce il centro con il vecchio quartiere di San Gerardino, l'antico Mulino Colombo e la Torre Teodolinda. Dietro il grande magazzino La Rinascente, situato in un antico palazzo di casa Frette, proprio all'inizio di Via Italia, sorge la Torre Viscontea, ultima testimonianza delle mura che cingevano Monza nel Medioevo. Qui vicino c'è anche il convento che ne “I Promessi Sposi” avrebbe ospitato l'arcinota Monaca di Monza. Le vie del centro sono un paradiso per lo shopping e per il passeggio, ci sono molti negozi, diverse boutique, una libreria fornitissima, gelaterie, bar e caffè.

Direttamente da via Italia è possibile raggiungere il Duomo di Monza che sorge sull'omonima Piazza. La Basilica è in stile romanico, dedicato a San Giovanni, patrono della città insieme a San Gerardo. Al suo interno è possibile ammirare la Corona Ferrea, che la leggenda vuole essere stata fatta forgiare da Teodolinda, regina dei Longobardi, e al suo interno ha un chiodo della croce di Cristo, ribattuto in forma di lamina circolare. Teodolinda stessa è tumulata in una cappella all'interno del Duomo, che nel suo museo conserva preziosi manufatti facenti parte del tesoro della regina, come la Chioccia con i pulcini in oro e la croce di Agilulfo. Se si prosegue per via Carlo Alberto, diventata con il tempo la mia zona preferita di Monza dove passeggiare in tutta tranquillità, si arriva ai Giardini della Villa Reale, ma prima, sulla sua destra si apre piazza Carrobiolo con il piccolo teatro Villoresi.

Passando da dietro la piazza è possibile raggiungere via Vittorio Emanuele, seguendo il perimetro del tribunale. Questa via collega piazza Roma al ponte dei Leoni, dove partono alcuni percorsi che costeggiano il Lambro, come via Gerardo dei Tintori, da cui è visibile il vecchio Mulino sul fiume, e la passeggiata dei Mercati che porta nella nuova Area Cambiaghi, sede del mercato comunale che si svolge due volte la settimana, il giovedì e il sabato mattina. Un'altra zona molto bella di Monza, vicino al parco, è quella della chiesa di Santa Maria delle Grazie e il suo convento. Questa zone è detta per questo motivo delle “Grazie Vecchie”. Cosa aspettate quindi? Venite a fare una passeggiata nella nostra città!

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domenica 27 aprile 2008

Brevettati!

Eccoci finalmente qui, freschi freschi di brevetto! Dopo mesi di studio e dura pratica, ci siamo guadagnati il nostro brevetto Open Water Diver! Volete sapere come è andata? Partiamo giovedì mattina, con estrema calma, e abbiamo allungato la strada alla volta di Noli, facendo una tappa ad Alba, nelle Langhe piemontesi. Arriviamo a Noli verso le cinque di pomeriggio e prendiamo possesso della nostra camera in albergo. Sembra che siamo i primi, ma appena mettiamo piede in spiaggi mi sento chiamare da Peppino, già arrivato nel primo pomeriggio. Dopo qualche minuto arriva anche Roberto e gli altri soci dell'Idra Diving Club. Ne approfittiamo per fare due passi in paese.

Scopriamo che Noli ci riserva un passato ricco di storia, si fregiava infatti del titolo di Repubblica marinara. Il caratteristico centro storico vanta ben due cattedrali, un palazzo vescovile, diverse chiese, archi, torri e mura medievali. Il lungomare è quello tipico delle località della riviera ligure: gli stabilimenti balneari che si susseguono con le loro file di sdraio e ombrelloni, la passeggiata pulita e ordinata, le palme, i baretti e i chioschi. L'insenatura di Noli è incorniciata tra il Monte Ursino, dominato dal rudere di una possente fortezza, e dal capo Noli. Il nostro albergo è adiacente al capo e dalla nostra camera si ha una vista che spazia dal paese, fino a Spotorno e all'isola di Bergeggi, fino a Savona e oltre. Il tempo è ottimo e la temperatura ci permette di gironzolare in maglietta e infradito. Tra l'altro l'albergo è direttamente sulla spiaggia, dove è presente il diving center locale, al quale si appoggia il nostro club.

La sera ceniamo tutti insieme in albergo, mancano ancora diversi soci, tra cui Marco il nostro istruttore. Venerdì mattina ci svegliamo presto e a colazione incontriamo il resto del gruppo che è arrivato tardissimo la sera prima a causa del traffico vacanziero. Ci siamo! Marco ci spiega come si svolgeranno le immersioni ai fini dell'esame e dopo un primo briefing, procediamo con il montaggio dell'attrezzatura e la vestizione. Entriamo in acqua direttamente dalla spiaggia per la prima immersione. Il nostro gruppo è formato da me, Mara, Peppino, Angelica e Max, oltre che naturalmente Marco, nel ruolo di esaminatore, assistito da Antonio e Michele. L'immersione dura circa trenta minuti, durante i quali svolgiamo parte delle procedure che abbiamo appreso al corso. Facciamo anche un'escursione, raggiungendo la profondità massima di cinque metri, e abbiamo i primi incontri con la vita marina: un grosso polpo, qualche sogliola e alcune stelle marine. La prima uscita è andata bene, sia io che Mara siamo riusciti ha trovare la pesata ideale. Ottimo!

Dopo una sosta di un paio d'ore effettuiamo la seconda immersione, questa volta a dieci metri. Continuiamo a ripetere a turno una diversa serie di procedure, questa volta l'immersione dura di più e dopo quaranta minuti usciamo. Ci rilassiamo per qualche ora e dopo esserci rifocillati con un panino, siamo pronti per la terza e ultima immersione della giornata. Si aggiungono al gruppo Silvio che va a sostituire Antonio come assistente ed Enrico, che prende parte all'esame. Questa volta scendiamo fino a diciassette metri, la visibilità non è ottimale, restiamo sotto per circa trenta minuti e poi usciamo. Marco è contento, siamo andati bene, ma non è ancora finita! In serata svolgiamo il test di teoria, che superiamo tutti brillantemente, con qualche aiutino...

Sabato mattina è il giorno della quarta e ultima immersione, quella dal gommone! Sveglia presto e colazione leggera, alle nove siamo già vestiti e pronti. Svolgiamo due briefing, uno tenuto da Riccardo, il gestore del diving center, che ci spiega le peculiarità della Secca delle Stelle, il fondale prescelto per la nostra ultima prova. La secca assomiglia come forma al copricapo di un doge, passando da una profondità di quattordici fino a ventiquattro metri. Marco ci ricorda come avverrà l'entrata in acqua dal gommone, come saranno composti i gruppi in immersione e soprattutto le modalità e il percorso dell'immersione. Dopo aver rifornito di carburante il gommone a Finale Ligure, in cinque minuti siamo sopra la secca. Ci tuffiamo in acqua e provo a guardare nel blu, il fondo non si vede... iniziamo a calarci ordinatamente lungo una cima, io sono il quarto. Dopo qualche minuto vedo la secca. La visibilità è molto buona. Mi accorgo che siamo circondati da un enorme branco di castagnole, è fantastico!

Arriviamo tutti sul fondo e iniziamo un giro sulla secca, scendendo ulteriormente, il mio computer segna ventitré metri! Vediamo diversi scorfani, una rana pescatrice, Mara riesce a vedere anche un grongo, che si affaccia curioso dalla sua tana. Controllo spesso il manometro per verificare il consumo dell'aria. Il tempo vola, Marco scatta anche alcune foto e a un certo punto ci fa schierare in semicerchio, estrae qualcosa dalla tasca del suo jacket... ma sono i nostri agognati brevetti, che ci vengono consegnati personalmente in immersione! Eccezionale! Iniziamo la risalita, facendo la sosta di sicurezza ai cinque metri, siamo in immersione ormai da quaranta minuti e sono rimasto solo con venti atmosfere. Risaliamo sul gommone e rientriamo al diving.

Il pomeriggio lo dedichiamo al totale relax e facciamo una passeggiata fino al castello, non prima di aver pasteggiamo con dell'ottima focaccia ligure. In serata alcuni temerari provano un'immersione notturna. Oggi, facciamo colazione e dopo aver salutato tutti quanti rientriamo verso casa. L'esperienza è stata decisamente positiva e l'immersione alla secca, la nostra vera prima immersione, non la dimenticheremo mai. Ci ha dato delle sensazioni che è difficile spiegare a parole. Ma abbiamo già delle novità... venerdì prossimo iniziamo un nuovo corso, l'Advanced Oper Water Diver! E non solo... i programmi per l'estate prevedono un soggiorno di un paio di settimane sul Mar Rosso! Basta... mi fermiamoci qui, perché qualcuno ha iniziato a sognare le Maldive!

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lunedì 14 aprile 2008

A spasso per il Parco di Monza

Central Park o Hyde Park? No, Parco di Monza. Si avete capito bene, il Parco di Monza e i giardini della Villa Reale! Se non avete voglia di fare molta strada e siete di Milano e dintorni concedetevi una bella giornata al Parco di Monza, magari con un bel picnic. Il Parco di Monza, insieme ai giardini della Villa Reale formano il parco recintato più grande d'Europa. I giardini della Villa Reale ospitano quella che era una delle regge di campagna di casa Savoia, insieme a un laghetto popolato di pesci, cigni, anatre, tartarughe, germani e un paio di grasse oche. Nel serrone della Villa ogni anno si svolgono diversi mostre, alcune delle quali prestigiose.

La Villa è chiusa al pubblico, purtroppo versa in un discreto degrado, fa male il cuore vederla in questo stato, solo il corpo centrale è stato recuperato, insieme al salone centrale e parte degli appartamenti reali. Il roseto della Villa invece è aperto al pubblico e contiene svariate specie di rose. Sul davanti della Villa troviamo un prato enorme dove d'estate, in occasione della sagra di San Giovanni, il comune di Monza offre un bello spettacolo pirotecnico. Nella Villa in realtà sarebbe vietato qualsiasi tipo di attività: nessun picnic, niente bicicletta, niente gioco del pallone e via dicendo. Tuttavia queste regole non sempre vengono fatte rispettare. La Villa è separata dal Parco da tratti di cancellata, dove si aprono diversi valichi per passare nel più vasto Parco di Monza.

Questo si estende per circa settecento ettari su ben quattro comuni: Monza, Vedano al Lambro, Biassono e Villasanta. Percorrendo i suoi viali e i suoi sentieri si attraversano boschi, brughiere, radure e prati. Il fiume Lambro scorre sinuoso tra vecchie cascine e ville storiche, inserite in un bellissimo ambiente naturale. All'interno del Parco si possono fare innumerevoli attività, infatti è sfruttatissimo dai monzesi e non per svolgere ogni sorta di attività legata al fitness: bicicletta, jogging, rollerblade, skatebord, percorsi vita. Sono poi presenti diverse strutture: la piscina, i maneggi, un noleggio biciclette e tandem, un ottimo ristorante, il "Saint Georges Premier", diversi bar, tra cui il più grande è "La Cascina del Sole", non poteva mancare ovviamente un golf club e il leggendario Autodromo Nazionale di Monza, dove oltre che la Formula 1 con il Gran Premio d'Italia, si svolgono innumerevoli gare e manifestazioni legate ai motori.

Il Parco è popolato di diverse specie selvatiche: lepri, scoiattoli, ricci, faine e forse anche qualche volpe; troverete poi innumerevoli animali domestici a spasso con i loro padroni. Da ricordare la manifestazione dell'ENPA di Monza che si svolge ogni anno a Giugno, Quattro passi a quattro zampe. D'estate i suoi prati si riempiono di persone che cercano di passare una giornata all'aria aperta, respirando aria pulita e prendendo il sole, immancabili i barbecue e i picnic. Se siete appiedati sarà dura scoprire in una volta sola tutto il Parco, ma se possedete una bicicletta vi potrete perdere pedalando tra i suoi innumerevoli sentieri e viali. Dimenticavo... il Parco è chiuso ai mezzi a motore, con l'eccezione del viale Cavriga che collega la porta di Villasanta con la porta di Monza, dove è possibile transitare dal lunedì al venerdì. Essendo poi un parco recintato osserva degli orari, durante l'inverno dalle 07.00 alle 19.00, mentre durante l'estate dalle 07.00 alle 20.30. Buona passeggiata!

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venerdì 7 marzo 2008

La Spina Verde

Al confine tra Italia e Svizzera, a ovest della città di Como, s’incunea un bellissimo parco regionale: la Spina Verde. Io e Mario ci abbiamo fatto un sacco di passeggiate, da soli e con i cani, in estate, primavera e autunno. Il parco è una dorsale collinosa ricoperta da un esteso bosco che costituisce un vero e proprio polmone verde. Nel parco ci sono innumerevoli percorsi che conducono da un paese all’altro di questo angolo di provincia comasca: si può tranquillamente sconfinare dall’Italia alla Confederazione Elvetica addentrandosi per i vecchi sentieri dei contrabbandieri, attivi decenni fa in questa zona, i cosidetti “spalloni”. Ormai la frontiera è semplicemente segnalata dalle indicazioni dei sentieri confinali dipinte sulle rocce e sulle cortecce degli alberi. Oppure si possono visitare le sorgenti del fiume Seveso.

Ci sono poi itinerari didattici ed escursionistici ben segnalati di tipo naturalistico, per la raccolta di funghi e castagne, oppure di tipo storico, attraverso i camminamenti militari, le trincee e le casematte della Linea Cadorna, risalenti alla Prima Guerra Mondiale, costruiti a ridosso del confine italo-svizzero per prevenire un improbabile attacco da parte degli austro-ungarici. Ci sono altre aree di notevole interesse storico e archeologico all’interno del parco, tra cui il castello Baradello, fortezza utilizzate durante le guerre comunali tra Como e Milano del XII secolo ma risalente probabilmente alla fondazione romana della città lariana. Non dimentichiamoci inoltre la chiesetta di San Rocco detta anche dei "Pittori", sopra Cavallasca, circondata da antiche residenze nobiliari ai limiti della foresta. La zona del parco che si estende verso Como è piena di testimonianze archeologiche delle antiche civiltà celtiche e di Golasecca. Esistono diverse aree picnic, attrezzate per chiunque volesse trascorrere una giornata piacevole ammirando il lago dall’alto e respirando aria pulita.

Notevoli i punti panoramici, come quello del “Pin Umbrela”, che spazia da un lato su tutto il primo bacino del Lario e delle Prealpi e dell’altro, nelle giornate limpide fino alla città di Milano. Passeggiare per questi poi ha per noi un significato particolare, qui abbiamo sepolto anche le nostre bestiole che nell’arco degli anni sono venute a mancare: Tatagatta, Bossolo e Rocky. Se avete voglia di sgranchirvi le gambe o solo di ammirare i colori della natura che cambiano in base alla stagione, oltre che fare una bella e salubre passeggiata, prendete quindi in considerazione l’idea di passarci una bella giornata, fronte lago, con relativo cestino da picnic.

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mercoledì 27 febbraio 2008

Il lago Maggiore

Siete mai stati sul Lago Maggiore? Noi abbiamo fatto diversi giri in questi anni, su entrambi i versanti e in entrambe le nazioni bagnate dalle sue acque, ovvero Italia e Svizzera. Infatti il lago Maggiore, così come il lago di Lugano, è un po’ nostro e un po’ svizzero. Il lago Maggiore forse è il lago lombardo che meno mi affascina, tuttavia ha bellissimi scorci, cittadine caratteristiche e luoghi storici di notevole interesse. Sul versante piemontese una gita che consigliamo di fare è sicuramente nella bella Stresa dove è possibile passeggiare sul lungolago ammirando le isole Borromee e i tanti eleganti alberghi che vi si affacciano. Prima di arrivare a Stresa è possibile fermarsi ad ammirare la gigantesca statua di Carlo Borromeo che troneggia in cima su di un collina e domina il lago.

Prendendo un traghetto poi è possibile visitare il piccolo arcipelago borromeo: l’isola Bella, l’isola dei Pescatori e l’isola Madre. L’isola Bella è occupata dall’elegante e bellissimo giardino all’italiana e dal maestoso Palazzo Borromeo che occupa la costa nord-occidentale dell’isola. L’isola Madre è la più grande delle isole dell’arcipelago, si accede tramite scaletta; anche qui sorge un maestoso palazzo ma quello che colpisce è soprattutto il grande e scenografico giardino all’inglese popolato da pavoni e altre specie di uccelli. L’isola dei Pescatori invece è l’unica isola dell’arcipelago a essere abitata, ci sono un bellissimo borgo e diverse attività commerciali: ristoranti, bar e negozi di artigianato. Sul versante svizzero consigliamo un giro a Locarno, dove si svolge il rinomato festival del cinema e ad Ascona, elegante cittadina dove è possibile, oltre che passeggiare in riva al lago, gironzolare tra gli innumerevoli vicoli dove si aprono negozietti e caffè.

Per finire sul versante lombardo abbiamo la rinomata e bella cittadina di Angera, dove è possibile visitare l’omonima Rocca. La Rocca Borromea di Angera è una costruzione fortificata e sorge in quello che era uno dei principali punti strategici del lago Maggiore. La fortezza è conosciuta per la Sala di Giustizia, uno tra i più importanti esempi della pittura italiana del primo trecento, e il Museo della Bambola, unico in Italia e tra i più prestigiosi d’Europa. Le bambole che si possono ammirare sono di porcellana e io sono letteralmente rapita da questo tipo di bambola, le colleziono e ne possiedono ben otto. Lungo il versante lombardo poi si incontra, ed è possibile visitare, il bellissimo Eremo di Santa Caterina del Sasso. Si tratta di un monastero abbarbicato su di un costone roccioso sulla sponda orientale del Lago Maggiore. L’Eremo può essere raggiunto solo a piedi, scendendo dal vicino parcheggio, o salendo dal Lago dal momento che ai suoi piedi è presente un piccolo imbarcadero. Come tutte le comunità monastiche che si rispettano è possibile acquistare i loro prodotti a ricordo del lago e dell’Eremo stesso.

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venerdì 22 febbraio 2008

Il Vittoriale

La passata primavera abbiamo fatto una gita sul lago di Garda con relativa visita del Vittoriale. Sicuramente la sponda veneta è ricca di località e paesi caratteristici come Desenzano, Sirmione, Bardolino e Lazise, avremo modo di visitarli insieme, chissà magari proprio questa primavera. Il Vittoriale degli Italiani si trova a Gardone Riviera, vicino a Salò ed è conosciuto perchè fu la dimora di Gabriele d’Annunzio, poeta, scrittore, militare e avventuriero italiano. Il Vittoriale occupa un'area molto vasta in cui si trovano diversi edifici, piazzette, viali e fontane. E' possibile visitare la casa di D’Annunzio, detta la Priora, il Museo della Guerra, il MAS con cui il "Vate" effettuò l'azione all'origine della "Beffa di Buccari", la nave Puglia, "incagliata" sul fianco di una collina, e l' auditorium alla cui volta è appeso l'Ansaldo S.V.A., il biplano con il quale D'Annunzio fece il raid dimostrativo su Vienna verso la fine della Prima Guerra Mondiale.

Percorrendo i viali dei grandi e ampi giardini del Vittoriale si giunge al Mausoleo, dove è tumulato D'Annunzio, insieme ai resti di alcuni dei caduti dell'impresa di Fiume. La villa è un via di mezzo tra una biblioteca e un bazar, all'interno sono conservati più di 33.000 volumi e più di 10.000 oggetti collezionati dal poeta durante la sua vita. Tutte le stanze sono caratterizzate dalla penombra, poiché la luce diretta dava fastidio al poeta. All'ingresso sono presenti due stanze: per gli ospiti indesiderati e per gli ospiti desiderati.

Gabriele D’Annunzio si studia in modo superficiale a scuola e questo probabilmente non contribuisce all'approfondimento degli aspetti della vita e della letteratura di questo personaggio. Visitando invece il Vittoriale ci si rende conto invece di che persona brillante, egocentrica, fuori dall’ordinario e colta doveva essere. Diciamo che proprio grazie a questa visita ho potuto cambiare opinione su uno dei più grandi personaggi italiani del ‘900. Dopo la visita al Vittoriale ci siamo fermati a pranzare nella cittadina di Salò, effimera capitale di quella che fu la Repubblica Sociale Italiana.

Oggi è solo una ridente cittadina che si affaccia su di un bellissimo lago, elegante e ordinata. Passeggiare sul lungolago è molto piacevole e gironzolare tra le sue viuzze molto rilassante. Non mancano gli scorci nostalgici, come il Caffè Nero, sorta di bar-museo molto pittoresco da visitare. Intorno al lago e al paese si ergono le dolci colline della Franciacorta, ma questa è un altra gita che bisogna ancora organizzare.

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mercoledì 20 febbraio 2008

L'abbazia di Piona

Posso dire di conoscere il lago di Como molto bene, ormai lo abbiamo girato tutto in lungo e in largo, sia in moto che in macchina, entroterra e non , borghi e paesini. Chissà... forse un giorno farò un post sugli scorci, sui borghi, sulla città di Como e sulle montagne che è possibile visitare nell’intorno del Lario. Strano a dirsi però, non siamo mai stati sulle sue sponde per una giornata di bagni e sole. Un luogo incantato e mistico che è possibile visitare è l’abbazia cistercense di Piona, gioiello del romanico lombardo. Il complesso architettonico religioso che costituisce il Priorato di Piona si trova sulla sponda lecchese del lago di Como, nell'area adiacente il Pian di Spagna, vicino al paese di Colico. L’abbazia è stata costruita sulla punta di una piccola penisola, l’Olgiasca, che insieme al promontorio di fronte crea una baia tranquilla e riparata.

Il sito monastico è composto da una piccola chiesetta, da un bellissimo chiostro e dal monastero dove abitano i monaci. Anche a Piona, come in altri siti monastici, è possibile acquistare i prodotti fatti direttamente dai monaci: ricordiamo sicuramente i pregiati liquori, ricavati da erbe aromatiche, il miele e alcune tisane. Quando il tempo lo permette è possibile ammirare le vele dei windsurfer e dei kite che solcano le verdi acque della lago dove soffiano la breva e il tivano, i tipici venti di questa zona che con le loro correnti permettono questi bellissimi sport.

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giovedì 14 febbraio 2008

L'Orrido di Bellano

Avete mai letto i libri di Andrea Vitali? Si tratta di uno scrittore che vive sul lago di Como a Bellano e qui ambiente tutti i suoi romanzi. Io ne ho letto uno dal titolo “Olive comprese”. Molto carino, anche se non è propriamente il mio genere. Tuttavia mi è servito a scoprire che sul lago di Como, proprio nel paese di Bellano esiste ed è visitabile l’Orrido. Quindi dopo avere insultato simpaticamente Mario, che è comasco e non mi ha mai portato a visitarlo, mi sono armata di tutto punto e ho organizzato una gita. Inforcato una domenica mattina il Barone Rosso ci siamo diretti in direzione nord, passando da Lecco... si, perchè l’Orrido è sul ramo di Lecco del Lario. Dopo una breve sosta a Varenna per pranzare abbiamo raggiunto Bellano. La visita all’Orrido si è rivelata molto affascinante.

Ma cos'è questo Orrido vi chiederete voi? Un mostro, una creatura cugina della più famosa Nessie del Loch Ness? Niente di tutto questo. L’Orrido è una gola rocciosa scavata da un fiume o da un torrente, le cui acque cristalline precipitando da forti dislivelli e formando cascate spettacolari modellano angusti anfratti e profonde grotte . Dopo Bellano siamo tornati a Varenna e preso il traghetto siamo andati a farci un bel gelato a Bellagio, bellissima località turistica sulla punta del Lago di Como. Se volete fare una gita in giornata questo è uno dei tanti itinerari ideali. Buona escursione.

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mercoledì 13 febbraio 2008

L'abbazia di Chiaravalle

Conoscete l’abbazia di Chiaravalle? E’ un bellissimo sito monastico dell’ordine dei cistercensi che si trova a sud di Milano. L’abbazia si erge maestosa tra i campi coltivati ed è subito visibile dalla tangenziale est. E’ possibile visitarla, noi ci siamo stati di domenica. L’esterno è quasi tutto in mattoncini scuri, il suo interno è molto austero. L'abbazia presenta uno stile che unisce caratteristiche del gusto romanico e di quello gotico d'oltralpe.

L'entrata del complesso avviene attraverso una massiccia torre, detta Ciribiciaccola, realizzata nel Cinquecento, vicino alla quale si trova il quattrocentesco oratorio di San Bernardo. Un portale risalente al Duecento permette l'ingresso alla chiesa. L'interno è composto da tre navate voltate a crociera e divise da pilastri circolari. Il chiostro è visibile solo parzialmente, in quanto andato distrutto in parte nell'Ottocento. Se ci andate d’inverno con il freddo e la nebbiolina tipica della pianura padana, il luogo assume un fascino mistico, fuori dal tempo... consigliamo la visita!

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giovedì 7 febbraio 2008

Il vino del santo irlandese

Una domenica uggiosa di fine Settembre, sembra già autunno inoltrato, ce ne andiamo con la mia amica Sara a spasso per la “bassa”. La nostra destinazione è San Colombano al Lambro, c’è la festa dell’uva e si può fare il giro delle cantine per la vendemmia. Arriviamo intorno alle 12.00 a San Colombano al Lambro, bel paesino in provincia di Milano, in piena Pianura Padana. Con nostro rammarico scopriamo che la festa dell’uva si è tenuta la domenica precedente, tuttavia le cantine sono aperte e si possono visitare. Facciamo un giro per il paese, molto carino, con una bella piazza grande e un bel castello in cima.

Ci sono due cantine da visitare, arriviamo nella prima cantina dove è già in corso la degustazione, ci armiamo di calici e ci dirigiamo, dopo aver ammirato il panorama sulle viti nella valle sottostante, a degustare i vini lombardi. Rosso, bianco e rosato; non ci facciamo sfuggire nulla. Alle 13.00 ci spostiamo nella seconda cantina, più piccola e a conduzione famigliare. La degustazione inizia solo alle 14.30, noi però non ci perdiamo d’animo e intratteniamo una piacevole conversazione con il proprietario, il quale ci fa degustare i vini di loro produzione, ormai siamo amiconi…e anche un po’ ubriachi. Scopriamo che curiosamente la cantina esporta quasi tutta la sua produzione verso l’Irlanda.

Gli irlandesi comprano il vino di questa zona, il San Colombano appunto, perché uno dei santi più popolari dell’Eire è San Colombano, e si sa gli irlandesi sono molto cattolici. Mario che ha sempre fame e vuole trattarsi bene gli chiede se possiamo andare a mangiare nell’agriturismo sottostante, sempre di loro proprietà. Ovviamente ci scova un posticino e subito iniziano a servirci di tutto punto. Antipasto, primo, secondo e anche un bel dolce. Pasteggiamo ad acqua…

Nel pomeriggio, dopo pranzo, ritorniamo nella prima cantina per effettuare un piccolo tour e dello shopping. Iniziamo e abbandoniamo subito il tour, torniamo a degustare qualche vino, sbocconcellando del pane, e poi via ad acquistare degli ottimi rossi. Una bella domenica a spasso per la “bassa”, clima in tema con l’autunno in arrivo, una bella mangiata in agriturismo e dell’ottimo vino degustato e comprato. Fossero tutte così le domeniche!

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mercoledì 6 febbraio 2008

Capodanno a Venezia

Vedendo in questi giorni le immagini del Carnevale di Venezia, ci torna in mente il Capodanno del 2005, trascorso nella città della laguna. Venezia è una città magica, è la città più bella e unica del mondo. Sia che si arrivi in treno che in traghetto il colpo d’occhio è maestoso, se poi si ha la fortuna di vederla con il sole, Venezia è una città che non può non conquistarti. La si gira tutta a piedi, attraversando calli, campi, piazze, canali e ponti. E’ la fine del 2004 e inaspettatamente decidiamo di fare Capodanno fuori casa, l’ultima volta risale al 2000, un bellissimo Capodanno a Londra. Partiamo il 29 Dicembre in mattinata con il treno da Milano Centrale, per trascorrere poi quattro giorni a Venezia. Sia io che Mario ci siamo già stati, ma ci sono luoghi che come ho già avuto modo di dire, vale la pena rivisitare almeno una volta a lustro.

Arriviamo a mezzogiorno alla stazione di Venezia, uscendo ci accoglie un sole e un cielo azzurro, giorni prima aveva piovuto e c’era stata l’acqua alta, ma ora è rientrato tutto nella norma, anche se le passerelle sono ancora visibili. La stazione è in centro città e da direttamente sul Canal Grande, il Canalasso per i veneziani. Ci dirigiamo a piedi verso il nostro albergo percorrendo le calli e i canali di questo incantevole luogo. Dopo esserci sistemati in albergo ci dirigiamo verso Piazza San Marco. Visitiamo la Basilica di San Marco, Palazzo Ducale con il Ponte dei Sospiri e i Piombi, ammiriamo il Campanile di San Marco e poi ci concediamo un ottimo caffè al Florian, storico caffè di Venezia, con arredi in stile XVIII secolo. Il conto è salato ma del resto siamo in Piazza San Marco a Venezia, in uno dei più antichi e rinomati caffè della città. Alla sera ci concediamo una breve sosta all’Harry’s Bar, altro luogo noto di Venezia, dove è stato inventato il Bellini, ma il locale è pieno zeppo di turisti americani, è molto piccolo e non riusciamo a trovare un posticino, quindi decidiamo di uscire.
Per tre giorni girovaghiamo per le tante calli veneziane, le quali si alternano ai campi, le tipiche piazze di Venezia. Visitiamo i sestieri di Venezia: Dorsoduro, Cannaregio con il Ghetto ebraico, Castello, San Polo, San Marco e Santa Croce. Andiamo alla ricerca delle bellissima Scala Contarini del Bovolo e dei mille scorci che Venezia ti offre, attraversiamo il Canale della Giudecca per andare a vedere la Basilica di Santa Maria della Salute, ci dedichiamo alla Peggy Guggenheim Collection e alle Gallerie dell’ Accademia.

Abbiamo la fortuna di trovare a Palazzo Grassi una mostra temporanea di Salvador Dalì che ovviamente non ci perdiamo, è uno degli artisti preferiti di Mario. Attraversiamo con il vaporetto il Canal Grande per ammirare il Ponte di Rialto e i suoi maestosi palazzi che si affacciano: Fontego dei Turchi, Cà Pesaro, Cà d’Oro, Cà Foscari, Cà Rezzonico, Palazzo Grassi, Palazzo Corner, Palazzo Ducale, fino alla Punta della Dogana. Molti di questi palazzi patrizi ospitano musei o fondazioni. A piedi arriviamo invece fino all’Arsenale per ritornare verso Dorsoduro e risalire tutto la Fondamenta delle Zattere, illuminate dal sole d’inverno. Passiamo lungo tempo sdraiati sulle panche di chiese deserte, per ammirare i capolavori dei grandi pittori veneziani e non, che nel corso dei secoli lavorarono nella Serenissima.

Alla sera ceniamo in ristorantini e taverne dove impariamo ad apprezzare la polenta con il pesce, in Lombardia non si usa, ma vi assicuro che è buonissima; i prezzi non sono elevati, Venezia ci pare decisamente meno cara di Milano. A pranzo ci infiliamo nelle tipiche osterie “venexiane”, i bacari, dove bere un ottimo spritz accompagnato da cicheti, tartine e stuzzichini con salsine, sottaceti e salumi. La notte di Capodanno la passiamo in Piazza San Marco dove centinaia di persone si radunano per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Il primo dell’anno è tutto chiuso, Venezia è deserta, ma prima di partire vogliamo comunque darle un saluto con un’ultima visita a Piazza San Marco.

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venerdì 25 gennaio 2008

Tra lago e montagne

Ed ecco un altro bel giro in moto, fatto la passata primavera tra la Valsassina e il Lario. Una bella domenica calda e soleggiata, inforchiamo la nostra Harley-Davidson, il leggendario Barone Rosso, e via alla volta del Lago di Como. Girare sulle provinciali che costeggiano il lago è veramente molto rilassante, a noi piace parecchio, i paesaggi sono bellissimi, il traffico è praticamente inesistente o comunque contenuto, i paesini che si affacciano sul lago molto romantici e piacevoli, e soprattutto si raggiunge facilmente senza dover fare l’autostrada, tanto odiata da Mario.

Arrivati a Lecco ci inerpichiamo su per la Valsassina, prima tappa la mitica bottega alimentari AlVa di Balisio per un micro spuntino e per acquistare qualche delicatessen locale tipo il taleggio e la slinzega, una piccola bresaola da mangiare al taglio. AlVa è un caratteristico negozio di alimentari che vende prodotti tipici locali, sulla provinciale all’inizio della valle. Ci si può fermare per fare acquisti o solo per fare uno spuntino: pizzoccheri, polenta, salsiccia, un buon bicchiere di vino rosso vengono venduti al momento e si possono consumare, se il tempo lo permette, nelle panche di pietra nel parchetto adiacente il negozio. Riprendendo il nostro percorso notiamo che la natura si è risvegliata dopo un inverno tuttavia mite e girare per le stradine di montagna respirando un pò di aria sana è veramente bello, lo sguardo spazia dalle verdi vallate alle montagne che sovrastano la valle.

L’ora del pranzo si avvicina, la fame si fa sentire e decidiamo di cercare un agriturismo. Il primo in cui ci fermiamo è veramente bello, un’azienda agricola, ma purtroppo è tutto pieno. Il secondo è anche lui un’azienda agricola, molto più piccolo, e troviamo subito posto. Fanno tutto loro, i prodotti sono quelli del loro orto e del loro allevamento di caprette, infatti i piatti sono tutti a base di formaggio e carne dell’ovino in questione. Mangiamo piacevolmente sistemati su delle panche all’aperto sotto il portico di casa loro. E’ tutto buonissimo. Purtroppo alla fine il conto di rivela un po’ salato, ma fa niente, è una bella giornata e siamo qui per godercela.

Alle 15.00 ci rimettiamo in moto e decidiamo di valicare il massiccio delle Grigne e scendere sul lago di Como all’altezza di Varenna. Facciamo una breve sosta per ammirare il lago dall’alto e poi ripartiamo verso il paesino sul lago. A Varenna parcheggiamo la moto nella piazza principale e ci dirigiamo per le strette viuzze verso il lungolago. Varenna è una bel paesino di lago, con un bel porticciolo, degli ottimi locali e bar dove rifocillarsi. Dopo un gelato, una bella passeggiata e dopo aver ammirato Bellagio che si trova sulla punta del promontorio che divide i due rami del Lario, decidiamo di rimetterci in moto e tornare a casa. Brum Brum!

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mercoledì 23 gennaio 2008

Portovenere

In inverno quando fa particolarmente freddo e se non abbiamo particolari impegni, la domenica pomeriggio, ci piace rilassarci in casa: leggere, ascoltare musica, navigare sul web e qualche volta guardare un po’ di televisione. Domenica scorsa eravamo sintonizzati su Rai3 e guardavamo il programma di Licia Colò: Alle falde del Kilimangiaro. Guarda caso hanno fatto vedere Portovenere, una piccola località in Liguria, sul mare, in provincia di La Spezia.

Subito la memoria è andata all’estate del 2004 quando Mario per il mio compleanno mi regalò un week-end proprio in questo incantevole paesino ligure. Portovenere è un romanticissimo borgo di mare sull’omonimo promontorio in Liguria. Sul mare oltre al porticciolo si affacciano le tante e coloratissime case dei pescatori tipiche di questa zona. Il borgo è arroccato su di un promontorio a picco sul mare, il centro storico è completamente pedonale e come tutti i paesini liguri ha pochissima spiaggia. Si arriva dalla strada che da La Spezia scende al mare e subito il paesaggio che si incontra è stupendo: il promontorio con la chiesetta, l’imponente fortezza genovese, il porticciolo, la piazzetta, le case colorate dei pescatori e l’isola Palmaria di fronte alla costa. L’acqua è di un bel verde azzurro, trasparente, fresca e pulita.

Come tutti i borghi liguri sul mare di levante la spiaggia non esiste, tuttavia gli ingegnosi liguri ne hanno creata una artificiale, piccola, lunga e stretta, ovviamente attrezzata e a pagamento. Il paese ti accoglie con una bella piazzetta, circondata da locali affacciata sul porticciolo. Un porta di pietra a forma di arco introduce i turisti nel centro storico del paese: una via lunga e stretta fiancheggiata da case, negozi, bar e ristoranti con le terrazze sul mare, finisce dritta sul promontorio dove la famosa chiesetta domina la punta.

La vista dal promontorio è bellissima e spazia su tutto il golfo. La sera è possibile cenare in uno dei tanti ristoranti con terrazza vista mare, ovviamente con degli ottimi piatti a base di pesce. Nei vari negozi si vendono i prodotti tipici liguri: pesto, trenette e trofie fatte a mano, dolci come i baci di Alassio e lo Sciachetrà, il vino bianco delle Cinque Terre. Immancabile il fornaio con l’ ottima focaccia ligure di vario genere, da quella classica di Recco a quelle più sfiziose con salumi o pesto. E’ stato un week-end davvero fantastico e consigliato per scappare dallo stress urbano, meglio ancora se fuori stagione, immersi nel sole, nel verde, mangiando buon cibo, rosolandovi al sole e facendo innumerevoli bagni di mare.

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mercoledì 5 dicembre 2007

Pizzoccheri on the wheels


Ormai da tempo è diventata una tradizione per noi dedicare una giornata ai piaceri della tavola in quel della Valtellina, più precisamente in un agriturismo arroccato sopra i paesi di Grosio e Grosotto, sulla strada che s’inerpica tra gli alpeggi sotto il Passo del Mortirolo, che divide Valtellina e Valcamonica. Quest’anno abbiamo deciso di approfittare del ponte del 1° Maggio e di fare un bel giro con la nostra Harley-Davidson Sportster 883, il Barone Rosso.

Si parte da Monza e arriviamo a Lecco percorrendo le provinciali. Ripartiamo puntando a nord e decidiamo di optare per la strada panoramica che costeggia il lago di Como, piuttosto che la veloce superstrada, molto trafficata e praticamente quasi tutta in galleria. Dopo aver fatto una breve tappa a Mandello del Lario per porgere omaggio alla gloriosa Moto Guzzi, puntiamo su Colico.

La giornata è limpida e l’aria frizzante, i paesini del lago si susseguono sonnacchiosi fino ad arrivare al Trivio Fuentes, dove iniziano Valtellina e Valchiavenna. Facciamo una tirata fino a Tirano per un caffè e per sgranchirci le zampe. Per mezzogiorno arriviamo finalmente al nostro agriturismo, il Gufo, e subito ci accomodiamo nell’ampia sala, sedendoci vicino al camino. Il posto è carino, molto genuino, la vista sulla valle è splendida, il cibo… come dire… è sublime. E’ possibile mangiare anche all’aperto, ma noi abbiamo sempre mangiato dentro… io sono un po’ freddolosa. Al piano superiore ci sono anche un paio camere che bisogna prenotare con largo anticipo, infatti non troviamo posto e quindi decidiamo di dormire in un Bed & Breakfast a Bienno in Valcamonica.

Il menù tipicamente valtellinese è composto da:

Tagliere di salumi e sottaceti
Sciat su letto di lattughino e sottaceti,
Pizzocheri
Carni varie alla griglia
Tagliere di formaggi di produzione dell’agriturismo
Torta della casa
Caffè e ammazzacaffè

Vino rosso della casa a volontà!

Il tutto per la modica cifra di 20 euro a persona. Scontato ma doveroso dirlo, è tutto buonissimo.

Dopo un pranzo pantagruelico, ci alziamo verso le quattro del pomeriggio circa, inforchiamo Il Barone Rosso e dopo aver valicato il Mortirolo, scendiamo dalla parte camuna della montagna e diamo gas al nostro potente bicilindrico di Milwaukee in direzione lago d’Iseo. Ci fermiamo a visitare il Parco delle Pitture Rupestri, molto interessante, peccato che Mario si trascini per i massi, il coma alimentare è alle porte.

Arriviamo a Bienno nel tardo pomeriggio e con nostra grande sorpresa, scopriamo che si tratta di un bellissimo borgo medioevale. Il Bed & Breakfast si trova esattamente all’interno di una corte nel centro del borgo. Parcheggiamo la moto e andiamo a fare un piccolo giro di ricognizione. Il borgo è incantevole, tutto vicoli e piazzette, pieno di cortili e corti, spesso si incontrano vecchie fontane a cui è possibile abbeverarsi. Troviamo anche un mulino ad acqua molto pittoresco. Nei secoli passati era conosciuto per l’arte della metallurgia e la produzione di utensili e di armi. In serata decidiamo di non cenare, il pranzo è ancora in fase digestiva), facciamo quindi due passi con gelato e caffè. Il giorno dopo ripartiamo in direzione casa, fermandoci per una breve sosta a Lovere.


Lovere è il classico paesino di lago, piccolo e colorato. Dopo aver fatto uno spuntino scegliamo di percorrere la vecchia strada della sponda bergamasca. Questa sponda del lago d’Iseo è a tratti selvaggia e la strada che l’ attraversa è stretta, tortuosa e a strapiombo sul lago, ma il traffico è praticamente inesistente. La manetta del gas è appena aperta, i giri del motore sono al minimo, la nostra Harley borbotta sommessamente e noi ci godiamo il panorama lacustre con il cucuzzolo del Monteisola che svetta alla nostra sinistra. Il tempo sta cambiando e non promette niente di buono, decidamo allora di rimetterci in strada per il ritorno e riusciamo ad arrivare a casa appena in tempo per scampare il temporale.

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